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9 maggio 1978
Di Adriano (del 09/05/2010 @ 17:31:47, in Memoria, linkato 6998 volte)

E' un po' che non scrivo vignette, ma quella di oggi m'e' stata espressamente richiesta: ricordare la morte di Peppino Impastato e Aldo Moro. Una richiesta che mi lusinga e sinceramente mi spaventa, lo faro' al mio solito modo... ...grazie Maestro per la fiducia.

Non ho ricordi personali di Impastato e Moro, quel che so di loro l'ho appreso dalle mie letture, dalla TV, dai film e dalle canzoni. Una per tutte "i cento passi" dei Modena City Rambles. Mentre scrivo queste righe mi risuonano nelle orecchie i versi di questa canzone.

Morire per un ideale, per una fede anche se non religiosa credo equivalga ad una santita' laica.

Battersi quotidianamente per quello in cui si crede, non piegarsi ai vincoli che la vita ci vuole imporre semplicemente perche' nasciamo "figli di", questo per me e' eroismo.

Impastato e Moro, in luoghi d'Italia opposti tra loro, sono stati uccisi per questo, perche' credevano in qualcosa in cui i loro assassini non credevano. Questi hanno usato la tecnica "uccidiamone uno per educarne mille", per dimostrare agli "altri" che si ha la forza di uccidere senza scrupoli.

Cosa e' successo? Abbiamo imparato la lezione o ci siamo fatti trasportare dallo sdegno e abbiamo lottato anche noi al loro fianco, abbiamo usato loro a simbolo di una lotta anche nostra per cui valeva vivere e morire?

L'onda emotiva e' stata forte, i funerali di stato di Moro (non quelli veri, in forma privata... ...ma quelli senza corpo officiati dal Papa) hanno forse rappresentato un punto di svolta nella lotta al terrorismo in Italia. Si era negli anni di piombo, anni in cui a scuola chiunque era bollato: rosso o nero. Non c'erano compromessi, i fatti salvi erano considerati smidollati e poi... ...era semplice finire in una frangia armata. Non avendo vissuto direttamente quegli anni mi son sempre chiesto: ma questi ragazzi ci credevano? Seguivano un'onda ideologica portata dalla massa o erano consapevoli delle idee che rappresentavano? Oppure erano "coglioni" come quelli che per passatempo appiccano il fuoco ad un senza tetto?

Ho una mia parziale risposta: molti ci credevano, o almeno credevano ad una differente idea politica e sociale delle cose. Molti si illudevano, o qualcuno ha illuso loro, che con la forza e le armi si potevano cambiare le cose. Tante ragazze e ragazzi erano soldati di un esercito di cui riconoscevano solo la bandiera: nera o con una stella rossa. Poco di piu'. Sto semplificando le cose lo so, ma lo faccio volutamente, scusatemene. La diffusione nazionale del terrorismo mi ha sempre fatto riflettere su questa illusione: qui in Sicilia non c'erano le Brigate Rosse. Non vorrei sbagliare, ma non ricordo d'aver mai letto di fatti di terrorismo qui sull'isola. Anzi, ricordo d'aver letto che l'altro "terrorismo" armava il terrorismo del nord. Perche'?

Perche' qui il terrorismo s'e' sempre fatto porta a porta, con l'omerta, il pizzo, le sparizioni. Qui non potevi aprire una radio libera e parlar male della mafia, nessuno se lo poteva permettere. E Peppino Impastato l'ha capito a sue spese. E' ancora cosi' La Sicilia, quotidiano catanese ha aggiunto il termine "mafia" al suo vocabolario negli ultimi anni. Senza parlarne male anzi al contrario, emblematico fu il caso dello spazio sulle colonne del giornale che si dette alla lettera di Santapaola, boss mafioso relegato al 41bis. La giustificazione fu: "era una lettera da un lettore". Caspita!

E quindi come ricordare a trentadue anni di distanza questi due Santi Laici? La TV non lo fa, ho guardato svogliatamente il TG e non ho ascoltato alcuna notizia a riguardo. Ormai e' piu' interessante parlare dei sogni degli italiani, del made in Italy esportato nel mondo: Ferrari e moda.

La storia, la nostra storia non interessa piu'. Capire chi eravamo per capire dove andremo non interessa ad alcuno. Anche semplicemente leggere "Cristo s'e' fermato ad Eboli" per rendersi conto cos'era e cos'e' la "questione meridionale" non ci attrae. Ormai le notizie le cerchiamo sul TGCOM, mordi e fuggi condito con Gossip e notizie strazianti.

Oggi ci spaventiamo ad ascoltare le persone che ci circondano, ad ascoltare le loro paure e le loro gioie, abbiamo paura di confrontarci se non attraverso il mezzo televisivo. La sua sterilita' ci protegge, ascoltiamo dei bimbi down uccisi da una mamma instabile, piangiamo per loro, preghiamo per lei. Ed eccoci alle nostre faccende quotidiane, ma se questa mamma ci fosse accanto l'avremmo aiutata?

Se ci fosse una legge che si potesse scrivere per salvare altri bambini ed altre mamme nelle stesse situazioni, la vorremmo scritta? O tanto ci interessa solo l'impunita' di Berlusconi?

E allora perche' chi ci rappresenta (neanche' la mia parte: PD) non sostiene il referendum che vuole sancire un principio fondamentale: "l'acqua e di tutti!"?

E quindi a mio modesto parere: il miglior ricordo sarebbe "ricordarli", ricordare l'ideale per cui son morti e altresi' ricordare i loro assassini. E continuare a combattere contro questi, inteso combattere contro quello che questi rappresentano.