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Pensiero prevacanziero
Di Adriano (del 16/07/2010 @ 15:09:09, in Vignetta-Blog, linkato 82 volte)

  Vi ricordo che la prossima vignetta sara' nelle vostre caselle mail il 30 agosto pv. Spero sentiate la mancanza dei miei scritti 'quasi' quotidiani e parliate bene di me. : - )

 Veniamo al tema del giorno che mi viene ispirato da un link che mi ha girato Fabrizio con un editoriale di Massimo Gramellini:

"Lo conosci alla Statale di Milano che non hai ancora vent'anni. A ventitre' cominci a lavorare per lui. A trentatre' diventi il suo segretario personale e segui i lavori di ristrutturazione della sua villa: impianti elettrici e antifurto umano, un certo Mangano stalliere. A quarantuno entri nella sua concessionaria di pubblicita' e gliela trasformi in una macchina da soldi. A cinquantadue converti la concessionaria in un partito politico ed e' grazie a te se vince le elezioni. A cinquantaquattro vieni arrestato a Torino per un'indagine sui fondi neri della sua azienda, ti ritiri dietro le sbarre con un'edizione rilegata dei Promessi Sposi e sopporti tutto in silenzio, persino il chiasso di Sgarbi quando corre a visitarti in carcere. A cinquantotto patteggi una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale e false fatture relative a un'azienda il cui proprietario e' lui. A sessantanove sei condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e intanto rilasci interviste sulla sua bonta' e su quella di Mussolini, lo consigli, lo proteggi, ti fai intercettare in conversazioni curiose con un coordinatore del suo partito e un piduista sardo. E lui, invece di dedicarti un monumento a cavallo con stalliere o almeno un vialone di villa Certosa con vista sulle ballerine, che cosa fa? Ti definisce "pensionato sfigato".

Bell'amico si e' scelto, dottor Dell'Utri."

Lettera triste, ma piu' triste e' la situazione degli altri italiani che lavorano dall'alba al tramonto e si ritrovano ben prima della pensione ad essere "sfigati". Perche' manca una classe politica degna di questo nome e manca una classe dirigente seria e lucida. E penso al tessuto imprenditoriale italiano che non e' fondato sulle poche grandi imprese ma sulle migliaia di piccole e medie imprese sparse per il territorio nazionale. Ma la classe politica di cui sopra ascolta la classe dirigente ad occhi chiusi, basta che la Marcegaglia faccia una scorreggia ed il governo si inchina indifferente ai problemi del reale tessuto economico nazionale. Gli incentivi vanno sempre alle grandi aziende e mai ai piccoli imprenditori, questi spesso creano aziende dal nulla, prosperano per anni ma al momento di "crescere" delegano il figlio o la figlia a continuare l'impresa di famiglia.

E qui l'asino che non vola casca di botto! Il o la Lapo Elkan dei poveri, che ha avuto agi per tutta la vita si trova al comando di una barca ma non sa neanche' fare la "O" con il bicchiere. Apre bocca e rovina quel che il genitore ha costruito per anni... ...e chi ne paga le conseguenze non e' certo lui figlio di papa'. Ma i dipendenti che hanno stretto i denti, che per anni hanno calato la testa ringraziando Dio di avere un posto fisso si vedono passare la vita davanti. Intendo, la vita lavorativa che diventa di botto non piu' quel punto fisso, quell'ancora a cui aggrapparsi e che ti dava il pane...

A queste persone va il mio pensiero pre-vacanziero. Stavolta "non c'e' sta chi ce' penza"! E non contiamo sul fatto che l'amico di Dell'Utri sia tolto dai cabasisi a settembre, sara' sempre qua... ...tranquilli! Come il sottoscritto.

Ciao e Buone Vacanze