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Due Diligence sui debiti del Comune di Catania
Inserito il 09 marzo 2007 alle 13:38:47 da arcturo.

PREMESSA

A seguito della richiesta avanzata dalla Corte dei Conti, sezione del controllo per la Regione Siciliana con lettera del 21- Agosto 2006, di risposta ai seguenti quesiti sull’indebitamento del Comune di Catania:
1. Evoluzione dell’indebitamento dell’Ente dal 2003 ad oggi;
2. natura dei singoli atti di indebitamento (mutui, emissione obbligazionarie, operazioni su derivati, ecc.);
3. rispetto effettivo del patto di stabilità;
4. indebitamento anche verso soggetti pubblici, aziende speciali e società controllate;
5. esposizione in bilancio – da parte di costoro – di crediti verso il comune;
6. trasferimento di oneri di personale (e quant’altro) già pagato dal comune su aziende speciali e società controllate che abbiano rapporti economici con il Comune medesimo;
7. differimento di pagamenti all’esercizio successivo;
8. delle specifiche finalità dei singoli atti di indebitamento;
9. i concreti risultati con essi ottenuti;
10. congruità dei tassi d’interesse;
11. eventuali ristrutturazioni o rinegoziazioni del debito;
12. eventuali allungamenti di scadenze (anche se relative alla vita media del debito);
13. regolarità e tempestività dei pagamenti rateali;
14. della normale e congrua liquidità di cassa;
15. della regolarità dei pagamenti in genere;
16. incidenza dell’indebitamento sulla gestione;
17. garanzie prestate per l’indebitamento, esistenza di relativi piani economico-finanziari e risultati ottenuti;
18. giudizio finale di attendibilità finanziaria
si rassegna la seguente relazione:
l’indagine cui sopra, deve muoversi nel solco del parere di affidabilità finanziaria, richiesto dalla stessa Corte, che partendo da una valutazione attuale ripercorra l’evoluzione della situazione complessiva sin dal 2003.
È sorta, quindi, l’esigenza di individuare un momento contabile dal quale far decorrere l’analisi dei debiti ed il loro progressivo mutamento sino ad oggi. Questo momento è stato individuato nel 31/12/2002, anche per i motivi che appresso indicheremo.
La complessità e l’ampiezza della questione richiesta, insieme al breve termine concesso, ha indotto lo scrivente Collegio a fare delle scelte operative che non hanno potuto prescindere sul sistema contabile adottato dal Comune e dal software utilizzato.
Purtroppo, a meno di complessi quanto lunghi aggiustamenti manuali, il software di gestione della contabilità e del bilancio del Comune di Catania non permette di fermare le movimentazioni contabili ad una data né, tanto meno, permette di scindere l’esercizio in più piccoli periodi di riferimento. In altre parole il dato corrente (2006) è in continua evoluzione e non può essere fermato in nessuna data, né si possono ottenere informazioni in qualsiasi data che non sia quella odierna, mentre il dato degli anni già chiusi (2005 e precedenti) può solo essere recepito alla data di chiusura dell’esercizio; in ambedue i casi ottenere informazioni uniformi e confrontabili è quasi impossibile.
Inoltre, si è dovuto tenere in debita considerazione che (naturalmente) la gestione dell’Entrata e quella della Spesa sono affidate a strutture diverse e tra di loro autonome.
Queste preliminari valutazioni ci hanno infine obbligato a condurre un’indagine che si affidasse a strumenti certi e confrontabili, i cui dati fossero, al contempo, statici ed ufficiali. L’unico strumento con le caratteristiche citate è il rendiconto ed è il rendiconto degli anni indicati nelle tabelle della presente relazione la fonte dalla quale il Collegio ha attinto per dare corso alla presente indagine.
Non è stato possibile, invece, trovare la soluzione contabile al problema legato all’anno corrente e perciò i dati del 2006 sono quelli presenti in contabilità alle date del 29/11/2006 e del 30/11/2006 (per brevità espositiva nelle tabelle è sempre indicata la data del 30/11/2006), gli stessi vanno assunti quindi quali semplici riferimenti dell’andamento dell’esercizio annuale, anche se trattandosi di dati relativi agli 11/12 del 2006 sono sicuramente un significativo riferimento.
Dopo aver brevemente riferito sulla oggettiva situazione nella quale il Collegio ha dovuto muoversi, illustriamo la logica di questo lavoro ed il percorso attraverso il quale si perviene ad un giudizio di “tensione finanziaria”.
Bisogna subito dire che, trattandosi di un indagine mirata alla verifica dell’indebitamento del Comune di Catania, il dato su cui soffermare l’attenzione non è il dato corrente ma quello relativo ai residui (sia attivi, sia passivi). Ed è su questi ultimi che si basano le valutazioni successive.
La presente relazione si compone di sette parti: la prima descrive il presente lavoro e costituisce la premessa; dalla seconda alla quinta con una serie di tabelle e grafici vengono esposti i dati citati; la sesta cerca di rappresentare (con le limitazioni già descritte) il flusso di cassa negli anni in questione; la settima riassume il percorso seguito e conclude la presente relazione.

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