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Lettera di Rosalinda Gianguzzi
Di Adriano (del 22/06/2010 @ 15:22:31, in Vignetta-Blog, linkato 6380 volte)

I ricordi son nei cassetti della memoria, e' strano il meccanismo che li riporta a galla. A volte crediamo di non ricordarne l'esistenza e, poi basta un odore, un'immagine per rievocare storie e giornate del lontano passato. Come in un film scorrono davanti agli occhi sensazioni, emozioni dimenticate.

 Scusate e solo un pensiero personale, ma di quelli che colpiscono nel profondo... ...e non e' di questo che vorrei parlare oggi! : - ) Ma di una lettera indirizzata alla Gelmini che vi invito a leggere:

Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO e' un privilegio, sono rimasta basita.

Per capire che Lei di educazione ne capisse poco, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e Lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e Lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale.

Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo Lei avvocato ed io no.

Certo, dato che Lei, ora paladina della regionalizzazione, si e' abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria) perche' piu' facile (come da Lei con un'ingenuita' e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre.

E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto, e poi parliamo d'educazione.
L'astensione dopo il parto, sulla quale Lei oggi con tanta leggerezza motteggia, e' definita OBBLIGATORIA ed e' un diritto inalienabile previsto da quelle leggi per cui donne molto piu' in gamba di Lei e di me hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.

Discorso diverso e' il congedo parentale, di cui si puo' fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180 giorni, solo in parte retribuiti integralmente.

Ovviamente per persone come Lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione in questo caso piu' che un privilegio e' un'eresia.
Ovviamente Lei non puo' immaginare, perche' puo' permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che Lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per babysitter superiori a quelli della propria retribuzione.

Voglio dirle una cosa pero', consapevole che le mie affermazioni susciteranno piu' clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO e' anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.

Come vede ho piu' volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che gia' di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se e' necessaria una piccola premessa doverosa.

Lei, come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, Le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio.

In realta', per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata piu' propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione Lei non sembra possedere.

Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting, e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi piu' accessibili. Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le speci non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO.

Non e' una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta.

Procreare, infatti, implica delle responsabilita' precise, e' una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.

Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita.

Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non e' un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo.

Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di se'.

Bambini affamati di attenzioni, perche' non gliene e' stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioe' i primi mesi di vita.

L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materna e un biberon della tata, e' solo nostra. Cio' non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati.

Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".

I bambini hanno nette percezioni, gia' nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perche' si abituano alle braccia", e' un luogo comune. Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora e' tutto amore.
Non e' un caso che studi recenti, riabilitano il cosleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, gia' dai primi giorni di vita, non solo e' antisociale, perche' una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma e' un comportamento al di fuori delle piu' elementari regole umane e naturali.

Poi e' anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessita' assoluta.

Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.

Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessita') e tornare con comodo da sua figlia.

Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che Lei non conosce.

Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.

Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovraffaticamento. E non e' vero che e' importante la qualita' e non la quantita':

 - perche' la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.

- perche' un bambino non dovrebbe scegliere tra qualita' e quantita', almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.

Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non puo' permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilita' di contagio presenti in un nido.

Infatti, e' scientificamente provato che i bambini, che vanno al nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono piu' soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.

Poi per carita', si puo' obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma e' come dire ad un medico, che giacche' si e' avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non e' vero che il fumo fa male.

Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si puo' fare molto, per favorire una crescita armoniosa, gia' dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.

E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serieta', cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non e' poi cosi' importante",  prendendo Renzo Bossi come esempio.

Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il paese.

Perche' forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se  guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma Lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.

Un'ultima cosa, Lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

05-05-10
Rosalinda Gianguzzi
Insegnante precaria della scuola primaria siciliana.
Mamma e docente per vocazione, scrittrice per diletto