Adriano Basile
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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 30/06/2010 @ 11:43:50, in Vignetta-Blog, linkato 7190 volte)

 Alcune precisazioni al precedente scritto sulla mancata firma di FIOM all'accordo di Pomigliano. Peppe mi fa notare che ho dimenticato il punto piu' importante, cioe' l'articolo 15:

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15. CLAUSOLE INTEGRATIVE DEL CONTRATTO INDIVIDUAL€ DI LAVORO
Le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicche la violazione da parte del singolo lavoratore di uoa di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualita, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per rnancanze e comporta il venir meno dell'efficacia nei suoi confronti delle altre clausole.
-------------------

Ergo: chi sciopera viene licenziato!!

Sempre su Pomigliano e la Fiat, Rosario mi suggerisce di inoltrarvi quest'articolo...

-------------------
In merito al "ricatto" di Marchionne nei confronti dei dipendenti FIAT di Pomigliano D'Arco sono state scritte molte cose. Innumerevoli levate di scudi contro l'ennesimo "attentato" ai diritti dei lavoratori, altrettanto numerosi attestati di stima in difesa di un'azienda disposta ad "investire" denaro (di chi?) per creare occupazione, molte riflessioni salomoniche volte a stemperare i toni e favorire il raggiungimento di un accordo che comunque "s'ha da fare".

In mezzo a tanto bailamme, tirati per la giacchetta ora dagli uni ora dagli altri, ci sono i lavoratori oggetto dell'accordo, che presto saranno chiamati ad esprimersi in prima persona riguardo alla sottoscrizione dello stesso. Lavoratori che quando compaiono intervistati in TV, generalmente rispondono senza esitazione "voteremo si, perche' teniamo figli e famiglia ed abbiamo bisogno di lavorare"...

Un ragionamento tutto sommato comprensibile, dal momento che per mantenere i figli e la famiglia ci vogliono i danari e alla luce delle ristrette prospettive occupazionali attuali, in caso di rifiuto al ricatto, i lavoratori di Pomigliano non tarderebbero a ritrovarsi in una situazione drammatica.

Oltretutto le richieste di Marchionne li costringeranno a qualche "sacrificio" in piu', ma si trattera' comunque di sacrifici nel complesso sopportabili, soprattutto se facendo un paragone al ribasso si volge lo sguardo ai precari dei call center e delle agenzie interinali. La sensazione e' che alla fine dei giochi Marchionne avra' dunque partita vinta, la maggioranza dei lavoratori interessati aderira' all’accordo e chi, come la FIOM, aveva scelto la "linea dura" rivestira' il ruolo di capro espiatorio, qualificandosi come nemico tanto dell’azienda quanto degli operai.

In tutta sincerita' non ci riesce davvero di rammaricarci per le sorti della FIOM, punita proprio in occasione di uno dei suoi rarissimi moti d'orgoglio. I sindacati stanno ormai perdendo ogni ragione di esistere e sono comunque la rappresentazione di un mondo clientelare che, salvo rare eccezioni, ha sempre prodotto lauti profitti agendo in maniera parassitaria sulla pelle dei lavoratori.

Le sorti dei lavoratori, di tutti i lavoratori italiani, non solamente di quelli di Pomigliano, ci preoccupano invece molto di piu'. Ci preoccupano, perche' guardando in prospettiva, il ricatto di Marchionne (in se' grave ma non devastante) apre la strada ad una gestione dei contratti di lavoro del tutto nuova, all'interno di un "mercato" ormai maturo per il cambiamento.

L'imposizione sostituisce la contrattazione, le regole cessano di essere norme oggettive uguali per tutti ed il confronto azienda/lavoratore (senza piu' mediazioni) non viene condotto in maniera paritetica, ma sul piano inclinato del ricatto nei confronti del piu' debole, destinato giocoforza a soccombere. I lavoratori di Pomigliano, disposti a qualsiasi sacrificio, perche' hanno bisogno di lavorare e "tengono" figli e famiglia, fanno un ragionamento comprensibile, ma la cui valenza e' limitata al contingente.
Riusciranno a sopravvivere nel futuro immediato, ma cosa accadra' domani? Cosa accadra' quando la FIAT e le altre grandi imprese che la emuleranno imporranno (non domanderanno) ai lavoratori dell'Italia tutta nuovi sacrifici e poi altri sacrifici ancora? Quando i sacrifici non si limiteranno a qualche ora di straordinario in piu' o alla restrizione delle retribuzioni in caso di malattia, ma saranno costituiti da cospicui tagli dei salari e delle tredicesime, dall'eliminazione delle ferie e della malattia, dalla soppressione di diritti fondamentali?

I lavoratori dell'Italia tutta saranno costretti a chinare la testa, perche' terranno figli e famiglia e oltretutto le prospettive occupazionali nel frattempo saranno ancora peggiorate e sara' tardi per comprendere che la strada intrapresa e' una strada a senso unico. Ecco allora che un ragionamento "comprensibile" esperito per il bene dei figli e delle famiglie, rischiera' di trasformarsi in un boomerang che compromettera' gravemente proprio il futuro di quegli stessi figli e famiglie che si troveranno a "sopravvivere" in un mercato del lavoro sempre più compromesso, fatto di precarieta', deprivato dei diritti e della dignità. Un inferno la cui costruzione sarà stata possibile solo grazie a tanti "ragionamenti comprensibili" unanimemente accettati come la soluzione migliore.
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Di Adriano (del 28/06/2010 @ 13:54:54, in Vignetta-Blog, linkato 5013 volte)

  Normalmente non parlo molto di calcio, ho smesso di essere un "tifoso accanito" quasi due decenni fa. Quando a mio dire si giocava un calcio piu' pulito, solo a mio dire in realta'...
...da tifoso del Napoli e di Maradona a quei tempi non avevo mai fatto l'associazione: gli unici due scudetti del Napoli coincidono con la presenza di Luciano Moggi a Napoli. Pensavo solo alla presenza in campo de El Pibe De Oro e a nient'altro.

 Ma non e' dei miei ricordi che voglio parlare ed in parte neanche' della disfatta della nazionale nei mondiali di calcio in Sudafrica. Data la compagine chiamata all'appello da Lippi era qualcosa che m'aspettavo, non sono molto sorpreso. Certo, l'uscita al primo turno, il pareggio con la Nuova Zelanda (il cui portiere fa il coltivatore diretto), la sconfitta con la Slovacchia e' andato oltre le mie fosche aspettative.

Saro' anche contro-corrente ma una formazione che vince un mondiale con una grande dose di fattore C, non puo' ripetersi. Si sa' il fattore C s'affloscia e, poi dal '94 ad oggi l'unica vittoria e' quella del 2006 unico periodo "buio" senza il nostro caro Presidente del Consiglio. Il biennio di Prodi ha goduto del fattore mondiale, infatti si e' stimato che il PIL sia cresciuto dello 0.6% grazie alla vittoria dei mondiali. Ma noi tanto non subiamo la crisi mondiale per cui non abbiamo necessita' della vittoria dei mondiali per risalire la china. A noi basta un ministro che "spara minchiate ad alzo zero" ed un altro che si insedia per evitare un processo.

Il primo spara minchiate da una vita, ma... ...appena azzarda l'ipotesi che "l'Italia vince perche' si compra la partita". Apriti cielo, tutto il bel paese si e' sentito ferito nell'orgoglio. La maglia azzurra e' cucita sulla nostra pelle come un tatuaggio. E quindi tutti a dargli addosso con tanti blah blah.

Pero' se il nano crea un ministero inutile dal nulla, se non gli assegna manco il portafoglio ma gli da' semplicemente un nome e cognome: "l'amico di Fiorani". Pochi si incazzano e lui, il neo ministro ha il coraggio di dire: "mi saltano addosso perche' l'Italia e' stata sconfitta". Ma che sei scemo? La societa' di salta addosso perche' tu e l'amichetto ruffiano vi siete inventati il "legittimo impedimento" per i vostri porci comodi. Perche' tu e tua moglie avete fatto quel che nel mondo e' punito con il carcere: si chiama Insider Trading. Ossia compro o vendo azioni avendo saputo in anticipo di qualche informazioni confidenziale su una determinata azienda, perche' in quella azienda ci lavoro. Ho una posizione di vantaggio e la sfrutto! Questo negli USA e' criminale, qui non conta un piffero...

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Di Adriano (del 23/06/2010 @ 14:10:36, in Vignetta-Blog, linkato 5706 volte)

  Ieri s'e' votato a Pomigliano per l'accordo tra FIAT e sindacati. L'accordo e' passato ma con solo il 62% dei voti. Brutto segno... Marchionne s'aspettava il plebiscito di voti favorevoli, perche' il profeta credeva che gli si dava carta bianca di fronte al bivio "o accettate la minestra o vi gettate dalla finestra". La finestra era li' di fronte agli operai, dall'altra parte di quello che si chiamava regno delle due sicilie: Termini Imerese.

Ed ora che il plebiscito non c'e' stato che fa? Minaccia subito che non portera' la produzione della nuova Panda a Pomigliano. Quindi niente sopravvivenza, perche' di questo si parla... ...oggi si chiama Panda, domani si chiamera' Yoghi e dopodomani Bubu. Alla fine e' una forma di ricatto da parte di chi ha il coltello dalla parte del manico. Emblematica la frase della Fiat: "lavoreremo con chi ha firmato", ed il resto? Mancia per i circa 1500 dipendenti che non hanno votato a favore e che si dicono d'accordo con la FIOM.

Ma perche' la FIOM non ha firmato? Facciamo un po' il punto delle richieste che alla FIOM non piacevano, La FIAT chiedeva:
- straordinario obbligatorio, che passerebbe da 40 a 120 ore, con la possibilità di comandarlo come 18esimo turno, nella mezz'ora di pausa mensa e nei giorni di riposo;

- pause sui montaggi si riducono da 40 a 30 minuti;

- deroghe al riposo di 11 ore previste dalla legge tra un turno e l'altro;

- l'azienda puo' decidere di non pagare il trattamento di malattia come previsto;

- l'azienda puo' modificare le mansioni del lavoratore senza rispettare il principio di equivalenza tra le mansioni;
 
- 2 anni di CIGS senza rotazione con l'obbligo per il lavoratore della formazione e senza integrazione al reddito.

Beh, mi sembra che quel 36% che ha votato contro ha tutte le ragioni di questo mondo. Voi che ne dite?

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Di Adriano (del 22/06/2010 @ 15:22:31, in Vignetta-Blog, linkato 6373 volte)

I ricordi son nei cassetti della memoria, e' strano il meccanismo che li riporta a galla. A volte crediamo di non ricordarne l'esistenza e, poi basta un odore, un'immagine per rievocare storie e giornate del lontano passato. Come in un film scorrono davanti agli occhi sensazioni, emozioni dimenticate.

 Scusate e solo un pensiero personale, ma di quelli che colpiscono nel profondo... ...e non e' di questo che vorrei parlare oggi! : - ) Ma di una lettera indirizzata alla Gelmini che vi invito a leggere:

Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO e' un privilegio, sono rimasta basita.

Per capire che Lei di educazione ne capisse poco, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e Lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e Lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale.

Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo Lei avvocato ed io no.

Certo, dato che Lei, ora paladina della regionalizzazione, si e' abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria) perche' piu' facile (come da Lei con un'ingenuita' e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre.

E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto, e poi parliamo d'educazione.
L'astensione dopo il parto, sulla quale Lei oggi con tanta leggerezza motteggia, e' definita OBBLIGATORIA ed e' un diritto inalienabile previsto da quelle leggi per cui donne molto piu' in gamba di Lei e di me hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.

Discorso diverso e' il congedo parentale, di cui si puo' fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180 giorni, solo in parte retribuiti integralmente.

Ovviamente per persone come Lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione in questo caso piu' che un privilegio e' un'eresia.
Ovviamente Lei non puo' immaginare, perche' puo' permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che Lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per babysitter superiori a quelli della propria retribuzione.

Voglio dirle una cosa pero', consapevole che le mie affermazioni susciteranno piu' clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO e' anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.

Come vede ho piu' volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che gia' di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se e' necessaria una piccola premessa doverosa.

Lei, come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, Le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio.

In realta', per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata piu' propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione Lei non sembra possedere.

Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting, e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi piu' accessibili. Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le speci non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO.

Non e' una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta.

Procreare, infatti, implica delle responsabilita' precise, e' una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.

Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita.

Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non e' un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo.

Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di se'.

Bambini affamati di attenzioni, perche' non gliene e' stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioe' i primi mesi di vita.

L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materna e un biberon della tata, e' solo nostra. Cio' non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati.

Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".

I bambini hanno nette percezioni, gia' nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perche' si abituano alle braccia", e' un luogo comune. Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora e' tutto amore.
Non e' un caso che studi recenti, riabilitano il cosleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, gia' dai primi giorni di vita, non solo e' antisociale, perche' una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma e' un comportamento al di fuori delle piu' elementari regole umane e naturali.

Poi e' anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessita' assoluta.

Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.

Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessita') e tornare con comodo da sua figlia.

Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che Lei non conosce.

Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.

Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovraffaticamento. E non e' vero che e' importante la qualita' e non la quantita':

 - perche' la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.

- perche' un bambino non dovrebbe scegliere tra qualita' e quantita', almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.

Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non puo' permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilita' di contagio presenti in un nido.

Infatti, e' scientificamente provato che i bambini, che vanno al nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono piu' soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.

Poi per carita', si puo' obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma e' come dire ad un medico, che giacche' si e' avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non e' vero che il fumo fa male.

Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si puo' fare molto, per favorire una crescita armoniosa, gia' dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.

E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serieta', cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non e' poi cosi' importante",  prendendo Renzo Bossi come esempio.

Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il paese.

Perche' forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se  guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma Lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.

Un'ultima cosa, Lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

05-05-10
Rosalinda Gianguzzi
Insegnante precaria della scuola primaria siciliana.
Mamma e docente per vocazione, scrittrice per diletto

 

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Di Adriano (del 08/06/2010 @ 13:22:33, in Vignetta-Blog, linkato 6250 volte)

 Anche oggi (e grazie all'aiuto di Nicola) riprendo a parlare della telefonata di Berlusconi a Ballaro'. Un bell'articolo di Massimo Giannini su Repubblica smentisce tutte le sue affermazioni in diretta TV:

1. "E' una menzogna che io abbia fornito qualunque forma di giustificazione morale ai fenomeni di evasione fiscale".

2. "Non ho mai evaso le tasse, ne' io ne' le mie aziende".

Giannini replica (ed io riassumo e 'sberleffo' il suo articolo):

Sul primo punto...
a) Autunno del 2000: Berlusconi e' il leader dell'opposizione. Il 15 ottobre e' a Milano, e interviene alla festa di Alleanza Nazionale. Ai militanti dice, testualmente:

"Non ne puo' piu' neanche il mio dentista, che paga il 63% di tasse. Ma oltre il 50% e' gia' una rapina... Non volete che non ci si ingegni? E' legittima difesa...".

Eh vabbe', parole innocenti 'furono'...

b) Inverno 2004: Berlusconi e' presidente del Consiglio, ha rivinto le elezioni per la seconda volta. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi, risponde alla domanda di un cronista e dichiara, testualmente:

"Le tasse sono giuste se arrivano al 33%, se vanno oltre il 50 allora e' morale evaderle".

Eh vabbe', c'ha raggiuni... ...mica 'nama fari futtiri i soldi...

c) Autunno 2004: Berlusconi, sempre capo del governo, interviene alla cerimonia annuale della Guardia di Finanza e, dal palco, arringa cosi' le Fiamme Gialle, impegnate nella lotta agli evasori:

"Voi agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre a un obbligo che qualche volta si avverte come eccessivo. C'e' una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato ti sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio dei servizi che lo Stato ti offre. Ma se lo Stato ti chiede di piu', o molto di piu', c'e' una sopraffazione nei tuoi confronti: e allora ti ingegni per trovare sistemi elusivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralita', che non ti fanno sentire colpevole...".

Eh cribbio, mica stava parrannu alli giovani marmotte...

d) Primavera 2008: Berlusconi e' in piena campagna elettorale, dopo la caduta del governo Prodi. Il 2 aprile interviene all'assemblea annuale dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori. E afferma quanto segue:

"Se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e, a volte, anche di evasione. Noi abbiamo un'elusione fiscale record giustificata da aliquote troppo elevate...".

Beh, 'u sapemu iddu e' amico dei 'costruttori', pircio' si fa pirsuaso che in quel settore di puo' 'eludere'...

e) Autunno 2008: Berlusconi ha stravinto, per la terza volta, le elezioni. Il 4 ottobre, di nuovo in conferenza stampa a Palazzo Chigi (immortalato dalle telecamere dei tg delle tre reti Rai) sostiene:

"Se io lavoro, faccio tanti sacrifici... Se lo Stato poi mi chiede il 33% di quello che ho guadagnato sento che e' una richiesta corretta in cambio dei servizi che lo Stato mi da. Ma se mi chiede il 50% sento che e' una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato...".

Beh, c'ha raggiuni. Iddu travaghia tuttu 'u jornu. Mica e' come a Mussolini ca' lassava a luci addurmata pi' fari convinti l'allocchi (cfr la puntata di venerdi' scorso de La Grande Storia su Raitre)

Comunque chisste su chiacchiere, cuntano i fatti.

Massimo Giannini, nello stesso articolo narra gli atti che Berlusconi compie e ha compiuto in questi anni. Prima di tutto come privato cittadino e come imprenditore che guida un impero mediatico, industriale e finanziario.

Un ruolo che lo ha esposto a numerosi processi, per comportamenti illeciti che configurano altrettante evasioni tributarie.

f) Tangenti alla Guardia di Finanza: Berlusconi e' accusato di averne pagate per evitare controlli fiscali su quattro sue societa', Mediolanum, Mondadori, Videotime e Telepiu'.

In primo grado viene condannato a 2 anni e 9 mesi. In appello i magistrati applicano le attenuanti generiche, e quindi scatta la prescrizione. Cioe' l'imputato ha commesso il reato, ma per il giudice e' scaduto il tempo utile alla condanna.

Assolto fu!

g) All Iberian 1: Berlusconi e' accusato di aver pagato tangenti per 21 miliardi a Bettino Craxi. Viene condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi. In appello, ancora una volta, scatta la prescrizione.

Magari' ca'... assolto fu!

h) All Iberian 2 e 3: in questi altri due filoni di questo processo Berlusconi e' accusato di falso in bilancio, con costituzione di fondi neri per 1000 miliardi di vecchie lire, ed evasione delle relative imposte, attraverso quello che i periti tecnici della Kpmg e i pm di Milano definiscono il "Group B very discreet" della Fininvest, cioe' il "presunto comparto estero riservato" della finanziaria del Cavaliere. Viene assolto perche' "il reato non sussiste piu'": nel frattempo, alla fine del 2002, il suo governo ha approvato la legge che depenalizza il falso in bilancio e i reati societari.

Virite, magari' ca'... fu assolto. Chi cunta c'a' si cangiau a liggi pi so' interessi. Come dice a canzuni 'cunta quanto Kunta Kinte'...

j) Medusa Cinema: Berlusconi e' accusato di illecito nell'acquisto della societa' cinematografica, per 10 miliardi non iscritti a bilancio. Condannato in primo grado a 1 anno e 4 mesi, viene assolto in appello, ancora una volta con la formula della prescrizione. Il reato c'e', ma i termini per la condanna sono scaduti.

Bih chi cammurria, se dicemo che Andreotti fu assolto pi' mafia... allora magari' Birlusconi fu assolto pi' 'vasioni.

k) Diritti televisivi Mediaset: Berlusconi e' accusato dai pm di Milano per appropriazione indebita e frode fiscale per 13,3 milioni di euro. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ma il processo e' stato sospeso, prima per effetto del Lodo Alfano (dichiarato successivamente incostituzionale dalla Consulta), e ora per l'intervento della legge sul legittimo impedimento.

Chistu nun cunta, ie' sospeso. Percui innocenti sara' di sicuro!

Giannini indica come punto anche la "moralizzazione" del reato d'evasione, addicendo che alcune leggi dello stato varate dal suo governo siano sintomo di istigazione all'evasione. Tra questi i Condoni... ...vediamo un po'...

l) Nella primavera 1994 Berlusconi "scende in campo" e vince le sue prime elezioni. E' l'epifania della Seconda Repubblica. Per festeggiarla, il governo vara il suo primo condono fiscale: frutta ben 6,4 miliardi di euro. Forte di questo trionfo, lo stesso governo vara anche il suo primo condono edilizio, che porta nelle casse del fisco 2,5 miliardi. Seguiranno altre cinque sanatorie, nel corso delle successive legislature guidate dal Cavaliere: nel 2003 nuovo condono fiscale di Tremonti, per 19,3 miliardi, insieme il primo scudo fiscale per il rientro dei capitali all'estero da 2 miliardi, poi nel 2004 nuovo condono edilizio di Lunardi da 3,1 miliardi, e infine tra il 2009 e il 2010 l'ennesimo scudo fiscale, appena concluso, e con un rimpatrio di capitali previsto in oltre 100 miliardi di euro.

Eh chi vuliti ca' sia. 'U fici pi' l'italiani, mica pi iddu.

m) Dei condoni hanno beneficiato milioni di italiani. Ma ha beneficiato anche il premier e il suo gruppo. Dopo la Finanziaria del '93 che introduce il secondo condono tombale, rispondendo ad un articolo di Repubblica che anticipava la sua intenzione di beneficiare della sanatoria, Berlusconi fa una promessa solenne durante la conferenza stampa di fine d'anno:

"Vi assicuro che ne' io ne' le mie aziende usufruiremo del condono".

Si scoprira' poi che Mediaset fara' il condono per 197 milioni di tasse evase, versandone al fisco appena 35, e lo stesso fara' il Cavaliere per i suoi redditi personali, risolvendo il suo contenzioso da 301 milioni di euro pagando all'Agenzia delle Entrate appena 1.800 euro.

Minchia! Eh vabbe' fici n'eccezione pi' si stissu.

3) Condono peri i coimputati: con decreto legge 143 del giugno 2003, presunta "interpretazione autentica" del condono di quell'anno, il governo infila tra i beneficiari anche coloro che "hanno concorso a commettere i reati", pur non avendo firmato dichiarazioni fraudolente. Ennesima formula ad personam: consente di salvare i 9 coimputati del premier nel processo per falso in bilancio.

L'amici so', su amici so'. Mica semo tutti amici so'.

4) Condono di Villa Certosa: Il tribunale di Tempio Pausania indaga da tempo sugli abusi edilizi commessi nella ristrutturazione della residenza sarda del premier. Con decreto del 6 maggio 2004 il governo attribuisce a Villa Certosa la qualifica di "sede alternativa di massima sicurezza per l'incolumita' del presidente del Consiglio". Nel 2004, con la legge 208, il condono edilizio dell'anno precedente viene esteso anche alle cosiddette "zone protette". Villa Certosa, nel frattempo, lo e' appunto diventata. La Idra, societa' che gestisce il patrimonio immobiliare del premier, presenta subito dieci richieste di condono, e chiude cosi' il contenzioso con il fisco. Versamento finale nelle casse dell'Erario: 300 mila euro. E amici come prima. 

Ie' Giusto! Ie' giusto! Con tutte quel po'po' di figliole che passeggiavano ignude per Villa Certosa volete che non sia considerato "zona protetta". Io la eleggerei a "parco nazionale". Anzi, dico di piu' eleverei Villa Certosa a Patrimonio dell'UNESCO. E chiuderei con il motto di Cettola Laqualunque: "chiu pilu pi' tutti"

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Di Adriano (del 07/06/2010 @ 11:25:35, in Vignetta-Blog, linkato 6485 volte)

 Oggi desidero parlare di tante cose, di tanti pensieri...

...il primo nasce da una richiesta della mia bella: esprimere la rabbia che vien dallo stomaco a guardare la nuova pubblicita' della "fabbrica italiana". Uno spot vergognoso della FIAT che annuncia raddoppio della produzione d'auto in Italia inquadrato in un piano industriale quinquennale d'espansione. E chi ne fa le spese sono gli operai di Termini Imerese che non prederanno parte a questo piano perche' son lasciati col culo al freddo per le idee nordiste dell'azienda? Fin quando era comodo prendere fondi per tener vivi gli stabilimenti del sud tutti li' a braccia aperte. E Termini e' solo l'inizio c'e' da scommeterci.

...il secondo nasce da una email nel cassetto, il Maestro mi chiedeva di diffondere il modulo in allegato. L'avevo dimenticato. La Cassazione ha finalmente stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani e' di fatto una tassa e non una tariffa; di conseguenza hanno applicato l'iva su un importo dove non doveva essere applicata in quanto appunto "tassa". Pertanto tutti gli utenti hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi; inoltre controllando sul sito "Federconsumatori" si evince che chi richiede il rimborso (che come al solito arrivera', lentamente ma arrivera') blocchera' di fatto l'iva sulle prossime fatture.
Pertanto vi allego il modulo che contiene le spiegazioni per la compilazione, anche in formato word.
Grazie Maestro.

...il terzo... ..il terzo... mi e' saltato in mente appena ho sentito un servizio del tg3 sabato a pranzo. Diceva: cosa si nasconde dietro la lotta ai "falsi invalidi"? E' stato un servizio illuminante. La lotta e' una stronzata mascherata.

C'e' un piano eccezionale di verifiche dei titolari di pensioni di invalidita', il piano prevede 500 mila verifiche totali entro la fine del 2012: 100 mila nel 2010, 200 mila per il 2011 e 2012. Bei numeri, ma a ben leggere nel 2009 s'erano gia' fatte 200 mila controlli. Quindi non ha nulla d'eccezionale il piano, in termini numerici.

In termini umani invece, siamo alla frutta! Poco prima di Natale ero a cena da cari amici, e mi sono trovato a chiacchierare con due belle persone, due nuovi amici che vivono che serenita' e forza i loro handicap. Tanta forza ma anche tanta "rabbia" per l'incivilta' dei concittadini che posteggiano nei posto a loro riservati e soprattutto per lo stato che chiede la visita medica semestrale per la conferma della pensione. Parliamo di cifre ridicole per le quali devi umiliarti e ripetere che il tuo handicap e' permanente. Un aggettivo che sembra fuori dal vocabolario dei verificatori visto chiedono continui controlli. Si rasenta l'assurdo quando a qualcuno che ha perso un piede o una gamba chiedono controlli come se questa possa ricrescere durante la notte. 

Ed oggi arriva l'ulteriore beffa, l'assegno mensile di assistenza era stato finora riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99%) di eta' compresa fra i 18 e i 65 anni di eta'. Per ottenere l'assegno erano previste altre due condizioni: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95. Per la serie se sei povero ti facciamo l'elemosina! Infatti, l'importo dell'assegno e' di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3336,71 euro.

La Manovra finanziaria interviene sulla percentuale minima di invalidita' richiesta per la concessione dell'assegno elevandola all'85% a partire dal primo giugno 2010, limite che vale solo per le nuove domande. Rimangono fermi gli altri requisiti reddituali e di inoccupazione. Pertanto un invalido all'80%, disoccupato e privo di reddito non potra' piu' percepire l'assegno. Quindi se malaugaratamente perdo entrambi i piedi non avro' diritto alla pensione, se faccio tre anni in parlamento si'!

A chi pensava Tremonti mentre scriveva ste minchiate?

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Di Adriano (del 04/06/2010 @ 14:41:10, in Vignetta-Blog, linkato 6514 volte)

Il due giugno e' trascorso, sara' che e' una festa recentemente introdotta, sara' che i politici new age preferiscono saltare il 25 aprile perche' non si sentono figli della "liberazione". Pero' le parole contano. E anche i gesti.

Cosa significa l'assenza dei ministri leghisti alla parata del 2 giugno? Perche' il ministro dell'Interno Roberto Maroni non cantava l'inno. Ormai l'hanno imparato anche i calciatori della nazionale, anche Gattuso e Totti sanno cantare l'inno e lui no?

Capisco che il primo articolo dello statuto della Lega Nord recita: "conseguimento dell'indipendenza della Padania", ma se sei un ministro della Repubblica Italiana hai anche giurato sulla costituzione. Capisco anche che nello stesso articolo si parla: "riconoscimento internazionale (della Padania) quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". Ma questo non vuol dire che si ci deve pulire il c... con il paese che si chiama Italia.

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Di Adriano (del 03/06/2010 @ 09:37:20, in Vignetta-Blog, linkato 6300 volte)

 E' stato divertente l'altra sera ascoltare Berlusconi intervenire in trasmissione per criticare l'uso del mezzo pubblico televisivo e poi riagganciare subito dopo aver espresso la propria opinione. Ormai e' chiaro a tutti che per lui mezzo pubblico vuol dire di sua proprieta' o comunque sotto il suo controllo.

Questo dalle mie parti si chiama conflitto d'interessi, un argomento che gli italiani non capiscono o non vogliono capire. I sondaggi danno ragione al presidente del consiglio nel dire che non e' una priorita' per gli italiani.

Io continuo a restare stupito di cio', se in un attimo di distrazione attraverso una ZTL con la mia auto non autorizzata e poi vado dal vigile urbano a chiedere di cancellare una multa a mio favore sono accusato di tentata corruzione.

Se pero' mi chiamo Silvio e faccio una legge ad hoc per non pagare tale multa, perche' una telecamera m'ha inquadrato e l'altra non vi e' riuscita che cose'?

Perche' lo chiedo? Il presidente si e' fatto un'altra legge "ad personam" nell'ultima settimana, non so quanti se ne sono accorti.

Obiettivo: Salvare Mondadori, che si dovrebbe chiamare Silvio Berlusconi Editore.

La leggina e' infilata nel decreto Incentivi 40/2010 (comicamente intitolato "Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali"), primo firmatario Alessandro Pagano del Pdl, che nel suo sito l'ha definito "mini-condono".

La leggina prevede che, in caso di due giudizi favorevoli consecutivi, "le controversie tributarie pendenti innanzi alla Cassazione possono essere estinte con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia... e contestuale alla rinuncia a ogni eventuale pretesa di equa riparazione".

Guarda caso ritrae un caso ben preciso. Quella di sua maesta: la Mondadori, scippata nel 1990 da Berlusconi a De Benedetti grazie a una sentenza comprata, s'e' vista contestare dall'Agenzia delle Entrate un'evasione Irpef e Ilor da 200 milioni di euro sul 1991.

I fatti: dopo i primi due gradi di giudizio, vinti da Mondadori, la causa giace da dieci anni in Cassazione (il famoso processo breve) e a fine 2009, quando il presidente della sezione tributaria Enrico Altieri, temutissimo dagli evasori per il suo rigore, stava per decidere, se l'e' vista scippare e trasferire alle sezioni unite. Cosi', in attesa della sentenza, e' arrivata la leggina: se fosse condannata, la Mondadori pagherebbe 10 milioni anziche' 200 (sempreche' la Corte di Lussemburgo non accolga il ricorso per violazione della libera concorrenza annunciato in altre cause dal giudice Altieri). Il tutto per decreto firmato dal presidente della Repubblica e da quello del Consiglio, proprietario (peraltro abusivo) della Mondadori.

Da queste parti si dice "cu si guardo' si salvo'", e lui l'ha fatto. Cosi' in caso si risparmia 195 milioni di euro che non son mica bruscolini.

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