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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 07/05/2006 @ 11:59:14, in Politik, linkato 6116 volte)
L'altro giorno guardavo Il Grande Talk, programma televisivo sulla TV, dove la giornalista del La7 Rula Jebreal criticava l'italiano medio per la scarsa attenzione alla politica estera, al poco spazio che se ne da nei Tg e nei giornali, anche se non si fa che parlare di globalizzazione. Sentitomi italiano medio, ho provato a leggere le pagine di politica estera del Corriere e prestare maggiore attenzione alla politica internazionale in TV. Ecco che l'argomento comune è uno solo: la preoccupata situazione iraniana e il pericolo nucleare. Ma, il ricordo recente dell'Iraq e le armi di distruzioni di massa mi porta ad aver dubbi: allora si era sicuri degli armamenti di Saddam Hussein, e ora? Si parla di centrifughe per arricchire l'uranio, di usi civili e bellici dell'uranio e delle centrali, ma qual'è la verità?

Come sempre in questi casi, le notizie che si leggono sui giornali o si ascoltano in tv sono varie ma con un punto in comune: 1400 centrifughe presenti o in costruzione. Ecco un punto di partenza, cosa si può fare con 1400 centrifughe? Beh, si riescono ad arricchire in un anno 25 kg di uranio con le quali alimentare due testate nucleari. Bingo! Se Ahmadinejad sta costruendo le centrifughe vuol dire che ha intenzione di avere l'arma atomica, due testate sono un deterrente (e quindi una difesa) ed una minaccia! Non dimentichiamoci Hiroshima, le migliaia di morti e la fine della seconda guerra mondiale.

Eh sì, proprio mentre mi stavo convincendo che è giusto fermare l'Iran e la sua corsa verso il nucleare mi torna in mente una notizia: anche l'Iraq si diceva aver acquistato uranio dal Niger, ma era una balla dei nostri servizi segreti! Ahmadinejad afferma e non smentisce la costruzione delle centrifughe ma, dice di volerle usare per usi civili. Si dice essere fanatico, ma che speranze avrebbe di usare l'arma atomica e passarla liscia? Internet dice che i maggiori obiettivi dell'Iran, il Pakistan e Israele hanno 60 e 100 testate nucleari, rispettivamente. Min..a, le due testate diventano quisquiglie ora! Per averne 60 devo aspettare 30 anni o, se raddoppiano le centrifughe quindici o dieci. E allora perchè questa fretta nel minacciare Iran e non affidarsi ad una stressante diplomazia, embarghi e sanzioni? Perchè il New Yorker dice che l'attacco avverrà entro novembre?
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Di marzio (del 04/05/2006 @ 18:40:32, in Politik, linkato 6226 volte)
Cari amici, scusate l'assenza di questi giorni. Ci siamo dedicati un tempo "necessario" per riposarci dalla lunga ed estenuante campagna elettorale (questa redazione ne è impegnata da più di un anno) ed anche riprenderci dalla notte al cardiopalmo vissuta tra il 10 e l'11 Aprile. Ad oggi, comunque, possiamo affermare di essere LIBERI. Berlusconi non è stato legittimato a governare per i prossimi anni e non sarà (nonostante i "soli" 6 punti percentuali persi rispetto al 2001),a quanto pare, capo unico dell'opposizione e "mazziere" del centro-destra. Almeno così ci sembra cogliere dai primi segnali che provengono, soprattutto dall'UDC. Infatti, anche i suoi alleati, tra le righe, stanno cominciando ad assaporare la libertà politica di poter agire secondo tradizione storico-politica di ciascuno e fuori dalla presa rettile a cui li ha costretti per lunghi anni il CAIMANO e la sua cricca! Primo passo, a tal proposito, vi è la richiesta, ovviamente accolta, di Casini di prendere qualsiasi decisione a tre senza i colpi di testa e di mano autoritari...ci riuscirà il Cavalier Bellachioma? Vedremo Certamente, noi per primi, siamo stati smentiti seccamente dall'esito della competizione elettorale. Gli umili nostri ragionamenti politici, ma soprattutto quello degli esperti in materia - sondaggisti e politici di professione - non erano improntati alla semplice speranza o fiducia. Vi era un fondamento ragionato in quella soglia di un 3 o 4 % che manca all'appello del consenso dell'Unione. Contrariamente all'opinine diffusa, non pensiamo che i sondaggisti o gli opininisti politici debbano dedicarsi all'"ippica" dopo quello che è successo. Il nostro parere è che, al di là di quanto si potesse credere, comunque Berlusconi partiva (parafrasando un aforisma calcistico) dal 2 a zero: Controllo delle Istituzioni e controllo dell'Informazione televisiva. Da sole, però, queste due componenti non potevano bastare se ad esse non si aggiungeva uno spirito combattente del Cavaliere abbinato ad una struttura di Comunicazione mediatica di altissimo valore che solo i suoi mezzi possono permettersi. Una struttura che gli ha indicato quale strada percorrere (la pancia e il portafoglio degli italiani, molto inclini all'egoismo di classe) e gli amplificatori televisivi di sua proprietà da utilizzare per passare messaggi mistificatori conditi di demagogia e bugie..."credibili". Quindi dinanzi ad una competizione "ad armi pari", rispetto delle regole e uguale accesso ai mezzi di comunicazione ed informazione, il risultato, con molta probabilità, si sarebbe avvicinato a quanto preventivato alla vigilia. A seguire, come è consuetudine standard nei regimi semi-totalitaristici per miracolo spodestati, non vi è stato il riconoscimento da parte di Berlusconi della vittoria di Prodi. Ha accampato ogni cosa pur di dover tardare, o non riconoscere alla sua personalità, a concedere lo scettro del suo potere e del comando che, come una spada di Damocle, era puntato dritto al cuore delle istituzioni e della democrazia italiana. Non c'è stato alcun imbroglio! Nei convulsi incontri della notte e mattinata post elettorale (anche Pisanu ne esce maluccio per credibilità...) si è tentata un'ulteriore mossa di marketing populistico minacciando toni e gesti da guerra civile pur di aver accordato il "diritto" di continuare a difendere gli interessi delle aziende del Premier e di poter disporre a proprio piacimento delle risorse di una grande nazione. Ed ancora una volta, i suoi alleati sono stati incapaci complici e pavidi. Insensibili al loro senso Istituzionale per riconoscere, da subito senza se e ma, la vittoria di Prodi; per loro, forse, è bene sganciarsi poco per volta dalla morsa del caimano per non farsi troppo male. Ma ciò che più interessa la nostra news letter è ancora una volta il comportamento equivico del giornalismo televisivo. Evidentemente ancora sotto cloroformio di governo (e, forse, in vile attesa del nuovo incarico a Prodi?) l'informazione televisiva ha dimostrato ulteriormente la sua debolezza! Più che ricercare i "fatti", cioé semplicemente verificare in 26 Corti d'Appello l'attendibilità delle dichiarazioni del Premier uscente, ha sottoposto uno stile di informazione giornalistica che si accoda riverente più alle opinioni della politica egemone (ancora il Presidente è lui...) che al rispetto deontologico della propria professione: informare dei fatti. Qualcuno, con molta intelligenza e precisione, chiama questo comportamento "Vespismo da porta a porta" . Un atteggiamento tuttora dominante in Rai (oltre ovviamente a Mediaset) in cui si mette in primo piano le dichiarazioni, anche a vanvera e bugiarde di alcuni esponenti politici di rango, che fanno opinione e notizia anziché la verifica e comunicazione dei fatti veri e reali. Anzi in questi anni spesso abbiamo assistito ad un'informazione manipolata ad arte per compiacere i potenti che determinano il destino di taluni giornalisti attenti al compiacimento politico per l'ottenimento di poltrone e privilegi. Anche i numeri, matematici ed incontrovertibili, diventano opinabili e discutibili per un giornalismo sottomesso al regime anziché all'onestà ed alla responabilità del propio ruolo che chiede di riportare la verità dei fatti nel dibattito pubblico. Aspettiamo con ansia l'insediamento di Prodi che, in questo come in altri delicati ambiti dell'esercizio della democrazia, dovrà riportare al centro la realtà vera e non quella virtuale e manipolata. La cultura del sapere in un servizio di informazione pubblica. Cultura da contrapporre, anche per la sua intrinseca degenerazione etica, a quella del pensiero unico e dominante dei reality, dei gossip e delle ballerine. Cordialmente, Marzio Gaudioso
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