Adriano Basile
  Approfondimenti     
«
 
Eventi
<
Ottobre
>
L M M G V S D
-- -- -- -- -- -- 01
02 03 04 05 06 07 08
09 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 -- -- -- -- --

Questa settimana

Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:

Visitatori
Visitatori Correnti : 19
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti


I preferiti
Antimafiaduemila (2827)
New Blog (2390)
New Blog (2190)
La mia libreria (1863)
Unita' (1809)
Repubblica (1692)
Situazione Traffico (1676)
PhD Ingegneria di Catania (1665)
STMicroelectronics (1663)
Corriere della Sera (1632)
Unict (1589)
NoiseFromAmerika (1449)
Ilsole24ore (1285)


google
Google

Visite
Web site analytics
utenti collegati

 
Testimoni di Giustizia
Inserito il 18 luglio 2008 alle 09:17:39 da admin.

Testimoni di Giustizia. Chi sono?

Testimoni di Giustizia. Chi sono?
L’art.16 bis D.L. 8/91 come modificato ed integrato dalla legge 45/2001 definisce testimoni di giustizia: “Coloro che, senza aver fatto parte di organizzazioni criminali- anzi essendone a volte vittime, hanno sentito il dovere di testimoniare per ragioni di sensibilità istituzionale e rispetto delle esigenze della collettività, esponendo se stessi e le loro famiglie alle “reazioni degli accusati e alle intimidazioni della delinquenza”. La legge n. 82 del 1991 non conteneva alcuna distinzione tra il collaboratore di giustizia proveniente da organizzazioni criminali e il testimone.

Legge 13 febbraio 2001, n. 45 per i Testimoni di Giustizia estende al testimone di giustizia la disciplina propria del collaboratore di giustizia ed in particolare, l'art. 16-ter, afferma che i testimoni di giustizia hanno diritto:

  • a misure di protezione fino alla effettiva cessazione del pericolo per sé e per i familiari; 
  • a misure di assistenza, anche oltre la cessazione della protezione, volte a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello esistente prima dell’avvio del programma, fino a quando non riacquistano la possibilità di godere di un reddito proprio; 
  • alla capitalizzazione del costo dell’assistenza, in alternativa alla stessa; 
  • se dipendenti pubblici, al mantenimento del posto di lavoro, in aspettativa retribuita, presso l’amministrazione dello Stato al cui ruolo appartengono, in attesa della definitiva sistemazione anche presso altra amministrazione dello Stato; 
  • alla corresponsione di una somma a titolo di mancato guadagno, concordata con la commissione, derivante dalla cessazione dell’attività lavorativa propria e dei familiari nella località di provenienza, sempre che non abbiano ricevuto un risarcimento al medesimo titolo, ai sensi della legge 23 febbraio 1999, n. 44; 
  • a mutui agevolati volti al completo reinserimento proprio e dei familiari nella vita economica e sociale.

L'art.16-ter prevede che le misure di protezione siano mantenute fino alla effettiva cessazione del rischio.

1965, n. 575. Tali soggetti sono, ai fini del presente decreto, denominati “testimoni di giustizia“.

Testimoni di giustizia: quanti sono, come vivono. 

Settantuno alla data del 30 aprile 2007. Fonte: Ministero dell’Interno, Commissione centrale per la definizione e l’applicazione delle speciali misure di protezione. Con i familiari raggiungono le 220 unità. Secondo i dati aggiornati al 30 aprile 2007, prevalente è il numero dei testimoni che riferiscono su fatti di camorra (26), cui seguono i testimoni su fatti riguardanti la ’ndrangheta (19), 12 sulla mafia e 2 su ambiti criminali della Sacra corona unita (SCU). Infine, quelli relativi ad altre aree criminali non tradizionali sono 12.

Organi principali che intervengono nel procedimento della protezione: la Commissione centrale e il Servizio centrale di protezione. La «Commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione» è composta da un Sottosegretario di Stato per l’interno che la presiede, da due magistrati e cinque ufficiali e funzionari scelti tra coloro che hanno specifiche esperienze nel settore. La Commissione centrale è l’organo politico-amministrativo cui spetta decidere in merito all’ammissione dei testimoni alle speciali misure di protezione e stabilire i contenuti e la durata delle stesse. Il Servizio centrale di protezione, istituito nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza, è una struttura interforze composta da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza. Il Servizio centrale di protezione è l’organismo esecutivo, operativo e consultivo della Commissione centrale. Ha lo scopo di garantire la sicurezza del soggetto tutelato, attraverso la creazione di una condizione di «mimetizzazione» nella località protetta in cui il testimone vive.

Quanto costano i testimoni di giustizia? Il livello di spesa annuo presenta un trend lievemente crescente a fronte di un andamento decrescente dei collaboratori, che dal 2001 al 2007 passano da 1.104 a 794, e di quello dei familiari, che da 3.716 diventano 2.626.

Andamento spese per collaboratori e testimoni in Euro.

2001 33.459.860€

2002 62.808.607€

2003 61.607.934€

2004 64.889.344€

2005 68.213.016€

2006 69.859.103€

Tenore di vita: cosa si intende?

La legislazione garantisce il mantenimento di un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello precedente alla loro scelta collaborativa. In pratica, lo Stato si impegna a risarcire il danno che il soggetto è costretto a sopportare in conseguenza della sua disponibilità a denunciare i fatti di cui è a conoscenza e a rendere testimonianza nei processi. Nel documento si afferma che è stato ritenuto – seppure in modo non esaustivo – che assumano valore indicativo di un elevato tenore

di vita i seguenti elementi:

– disponibilita` di aeromobili, imbarcazioni da diporto, cavalli, autoveicoli;

– residenze secondarie in Italia o all’estero;

– numero dei collaboratori familiari, sia a tempo pieno, sia « part-time »;

– acquisto di gioielli, di pellicce o di beni-rifugio (quadri, preziosi, opere, monete, etc.);

– frequenza di alberghi e ristoranti di lusso;

- viaggi all'estero, crociere, etc.

Corresponsione di una somma a titolo di « mancato guadagno » (concordata con la Commissione centrale) derivante dalla cessazione dell’attività lavorativa nella località di provenienza; a mutui agevolati volti al reinserimento economico-sociale proprio e dei familiari. Inoltre, come previsto al comma 3 dell’articolo in esame, se nei confronti del testimone è stato disposto per ragioni di sicurezza un trasferimento in una località diversa da quella di origine dove deve « rifarsi una vita », lo Stato è tenuto ad acquisire, a prezzo di mercato, i beni immobili di proprietà del testimone, ubicati nella sua località di origine, e a corrispondergli l’equivalente in denaro.

Può scegliere di capitalizzare e uscire dal programma: In relazione alla capitalizzazione delle misure di assistenza economica interviene l’articolo 10, comma 15, del d.m. n. 161 del 2004. La suddetta capitalizzazione, che comporta l’interruzione delle misure di assistenza economica già assicurate mensilmente, avviene mediante la corresponsione di una somma di denaro pari all’importo dell’assegno di mantenimento: per i testimoni di giustizia, in presenza di un « concreto e documentato » progetto di reinserimento sociolavorativo, può essere riferita ad un periodo di dieci anni. Alla capitalizzazione si aggiunge un importo forfettario di 10.000 euro, rivalutabile secondo gli indici ISTAT, quale contributo per la sistemazione alloggiativa.  

Rimborso delle ferie. I testimoni hanno diritto ad una vacanze una volta all’anno, per una spesa di circa duemila euro che devono comunque anticipare e non sempre viene rimborsata 

Assegno di mantenimento: Dai mille ai 1600 ogni mese, per dodici mesi senza la tredicesima. I miei testimoni prendono 1100 al mese, e mi dicono che quasi tutti gli altri hanno questa cifra.

Assistenza sanitaria: Visite mediche specialistiche rimborsate. Medicine rimborsate al 50% in media. La legge n. 82 del 1991, richiamato dall’articolo 16-bis, comma 1) prevedono che i testimoni di giustizia possano ottenere il rimborso delle spese sanitarie effettuate in regime privatistico, quando non sia possibile avvalersi delle strutture pubbliche ordinarie. Grossi problemi, soprattutto nei tempo biblici, per la visita medico-legale tesa al riconoscimento del danno biologico ed esistenziale e quindi alle percentuali di invalidità.

Spese: affitto pagato (anche se teoricamente si preferirebbe evitare il trasferimento del TdG in località protetta). Bollette della luce e telefono a carico loro, immondizia no, Ici no. Inoltre "se lo speciale programma di protezione include il definitivo trasferimento in altra località, il testimone di giustizia ha diritto ad ottenere l’acquisizione dei beni immobili dei quali è proprietario al patrimonio dello Stato, dietro corresponsione dell’equivalente in denaro a prezzo di mercato". Spese legali totalmente coperte. I testimoni, inoltre, hanno diritto ad altre misure assistenziali, quali l’istruzione scolastica dei figli, anche presso università private. Auto, carburante e autostrade a carico del testimone. I lunghi tragitti, annunciati in tempo al sistema centrale, sono pagati dallo stato, che fornisce anche la scorta , ma il testimone deve anticipare vitto e alloggio agli uomini della scorta, per averli poi teoricamente rimborsati. Nella loro località segreta i testimoni sono completamente senza protezione, né ronde né controlli saltuari.

Lavoro: Impossibilità di lavoro per questioni di sicurezza, legate anche alla identità di copertura e per questioni pratiche: non menzionabilità del curriculum per ovvie ragioni. Assenza di un programma di previdenza sociale: ricorrono ai contributi volontari per la pensione Inps 

La documentazione di copertura non consente, ad esempio, di intraprendere un’attività commerciale. Dice la relazione: esigenza di assicurare una tempestiva e completa regolarizzazione delle posizioni previdenziali del testimone di giustizia e dei loro familiari. Al riguardo, si precisa che uno degli ultimi decreti di attuazione della legge 13 febbraio 2001, n. 45, il d.m. 13 maggio 2005, n. 138, prevede che i dipendenti privati ammessi a speciali misure di protezione o a programma speciale possano chiedere agli organi competenti all’attuazione delle misure il rimborso dei contributi volontari versati per tutto il periodo in cui non hanno potuto svolgere attivita` lavorativa a causa della sottoposizione a misure di protezione. Non possono iniziare un’attività propria anche per le difficoltà nell’accesso alle agevolazioni bancarie previste dall’articolo 16-ter, lettera f) (i testimoni di giustizia hanno diritto « a mutui agevolati volti al completo reinserimento proprio e dei familiari nella vita economica e sociale »). Secondo le dichiarazioni rese da alcuni testimoni, non sempre le agevolazioni bancarie convenzionali sono vantaggiose: alcuni di essi, infatti, hanno lamentato che l’Istituto di credito convenzionato ha offerto un mutuo ad un tasso addirittura superiore a quello di mercato, in quanto il testimone di giustizia è considerato « soggetto a rischio ». Il 18 giugno scorso il Senato ha bocciato l’emendamento 12.0.400 al Pacchetto Sicurezza. Con tale emendamento era prevista l’opportunità di inserire nella pubblica amministrazione i testimoni di giustizia che non sono collaboratori di giustizia e sono esposti a rischi notevoli, riconoscendo loro livelli di garanzia e sostegno più elevati rispetto a quelli attuali.

Condividi articolo con:

 
  Testimoni di Giustizia: Documenti >>

 
 Adriano Basile and ©AspNuke 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 8,608398secondi.
Versione stampabile Versione stampabile