Adriano Basile
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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Black Mamba (del 27/01/2006 @ 15:16:03, in Memoria, linkato 6296 volte)
La prima volta che ho letto “Se questo è un uomo” di Primo Levi avevo tredici anni ed è stato per me uno shock. Mi veniva molto difficile superare le lunghe pagine descrittive delle giornate dei prigionieri, del lavoro, delle malattie. Mi ricordo che dopo averlo letto mi erano rimaste addosso solo delle immagini, dure, crudeli.

L’ho riletto a quindici anni e questo libro ha cominciato a sorprendermi perché scoprivo delle cose che non avevo colto assolutamente durante la prima lettura, e più di tutto la lucida osservazione dell’uomo, di come tra i prigionieri ci fossero dei sommersi, che soccombevano, e dei salvati, che riuscivano a cavarsela, e come spesso questi fossero animali abbrutiti più dei loro aguzzini. Mi venne in mente, e ora l’ho sperimentato di persona, che anche nella vita, chi se la cava, alla fine, in situazioni estreme come nelle piccole lotte quotidiane, è chi prima riesce ad adattarsi, qualunque cosa questo comporti. Intelligenza, bravura, qualità personali contano parzialmente rispetto ad una determinazione ottusa, alla volontà cieca.

L’ho ripreso una terza volta, alla vigilia della maturità, ma non per la morbosità che un tema così enorme a volte suscita, ma perché questo libro aveva qualcosa ancora da darmi. Mi soffermo, tra i tanti, su due aspetti, che trovo i più profondi per me.

Il primo: attorno e dentro i campi di concentramento lavoravano, operosi, molti uomini e donne tedeschi. Non generali, non Goebbels, Himmler, Mengele, non Hitler, ma padri di famiglia, ragazzi, ragazze.
Come noi. Ma che non riuscivano a vedere se stessi negli altri.

Il secondo: quanto può valere un brano di Divina Commedia, il canto di Ulisse. Primo Levi dice che avrebbe rinunciato volentieri al pasto di quel giorno per ricordarlo interamente. La nostra esistenza ed individualità passa anche per quello che ci appartiene, i capelli, le scarpe, i vestiti, gli oggetti che usiamo tutti i giorni, e che parlano di noi ai nostri cari, e di tutto questo gli ebrei furono privati. Ma noi, come loro, possediamo anche qualcosa che nessuno ci può togliere: la poesia, che significa essere ancora uomini.

Se avete tempo e voglia, leggete questo brano, che io amo tanto…

(da Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1987, pp. 115-118).

… Il canto di Ulisse. Chissà come e perchè mi è venuto in mente: ma non abbiamo tempo di scegliere, quest'ora già non è più un'ora. Se Jean è intelligente capirà. Capirà: oggi mi sento da tanto.

… Chi è Dante. Che cosa è la Commedia: Quale sensazione curiosa di novità si prova, se si cerca di spiegare in breve che cosa è la Divina Commedia. Come è distribuito l'Inferno, cosa è il contrappasso. Virgilio è la Ragione, Beatrice è la Teologia. Jean è attentissimo, ed io comincio, lento e accurato:

Lo maggior corno della fiamma antica
Cominciò a crollarsi mormorando,
Pur come quella cui vento affatica.
Indi, la cima in qua e in là menando
Come fosse la lingua che parlasse
Mise fuori la voce, e disse: Quando...


Qui mi fermo e cerco di tradurre. Disastroso: povero Dante e povero francese! Tuttavia l'esperienza pare prometta bene: Jean ammira la bizzarra similitudine della lingua, e mi suggerisce il termine appropriato per rendere "antica".

E dopo "Quando"? Il nulla. Un buco nella memoria. "Prima che sì Enea la nominasse". Altro buco.

Viene a galla qualche frammento non utilizzabile: "…la pietà Del vecchio padre, ne 'l debito amore Che doveva Penelope far lieta…" sarà poi esatto?

…Ma misi me per l'alto mare aperto.

Di questo sì, di questo sono sicuro, sono in grado di spiegare a Pikolo, di distinguere perché "misi me" non è "je me mis", è molto più forte e più audace, è un vincolo infranto, è scagliare se stessi al di là di una barriera, noi conosciamo bene questo impulso. L’alto mare aperto: Pikolo ha viaggiato per mare e sa cosa vuoi dire, è quando l'orizzonte si chiude su se stesso, libero diritto e semplice, e non c'è ormai che odore di mare: dolci cose ferocemente lontane.

Siamo arrivati al Kraftwerk, dove lavora il Kommando dei posacavi. Ci dev'essere l'ingegner Levi. Eccolo, si vede solo la testa fuori della trincea. Mi fa un cenno colla mano, è un uomo in gamba, non l'ho mai visto giù di morale, non parla mai di mangiare.

"Mare aperto". "Mare aperto". So che rima con "diserto": "...quella compagna Picciola, dalla qual non fui diserto", ma non rammento più se viene prima o dopo. E anche il viaggio, il temerario viaggio al di là delle colonne d'Ercole, che tristezza, sono costretto a raccontarlo in prosa: un sacrilegio. Non ho salvato che un verso, ma vale la pena di fermarcisi:

…Acciò che l'uom più oltre non si metta.

"Si metta": dovevo venire in Lager per accorgermi che è la stessa espressione di prima, "e misi me". Ma non ne faccio parte a Jean, non sono sicuro che sia un'osservazione importante. Quante altre cose ci sarebbero da dire, e il sole è già alto, mezzogiorno è vicino. Ho fretta, una fretta furibonda. Ecco, attento Pikolo, apri gli orecchi e la mente, ho bisogno che tu capisca:

Considerate la vostra semenza:
Fatti non foste a viver come bruti,
Ma per seguir virtute e conoscenza.


Come se anch'io lo sentissi per la prima volta: come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono.

Pikolo mi prega di ripetere. Come è buono Pikolo, si è accorto che mi sta facendo del bene. O forse è qualcosa di più: forse, nonostante la traduzione scialba e il commento pedestre e frettoloso, ha ricevuto il messaggio, ha sentito che lo riguarda, che riguarda tutti gli uomini in travaglio, e noi in specie; e che riguarda noi due, che osiamo ragionare di queste cose con le stanghe della zuppa sulle spalle.

Li miei compagni fec'io si acuti…

…e mi sforzo, ma invano, di spiegare quante cose vuoi dire questo "acuti". Qui ancora una lacuna, questa volta irreparabile. "...Lo lume era di sotto della luna" o qualcosa di simile; ma prima?... Nessuna idea, "keine Ahnung" come si dice qui. Che Pikolo mi scusi, ho dimenticato almeno quattro terzine.
- Ca ne fait rien, vas-y tout de meme -

…Quando mi apparve una montagna, bruna
Per la distanza, e parvemi alta tanto
Che mai veduta non ne avevo alcuna.


Sì, sì, "alta tanto", non "molto alta", proposizione consecutiva. E le montagne, quando si vedono di lontano... le montagne... oh Pikolo, Pikolo, di' qualcosa, parla, non lasciarmi pensare alle mie montagne, che comparivano nel bruno della sera quando tornavo in treno da Milano a Torino!
Basta, bisogna proseguire, queste sono cose che si pensano ma non si dicono. Pikolo attende e mi guarda.

Darei la zuppa di oggi per saper saldare "non ne avevo alcuna" col finale. Mi sforzo di ricostruire per mezzo delle rime, chiudo gli occhi, mi mordo le dita: ma non serve, il resto è silenzio. Mi danzano per il capo altri versi: "...la terra lagrimosa diede vento..." no, è un'altra cosa. E’ tardi, è tardi, siamo arrivati alla cucina, bisogna concludere:

Tre volte il fe' girar con tutte l'acque,
Alla quarta levar la poppa in suso
E la prora ire in giù, come altrui piacque…


Trattengo Pikolo, è assolutamente necessario e urgente che ascolti, che comprenda questo "come altrui piacque", prima che sia troppo tardi, domani lui o io possiamo essere morti, o non vederci mai più, devo dirgli, spiegargli del Medioevo, del così umano e necessario e pure inaspettato anacronismo, e altro ancora, qualcosa di gigantesco che io stesso ho visto ora soltanto, nell'intuizione di un attimo, forse il perchè del nostro destino, del nostro essere oggi qui...

Siamo oramai nella fila per la zuppa, in mezzo alla folla sordida e sbrindellata dei porta-zuppa degli altri Kommandos. I nuovi giunti ci si accalcano alle spalle. -Kraut und Ruben?- -Kraut und Ruben.- Si annunzia ufficialmente che oggi la zuppa è di cavoli e rape: -Choux et navets-.-Kaposzta és répak.

Infin che ‘l mar fu sopra noi rinchiuso.

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Di Admin (del 27/01/2006 @ 09:04:57, in Memoria, linkato 5999 volte)
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi
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Di marzio (del 26/01/2006 @ 22:25:05, in Blog, linkato 5592 volte)
Carissimi tutti, mi presento sono Marzio. Scusate il "lieve" ritardo con il quale mi unisco alla vostra bella compagnia accogliendo l'invito di "Admin" ad unirmi nel Blog. Il ritardo, tra le altre cose, è dovuto principalmente al fatto che per ragioni di natura tecnica (assoluta incapacità nel cimentarmi con i modernissimi strumenti della comunicazione)non riuscivo a capire quali procedure mettere in atto per potervi scrivere qualcosa. Stasera, spero, ci sono riuscito!!!!! E' stata dura ma sarà una bella soddisfazione vedere in rete questo scritto. Oggi ho imparato qualcosa di NUOVO!! Leggendo i vostri Post (si dice così) ho notato la vostra simpatia e cordialità. Sarà interessante poter percorrere un tratto di "strada" inisme. Vi chiedo anticipatamente scusa per le mie (ormai confessate e manifeste) lentezze tecnologiche e possibili latitanze nel farmi vivo tramite il Blog. A presto.
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Di Black Mamba (del 26/01/2006 @ 14:26:32, in Blog, linkato 5927 volte)
Abbiamo passato pomeriggi, e pomeriggi, e pomeriggi ad esaminare tutti i frighi, le lavatrici, gli aspirapolvere e i tostapane presenti nei vari Trony, Euronics, Synergy, UniEuro, MediaWorld di tutta la provincia.

Io confrontavo con le pazienti commesse funzionalità, prezzi, istruzioni, optional, anni di garanzia, buttavo tutti i dati su un foglio excel degno di altroconsumo ed elaboravo statistiche in tempo reale sul rapporto qualità prezzo, restando sempre indecisa però, perché non scattava quel certo non so che indispensabile per l’acquisto compulsivo che mi caratterizza.

Sammy, un po’ più svagato, bighellonava tra gli accessori per macchine fotografiche digitali e guardava ipnotizzato spezzoni del signore degli anelli su centinaia di LCD di tutte le dimensioni.
Ma non andavano bene quelli che avevamo visto la prima volta, un mese fa, alla casa dell’elettrodomestico?

Dopo tanto tempo, tante discussioni, analisi di mercato, consigli della mamma, della nonna, della zia, sorella, suocera, ecc, finalmente abbiamo (ho) scelto, e ci siamo fatti portare tutto a casa.
All’arrivo del bottino, un po’ preoccupata, osservo attentamente gli addetti al montaggio, un po’ troppo veloci per i miei gusti. Ho sfoderato la mia più noiosa pignoleria guardandoli torva e facendo domande del tipo:
“Ma perché sta buttando quella vite?”
“Dove andrebbe appiccicata quella targhetta?”
“Cos’e’ quella carta che ha stracciato?”
senza ottenere niente di più che grugniti e spiegazioni inintelligibili.
L’unica cosa che capisco è che devo accendere il frigo dopo almeno 5 ore, se no il liquido di refrigerazione bla bla bla per il viaggio bla bla bla.

Accendo il frigo dopo 5 ore, e comincia a suonare. Biiip biiip biiip biiip …
Ci metto mezz’ora a recuperare le istruzioni, e a capire che il mio frigo non si autodistruggerà entro cinque minuti, ma e’ tutto normale. Mi vuole solo informare che farà biiip biiip biiip biiip… fino a che la temperatura non sarà quella settata sul display.
Se voglio che smetta di suonare prima, basta che prema ctrl+alt+ok per trenta secondi stando attenta a non attivare il tasto vacanze d’agosto (icona ombrellone) né il blocco tasti (icona bambino).
Anche la lavatrice mi vessa: suona quando ha finito finché non la svuoto e non la spengo, se voglio modificare il programma impostato devo premere i pulsanti “opzioni” + “temperatura lavaggio” + “avvia” per 8 secondi. Se dice “Err” devo riavviare e se succede di nuovo, chiamare l’assistenza.
Il forno mi chiede se voglio la pizza morbida o croccante. Eccheccazzo, non posso cambiare idea dopo averlo acceso, se no la pizza me la sbatte in faccia.
Ma io avevo cercato di comprare, lo giuro, le cose più semplici, quelle con meno bottoni, meno display, meno funzioni.

Adesso la sera, finito di cenare, attacchiamo la lavastoviglie. Quando finisce, inizia a suonare biiip biiip biiip…
Io mi alzo, la vado a consolare: premo off, la apro, esce il vapore e il profumo del finish al limone, le metto il ciuccio e torno a letto.
Sammy dorme già da un pezzo: d’altra parte, quelli che avrebbe comprato lui alla casa dell’elettrodomestico non avrebbero mai fatto tutti questi capricci.
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Di Black Mamba (del 25/01/2006 @ 16:35:55, in Blog, linkato 5600 volte)
Metti una sera a cena, in casa di amici notoriamente ospitali, la moglie notoriamente un’ottima cuoca, capace di creare un'atmosfera amichevole e affettuosa anche tra gente che non avrebbe niente da dirsi, tutto per merito della sua intelligente accoglienza ma anche delle sue crepes, dei plum-cake salati, dei profiteroles, delle torte, del tripudio di cena da quadro rinascimentale che sempre ci offre. Metti una fredda serata di Natale, e la casa calda con tanta gente dentro.

Noi, io e Sammy Pulp, siamo stati invitati in quanto “animatori” (prima in realtà, eravamo animatori di feste ben più trasgressive… eh…) in una serata in cui gli invitati erano un po’ meno di casa, e bisognava riscaldare l’ambiente come un buon vino.
[Ecco, io lo riscaldo l’ambiente, ma a volte, come il vino, se si esagera, do alla testa. Tanto che poi si medita di non bermi MAI più…]

La discussione parte tranquilla dai soliti temi, le case nuove che la mia generazione in questo periodo si accinge a cercare per poi desiderare invano, la città, il latrocinio assurdo dei parcheggi soStare, che sono aumentati, eccetera, ma poi precipita irrefrenabilmente verso la politica.
E scopriamo che tra le gentili ospiti, c’è una DIDESTRA.
Ora, va bene tutto.
Va bene se gli animi si riscaldano.
Va bene se facciamo polemica.
Va bene se non andiamo d’accordo su niente.
Ma possibile invece che stiamo tutta la sera a polemizzare, quasi tutti, ferocemente, per poi tornare a casa con l’inquietante sensazione di avere detto tutti le stesse cose?
E cioè che nessuno è contento del paese in cui vive, gli sembra assurdo e vergognoso.
Che quasi quasi si stava meglio quando si stava peggio, che almeno Craxi e Andreotti erano politici di calibro, gente che sapeva quello di cui parlava, e che almeno conservava una certa decenza nel fare certe cose “di nascosto” e non alla luce del sole, pretendendo tutto come un diritto di nascita, e chi si mette in mezzo complotta ingiustamente.
Di più… tutti pensiamo che non ci siano nemmeno candidati da votare, in nessuna coalizione, e specialmente in Sicilia; che i politici siano, chi piu’ chi meno, solamente interessati a fare il meno possibile e il più demagogicamente possibile: per non perdere voti, per non pestare piedi, per stare tutti insieme su questo barcone, finchè non affonda e c’è qualcosa da spartire, e poi si vedrà.
Come disse Guzzanti: Berlusconi, ricordati degli amici!

Vorrei ancora poter morire per delle idee, ma non trovo interlocutori: posso solo fraternizzare con quelli che dovrebbero essere miei antagonisti perché hanno il mio stesso, identico mal di pancia.
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Di Adriano (del 24/01/2006 @ 22:51:48, in Blog, linkato 5466 volte)
Questo blog è su da qualche giorno, iniziano ad arrivare i primi "scritti corsari" da parte di amiche e amici, e ciò mi riempie di gioia. Oggi il blog permette di dar sfogo alla tanta voglia di comunicare che abbiamo; forse per il poco tempo per poter chiacchierare al bar, forse per l'impressionante prorompenza della TV o, forse come nel mio caso per la lontanza della mia Bella. In quel di milano per la tesi da venti giorni che sembrano una eternità, mi mancano i suoi sorrisi e i suoi occhietti dolci... ma anche le infinite discussioni tecniche sugli argomenti più disparati: dalla politica, al lavoro, allo studio fino ad arrivare alla stabilità delle travi.

Gioia Ti Amo e ti auguro Buon Compleanno

Ormai lo scritto, è pubblico... e non lo cancellerò.
Dal prossimo post si torna alla lotta pacifica.
Servilmente Vostro
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Di Turycell (del 24/01/2006 @ 18:11:47, in Blog, linkato 5600 volte)

Un editor non è poi molto diverso da un foglio bianco quando si tratta di iniziare a scrivere... ma dato che ho sentito dire che, da quando si usa il computer e cancellare è più semplice e non lascia tracce, la qualità media degli scritti è in netto calo rispetto a quando ogni svarione restava leggibile sotto una riga orizzontale, tento di dare il mio contributo al vocìo che anima la Rete, forte soprattutto della mia tastiera italiana (vera rarità nell'azienda cosmopolita cui rubo il pane quotidiano) che mi permette di sfoggiare le lettere accentate senza ricorrere a improbabili combinazioni di tasti.

La giornata appena trascorsa è stata  pressocché totalmente infruttuosa: il mio miglior risultato è stato, subito prima di accingermi alla prima esecuzione del mio nuovo codice, quello di polverizzare un ben nascosto componente elettronico del mio portatile, solo con l'intensità del mio sguardo. L'effetto finale è che, aperta una richiesta presso il nostro (dell'azienda) serviizo di assistenza, che rivaleggia in celerità con i nostri (dell'Italia) servizi postali, ho colto l'occasione per lasciare una traccia sul blog del carissimo Adriano.

Nessuna presentazione da parte mia, comunque, in questo primo post: chi mi conosce non ne ha certo bisogno, chi non mi conosce spero vorrà leggere della mia vita presente e passata (se ce la fate anche con quella futura, fatemi sapere) dalle mie apparizioni su questi pixel... ammesso che trovi qualcos'altro da scrivere! Certo che se l'impulso me lo deve dare ogni volta un portatile che schiatta...

Ciao a tutti, sono Turycell, e sono vivo!

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Di Black Mamba (del 19/01/2006 @ 14:21:18, in Blog, linkato 5207 volte)
Buongiorno!
Mi do il benvenuto e ringrazio Adriano dello spazio che mi ha concesso. Un brindisi alla nostra collaborazione...
Sono stata tentata di non accettare per non dovermi confrontare con gli eventuali giudizi o peggio critiche di chi mi legge, che proprio non sopporterei in quanto donna e permalosa… Ma poi da troppo tempo dicevamo che avremmo dovuto dare una voce ai nostri inutili se non controproducenti talenti, per cui alla fine non ho resistito alla tentazione di nobilitare le discussioni da bar, anzi da mensa, che animano le nostre giornate “lavorative” a scripta che manent, quindi... eccomi qui… almeno finché dio vuole… ;)
Ma... devo presentarmi! Che importanza ha chi ero? Importa quello che sono adesso. Sono la moglie di Sammy Pulp. (Lui ha un bellissimo blog, amoooore!) Lo conoscono tutti dove lavoro. Anche quelli che non mi conoscono, sanno che sono sua moglie, e mi chiedono affettuosamente: ma come sta? Cosa fa? E per quelli che non lo conoscono, comunque sono una moglie… ben avviata a restare incinta di 4 gemelli, smettere di lavorare, adottare un taglio di capelli corto e dedicarmi alle puntate di Antonella Clerici. Oramai ho proprio un piglio da moglie. Molto bon ton.
Invece, per chi ne vuol sapere, o già ne sa, un po’ di più (quelli che lavorano con me, quelli che come me si ammazzano di pause caffè e sigaretta e il gruppo di auto aiuto/auto alimentazione di polemiche/crescita e sviluppo di cuttigghio) sono sempre quel facinoroso esaltato scaricatore di porto senza maniere che conoscete, e che cazzo.
E vedete di leggermi, se no vi buco le ruote della macchina.
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