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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 31/05/2010 @ 21:58:20, in Vignetta-Blog, linkato 6495 volte)

 Tra ieri e domenica si e' consumata un altro fine settimana elettorale in Italia, poca cosa rispetto alle ultime regionali, veramente poca cosa. Piccoli comuni sparsi tra Sicilia e Sardegna piu' qualche altro ballottaggio. Speravo di raccontarvi una notizia bomba: il candidato di Raffaele Lombardo detronizzava il fido Berlusconiano Firrarello, ma purtroppo cosi' non e'. L'ex senatore ed ora riconfermato sindaco ha mantenuto la poltrona di primo cittadino di Bronte, per chi non lo sapesse e' un piccolo paese tra l'Etna ed i Nebrodi patria del Pistacchio. La roccaforte non e' stata espugnata, peccato, ci speravo. Sarebbe stato veramente un colpo mancino.

In questi giorni si parla molto della Manovra Finanziaria ed i suoi tagli agli enti inutili e la sua lotta all'evasione fiscale. Ed io mi sto letteralmente imparpagliando... La "Lotta all'evasione" era uno slogan di Visco, il ministro di Prodi, che assieme a Bersani introdusse norme per stanare gli evasori. Norme cancellate con un colpo di spugna all'indomani dell'insediamento del governo Berlusconi. Ed ora?

Si sono invertite le parti?

No, tranquilli ci prendono per il culo, as usual. L'anno scorso l'hanno fatto con lo scudo Fiscale che dicevano: permettera' agli italiani-brava-gente di risanare la situazione dei fondi all'estero. E poi dopo ci dissero': dichiarati fondi per 90 milioni di euro. Wow! Che cifre!
Poi, nessuno spiegato al sottoscritto babbeo che quella cifra non entrava nelle casse dello stato, ma ne entrava solo il 5%. Meno di 5 milioni.
E ancora, nessuno spiegava che se non si fosse fatto lo scudo fiscale ma si fossero "beccati" i possessori di quei famosi 90 milioni con le mani nella marmellata, nelle casse dello stato sarebbero entrati circa 75 milioni di euro (l'84% di tale cifra). Eh no, a me nessuno l'ha detto.

Come nessuno ci sta dicendo e raccontando che all'interno della manovra non si stanno toccando le tasche dei politici nazionali/regionali/provinciali e comunali come s'era promesso. Nessuno piu' ce lo ricorda. Prima tanta bella propaganda: "tagliamo del 10%, rinunciamo ad uno stipendio..." e poi tutto in fumo.

Tanto il figlio del Bossi (il co..one a destra nella vignetta, grazie Yuri) mantiene il suo stipendio, mentre chi paghera' la manovra saremo sempre noi lavoratori dipendenti ai quali hanno e' facile metter mani al portafoglio.

E gli enti inutili? Beh, quelli che si trovano sulla lista sembrano veramente tali ma, io la lista di tutti gli enti che son sovvenzionati dallo stato non l'ho trovata. E da "malo pensante" qual sono mi viene il sospetto che i duecentocinquanta che verranno lasciati senza soldi son solo quelli "senza padrino", gli altri continueranno a spartirsi la torta. Ma io sono "malo pensante"...

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Di Adriano (del 21/05/2010 @ 11:12:54, in Vignetta-Blog, linkato 6343 volte)

...desidero girarvi un appello che m'e' arrivato ieri da Carmelo (Grazie!), l'appello e' il seguente:
 
Data la gravita' della situazione, riteniamo necessario non lasciare nulla di intentato, e vi esortiamo a inviare il seguente messaggio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di non firmare il ddl Alfano sulle intercettazioni.

1) copia il messaggio
2) clicca sul link https://servizi.quirinale.it/webmail/
3) incolla il messaggio
4) inserisci i tuoi dati (impiegherai qualche secondo, ma e' per una giusta causa)
5) clicca su invia
6) riceverai poi un’email sul tuo indirizzo di posta elettronica dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica: clicca sul link contenuto nell’email per confermare l’invio

Oggetto: scegliete voi il testo dell’oggetto per evitare che le email vengano bloccate

Corpo del testo Suggerito:

Gentile Presidente Giorgio Napolitano,
Le scrivo per chiederLe di non promulgare la legge sulle intercettazioni, che, a quanto pare, verra' approvata dal Parlamento in tempi inspiegabilmente rapidi (si tratta realmente di una priorita' per il nostro paese?). Ritengo questo provvedimento lesivo del mio diritto di essere informato perche' i cittadini hanno il diritto di sapere e di essere correttamente informati!

I diritti di espressione e di informazione non possono essere sacrificati in nome della tutela del diritto alla riservatezza. La tutela della privacy non si persegue imbavagliando la stampa e l'editoria, e neppure limitando le intercettazioni perche', cosi' facendo, si ostacola il prezioso lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine nella loro quotidiana lotta alla criminalita'. Se effettivamente si vuole regolamentare le intercettazioni, si preveda l'introduzione di una "udienza-filtro", cioe' la possibilita' per il magistrato di sottoporre ad un ulteriore stralcio i testi delle intercettazioni e degli altri atti portati a conoscenza delle parti, per secretare quei passaggi che riguardino terze persone estranee all'inchiesta o anche gli stessi indagati, ma per aspetti privati non essenziali all'indagine. Ma non si privi mai l'opinione pubblica del diritto di conoscere e di capire.

Si sente spesso dire che il Parlamento e' lo specchio della societa'. Bene, lo si sappia chiaramente: moltissimi cittadini, dei piu' diversi orientamenti politici, considerano il ddl Alfano una vera e propria censura. I nostri rappresentanti politici non possono in alcun modo arrogarsi il diritto di censurare la stampa, perche' e' l'unico strumento che permette a noi cittadini di verificare il loro operato. Tutta la classe politica italiana deve tenere ben presente che, in democrazia, gli eletti sono tenuti a rendere conto di cio' che fanno agli elettori. E, nelle vesti di amministratori pubblici, i politici hanno il dovere della trasparenza.

Mi rivolgo quindi a Lei, il garante della Costituzione, affinche' a tutti i cittadini italiani vengano assicurati i diritti di espressione e di informazione, quegli stessi diritti che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha definito prevalenti sul diritto alla riservatezza.

Cordiali saluti

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Di Adriano (del 20/05/2010 @ 11:45:56, in Vignetta-Blog, linkato 5436 volte)

  S'e' conclusa alle 3.40 la maratona al senato per approvare una legge bavaglio. E' vergognosa perche' prevede:
- "non si potranno piu' registrare conversazioni senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate",
- "non si potranno inoltre fare riprese tv di processi se non ci sara' il consenso di tutti",
- "chiunque riveli notizie che riguardarano atti o documenti processuali coperti da segreto, rischia il carcere da 1 a sei anni",
- "punizione degli editori con il pagamento di una somma che potra' arrivare ai 464.000 euro."

Ancora non e' passata invece l'emendamento del governo che prevede che per la pubblicazione degli atti, vietata per legge, il giornalista rischi l'arresto fino a due mesi e il pagamento di un'ammenda dai 2.000 ai 10.000 euro.

Considerate che fino a ieri gli atti processuali erano pubblici, basta pensare alle trasmissioni TV che raccontano i processi o a giornalisti zelanti che vanno a leggere gli atti per ribadire che Andreotti non e' stato assolto, ma i reati a lui contestati sono prescritti. Che son cose diverse!

Per chi fosse contrario a questa legge, puo' firmare online la petizione del sito Nobavaglio:
http://nobavaglio.adds.it/

Per i catanesi, c'e' un invito particolare a veder le stelle. L'INAF organizza una manifestazione chiamata "stiddi a civita" con cui si vuol diffondere ai bambini e non l'idea di guardare un po' piu' su...
http://www.adrianobasile.net/calendar_eventi.asp?date=21/05/2010

http://www.adrianobasile.net/calendar_eventi.asp?date=22/05/2010

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Di Adriano (del 17/05/2010 @ 08:45:13, in Vignetta-Blog, linkato 5470 volte)

Il Governo del dire, del fare e del parlare...

...le parole del giorno sono "tagli alla spesa pubblica".

Si son svegliati ed han capito che rischiamo il capitombolo greco, ma alla nostra maniera. Ed ecco la voglia di ridurre gli sprechi, almeno a parole e sulle spalle degli altri ovviamente.

L'alto Ministro Renato Brunetta afferma: "Il ritardo di qualche mese per chi va in pensione un sacrificio? No, una piccola iattura, non insopportabile di fronte a quello che sta succedendo"

Caspita, parla lui che da parlamentare puo' andare in pensione dopo due legislature. Bravo! E vediamo cosa altro gli frulla in testa... ...assicura: "Entro un mese vi diro' quante sono le auto blu, chi le usa, quanto si spende. Una volta fatto un censimento serio, si decidera' chi dovrà averle e chi no. Ci sara' una razionalizzazione, magari un'auto potra' essere usata da quattro-sei funzionari e non piu' quattro auto per quattro funzionari".

Doppio caspita. Finalmente diremo basta alla prepotenza di auto blu!

Son sempre dubbioso: perche' serve un censimento? Beh, e' dal 1991 che si e' perso il conto delle auto blu in Italia. Quasi vent'anni. Meta' dei quali governati dal centro destra e meta' dal centro sinistra. Pari colpe praticamente! Se le colpe ricadrebbero solo sul governo, ovviamente. Ma perche' Brunetta parla di funzionari? Vuole togliere le auto blu ai politici o ai magistrati?

Aspettero' il mese per saperne di piu' nel frattempo si parla di 629.000 auto blu circolanti in Italia. Un'auto ogni cento abitanti, compresi bambini ed anziani.

E ancora sui tagli, Calderoli propone un tagli del 5% degli stipendi dei parlamentari e dei ministri per dare un buon esempio. Iniziativa presa in parola e rilanciata da "una miriade di parlamentari" [parole del Giornale che pubblica tutte le proposte di questa miriade...], ad esempio La Russa propone di rinunciare ad una mensilita' all'anno.

Ma quante proposte sono arrivate? 14, e dico Quattordici. Contando mille tra parlamentari e ministri mi sembra vergognosa questa miriade di proposte...

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Di Adriano (del 13/05/2010 @ 17:11:55, in Vignetta-Blog, linkato 6296 volte)

Un paio di giorni ho riportato una lettera di Gandhi e un Salmo riferendomi al "chiaro scuro", forse dettato dal "chiaro scuro" della mia mente volevo evidenziare quanto ci affanniamo a guardare il presente, aspettandoci tanto dal quotidiano, dagli amici, dai conoscenti, dalla vita, senza pensare al futuro, ed intendo il futuro del dopo...
 
Siamo spesso accecati dai "nostri problemi", dalle "nostre delusioni" che non siamo in grado di guardare e soprattutto capire quel che ci sta oltre il nostro naso. Eppure a volte il naso c'e' l'abbiamo grande e lungo per le bugie che diciamo.

Enaiatollah vedeva l'Italia, l'Europa come un miraggio, forse non sapeva neanche' dov'era. Non credo gli fregava nulla di quel che noi pensavamo e dei nostri problemi... ...ai suoi occhi questi erano piccoli piccoli come una goccia d'acqua rispetto al mare, quel mare che lui credeva ospitasse i coccodrilli.

La sua storia la potete leggere completamente nel suo libro "Storia vera di Enaiatollah Akbari":
http://www.ibs.it/code/9788860736475/geda-fabio/nel-mare-ci-sono.html

Nel frattempo ve ne riporto un incipit, Enaiat ha forse dieci anni quando un giorno si sveglia e non trova piu' sua mamma. Il "forse" dipende dal fatto che dove lui e' nato non ci si sofferma troppo a pensare alla data di nascita, tantomeno alla registrazione dei nuovi nati all'anagrafe. Enaiat ricorda che aveva circa dieci anni quando una mattina a Quetta in Pakistan, nel samvat dove avevano trovato riparo, al risveglio non trova piu' sua madre. "Mamma, ho chiamato. Nessuna risposta". Inizia cosi' questa storia. Con un khoda negahdar, un addio. Un addio per regalargli la vita...

Per continuare a leggere:
http://www.adrianobasile.net/news.asp?id=589

 

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Di Adriano (del 10/05/2010 @ 16:02:39, in Vignetta-Blog, linkato 5515 volte)
Non è un nemico che mi ha insultato:
l'avrei sopportato!
Non è uno che mi odia
colui che mi ha diffamato:
l'avrei evitato!
Ma sei tu, mio caro compagno,
mio amico e confidente...!
Ormai si stende la mano
contro i propri amici,
si violano i patti.
Più untuosa del burro è la loro bocca,
ma nel cuore c'è la guerra!
Più fluenti dell'olio le loro parole,
eppure sono spade sguainate...
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Di Adriano (del 09/05/2010 @ 17:31:47, in Memoria, linkato 6965 volte)

E' un po' che non scrivo vignette, ma quella di oggi m'e' stata espressamente richiesta: ricordare la morte di Peppino Impastato e Aldo Moro. Una richiesta che mi lusinga e sinceramente mi spaventa, lo faro' al mio solito modo... ...grazie Maestro per la fiducia.

Non ho ricordi personali di Impastato e Moro, quel che so di loro l'ho appreso dalle mie letture, dalla TV, dai film e dalle canzoni. Una per tutte "i cento passi" dei Modena City Rambles. Mentre scrivo queste righe mi risuonano nelle orecchie i versi di questa canzone.

Morire per un ideale, per una fede anche se non religiosa credo equivalga ad una santita' laica.

Battersi quotidianamente per quello in cui si crede, non piegarsi ai vincoli che la vita ci vuole imporre semplicemente perche' nasciamo "figli di", questo per me e' eroismo.

Impastato e Moro, in luoghi d'Italia opposti tra loro, sono stati uccisi per questo, perche' credevano in qualcosa in cui i loro assassini non credevano. Questi hanno usato la tecnica "uccidiamone uno per educarne mille", per dimostrare agli "altri" che si ha la forza di uccidere senza scrupoli.

Cosa e' successo? Abbiamo imparato la lezione o ci siamo fatti trasportare dallo sdegno e abbiamo lottato anche noi al loro fianco, abbiamo usato loro a simbolo di una lotta anche nostra per cui valeva vivere e morire?

L'onda emotiva e' stata forte, i funerali di stato di Moro (non quelli veri, in forma privata... ...ma quelli senza corpo officiati dal Papa) hanno forse rappresentato un punto di svolta nella lotta al terrorismo in Italia. Si era negli anni di piombo, anni in cui a scuola chiunque era bollato: rosso o nero. Non c'erano compromessi, i fatti salvi erano considerati smidollati e poi... ...era semplice finire in una frangia armata. Non avendo vissuto direttamente quegli anni mi son sempre chiesto: ma questi ragazzi ci credevano? Seguivano un'onda ideologica portata dalla massa o erano consapevoli delle idee che rappresentavano? Oppure erano "coglioni" come quelli che per passatempo appiccano il fuoco ad un senza tetto?

Ho una mia parziale risposta: molti ci credevano, o almeno credevano ad una differente idea politica e sociale delle cose. Molti si illudevano, o qualcuno ha illuso loro, che con la forza e le armi si potevano cambiare le cose. Tante ragazze e ragazzi erano soldati di un esercito di cui riconoscevano solo la bandiera: nera o con una stella rossa. Poco di piu'. Sto semplificando le cose lo so, ma lo faccio volutamente, scusatemene. La diffusione nazionale del terrorismo mi ha sempre fatto riflettere su questa illusione: qui in Sicilia non c'erano le Brigate Rosse. Non vorrei sbagliare, ma non ricordo d'aver mai letto di fatti di terrorismo qui sull'isola. Anzi, ricordo d'aver letto che l'altro "terrorismo" armava il terrorismo del nord. Perche'?

Perche' qui il terrorismo s'e' sempre fatto porta a porta, con l'omerta, il pizzo, le sparizioni. Qui non potevi aprire una radio libera e parlar male della mafia, nessuno se lo poteva permettere. E Peppino Impastato l'ha capito a sue spese. E' ancora cosi' La Sicilia, quotidiano catanese ha aggiunto il termine "mafia" al suo vocabolario negli ultimi anni. Senza parlarne male anzi al contrario, emblematico fu il caso dello spazio sulle colonne del giornale che si dette alla lettera di Santapaola, boss mafioso relegato al 41bis. La giustificazione fu: "era una lettera da un lettore". Caspita!

E quindi come ricordare a trentadue anni di distanza questi due Santi Laici? La TV non lo fa, ho guardato svogliatamente il TG e non ho ascoltato alcuna notizia a riguardo. Ormai e' piu' interessante parlare dei sogni degli italiani, del made in Italy esportato nel mondo: Ferrari e moda.

La storia, la nostra storia non interessa piu'. Capire chi eravamo per capire dove andremo non interessa ad alcuno. Anche semplicemente leggere "Cristo s'e' fermato ad Eboli" per rendersi conto cos'era e cos'e' la "questione meridionale" non ci attrae. Ormai le notizie le cerchiamo sul TGCOM, mordi e fuggi condito con Gossip e notizie strazianti.

Oggi ci spaventiamo ad ascoltare le persone che ci circondano, ad ascoltare le loro paure e le loro gioie, abbiamo paura di confrontarci se non attraverso il mezzo televisivo. La sua sterilita' ci protegge, ascoltiamo dei bimbi down uccisi da una mamma instabile, piangiamo per loro, preghiamo per lei. Ed eccoci alle nostre faccende quotidiane, ma se questa mamma ci fosse accanto l'avremmo aiutata?

Se ci fosse una legge che si potesse scrivere per salvare altri bambini ed altre mamme nelle stesse situazioni, la vorremmo scritta? O tanto ci interessa solo l'impunita' di Berlusconi?

E allora perche' chi ci rappresenta (neanche' la mia parte: PD) non sostiene il referendum che vuole sancire un principio fondamentale: "l'acqua e di tutti!"?

E quindi a mio modesto parere: il miglior ricordo sarebbe "ricordarli", ricordare l'ideale per cui son morti e altresi' ricordare i loro assassini. E continuare a combattere contro questi, inteso combattere contro quello che questi rappresentano.

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Di Adriano (del 06/05/2010 @ 08:10:49, in Blog, linkato 5375 volte)

m'e' arrivata per email...

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno».
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il Sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".


Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio:
«Non capisco!»
- E' semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé stessi... ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!
Quelli dell'altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi...
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura... la differenza la portiamo dentro di noi!!!
Mi permetto di aggiungere...

“Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".

Mahatma Gandhi.

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