Adriano Basile
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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 25/05/2011 @ 14:30:30, in Vignetta-Blog, linkato 3553 volte)

 Domenica ci saranno i ballottaggi e le elezioni in Sicilia, qui le cose son sempre in ritardo... la terra che e' normalmente un laboratorio politico di Italia aspetta l'Italia per decidere o riconfermare. Di sicuro alla fine pagano i contribuenti che son chiamati a votare a scaglioni, quando si potevano risparmiare milioni di euro accorpando le amministrative in tutta Italia ed i referendum del 12 giugno.

 Quest'ultimi sopravvivono ancora a venti giorni dall'essere. Che assurdita'! Da una parte i promotori che giustamente cercano di far campagna per sensibilizzare le persone sul nucleare, sull'acqua come bene pubblico e su Berlusconi e i suoi ministri. In mezzo ci son le persone che pensano a Fukushima proiettato in Italia e, alle bollette dell'acqua che potrebbero aumentare a dismisura senza che, soprattutto in Sicilia l'erogazione migliori. Qui ci son citta' che vedono l'acqua a giorni alterni e siamo nel 2011. Dall'altra un governo che ha paura solo dell'ultimo referendum che interessa Berlusconi e ne mette in dubbio l'uguaglianza con i resto del popolo italiano.

Si vota il legittimo impedimento. Con la legge attuale se sei un pinco pallino, anche amministratore delegato di una azienda, e vieni chiamato in udienza devi andarci. Altrimenti vengon i carabinieri a casa. Se sei un ministro della repubblica no! Puoi dire che stai leggendo carte nel tuo bell'ufficio o che stai incontrando una escort qualsiasi e non vai. E neanche possono processarti in contumacia.

Andiamo a Votare!

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Di Adriano (del 17/05/2011 @ 14:59:53, in Vignetta-Blog, linkato 3664 volte)

Grande sconfitta del centro destra all'elezioni di ieri. Bologna e Torino son decise al primo turno, ballottaggio a Milano e Napoli. Ora tutti a minimizzare e a dare la colpa alla Moratti, capro espiatorio della discesa in campo di Berlusconi capolista.

Faccio una considerazione: non e' una vittoria del PD! E' una sconfitta del Berlusconismo prima che di Berlusconi, ma non e' una vittoria del Partito Democratico. A Milano, Pisapia ha parlato di programmi ed idee ma non si puo' dire che sia un esponente di Bersani, cosi' come a Napoli. Altra storia vale per Torino e Bologna dove il PD conferma la sua presenza dopo Chiamparino che ha ben governato e, una citta' lasciata basita all'ombra delle due torri per le fughe d'amore pagate dai cittadini.

Altra storia all'ombra del Vesuvio dove da napoletano mi sarei vergognato di una vittoria di Morcone e del PD come partito, dopo Bassolino e la Iervolino ai poteri napoletani serviva una lezione seria. I napoletani hanno espresso questa idea con il voto disgiunto: De Magistris ha dieci punti percentuali piu' della lista che lo rappresenta.

Altro importante dato vien da Milano: Lassini ha preso circa 500 voti. I suoi manifesti gli han tagliato le gambe e neanche' il supporto "esplicito" di B lo ha salvato dalla fogna in cui si e' cacciato. 

Globalmente, ci sono quattro grandi considerazioni da fare:

1. Sorprendente l'exploit del movimento cinque stelle. Sicuramente nei comuni conta meno l'impatto mediatico rispetto ai comizi di piazza, ma ricordiamoci che a Milano han preso piu' voti del FLI senza un Fini in TV. Una forza nuova che rappresenta i giovani dimenticati dalla politica tradizionale ed oziosa.

2. La lega ha preso una bella botta, ha retto nei paesini ma ho l'impressione che globalmente abbia perso voti li' dove era forte e radicata.

3. Il terzo polo e' un polaretto, potra' fare l'ago della bilancia ma non puo' aspirare ad altro. Altro che terza gamba.

4. B ha preso la piu' grande legnata. Ha deciso di mette la faccia a Milano. Era capolista nel PDL ed ha preso meno del 50% dei voti di quel che si aspettava. Aveva detto che mirava a 53 mila preferenze, ne ha prese circa 25 mila. Credo che stia iniziando il conto alla rovescia... aspettiamo il ballottaggio e se Pisapia diventa sindaco di Milano (cosa non semplice) ci si puo' aspettare quasi di tutto.

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Di Adriano (del 12/05/2011 @ 23:52:08, in Memoria, linkato 3251 volte)

[non e' un nuovo libro di Federico Moccia ma il racconto di una esperienza]

Nel mezzo del cammmin di nostra vita si crede di avere in mano le chiavi di se stessi, di conoscere le proprie potenzialita' e le proprie risorse. A 36 anni, quanti ne ho io, si e' solitamente in grado di riconoscersi quando ci si guarda allo specchio e, conoscere i propri limiti e le proprie potenzialita' fa parte di quelle certezze che porti in valigia.

Tutto questo fino a ieri!

Poi si arriva qui a Bratto e ti rivoltano come un calzino, quel che dentro va fuori e quel che e' fuori va dentro.

Esplicitazione e introspettiva, aggiungici un pizzico di feedback ed hai fatto una pozione esplosiva che ti catapulta su un tronco sospeso a sei metri d'altezza. Dove non credevi di essere in grado di arrampicarti, dove non credevi di essere in grado di salire quanto lo vedevi fare in TV.

Da li' in alto vedi la vallata, da li' in alto vedi le tue paure che ti fan tremare le gambe scomparire grazie all'aiuto di dieci "sconosciuti" che ti tengono appeso ad una corda. Dieci "sconosciuti" a cui stai affidando la tua vita, ma ti fidi di loro anche se li conosci da mezza giornata.

E cosi' fai crescere il coraggio dentro di te e fai la prima traversata tenendoti forte a quella corda che e' l'unico appiglio che hai, ti piace e ci prendi gusto... lo rifai in senso opposto. Arrivato al punto di partenza ti senti soddisfatto, guardi giu' e noti l'altezza, le persone non son piccole come quando sei in aereo ma vederle dall'alto ti da una sensazione strana, forte, stimolante che ti scorre nelle vene. Poi ti giri e decidi di ascoltare gli incitamenti dal basso: "senza mani... prova a lasciare una mano". Bello ma ho paura di farlo!

Ho paura, ma lo faccio. Tengo la corda con la mano sinistra, quella della mia forza e vado via guardando l'albero che ho di fronte, si avvicina ad ogni passo. Mi concentro a tenere i piedi a papera ed ho il braccio destro nell'aria. Troppo concentrato, troppa testa, poco cuore e neanche un briciolo di  pancia. Non devo pensare ai miei piedi, ci sono i ragazzi giu' che mi tengono se metto un piede in fallo.

Ok hai ragione e allora fallo di nuovo, ascolta gli incitamenti di Monica!

Ci riprovo, provo a spiccare il volo senza mani, lo faccio... forse per un secondo, forse per dieci secondi ma mi sembra un'eternita' ed ecco che quella sensazione nelle vene ritorna, scorre dalla testa alla pancia come un orgasmo. Godo di essere a sei metri da terra! Godo di essere riuscito a farlo! E' come "ballare sul mondo" alla Ligabue.

Non so se e' colpa di questa sensazione, ma le gambe ne risentono, ho la "ricotta" nelle gambe mi costringono a scendere ed abbandonare il tronco. L'abbandono fisicamente ma so che d'ora in poi fa parte di me, so che quando vorro' risfidarmi risaliro' sul tronco...

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Di Adriano (del 09/05/2011 @ 08:19:10, in Memoria, linkato 3608 volte)

 Nei giorni scorsi ho fatto uno strano incontro, uno di quegli incontri che non accadono tutti i giorni o, almeno a me. Ho conosciuto un Emiro Arabo e vi vorrei raccontare le mie impressioni...
 Durante un viaggio di lavoro a Ras Al Khaimah l'intera delegazione ha ricevuto l'invito a casa sua dell'emiro locale. Eh si', l'avevamo gia' incontrato durante la presentazione formale del meeting e avevamo visto il suo volto, e quello dei suoi figli, in bella mostra ai lati delle strade locali. Di lui si raccontava come di un uomo illuminato, che faceva il bene del suo popolo.

Ho subito pensato: la solita propaganda! Sicuramente come quella in Egitto e in Libia, forse un po' meno visto che i soldi fan la differenza. Ma pur sempre propaganda e'.

L'ingresso della casa dell'emiro e' un po' kitch, sembra l'hall di un hotel di lusso. Sulla parete sinistra, in alcune vetrinette fucili d'epoca, sembrano quelli dei cowboy dei film. Saranno in bella mostra per "dimostrare" potenza? Al centro della grande sala d'ingresso ci sono divani e poltrone sparse come a creare delle piccole isole separate l'un l'altra. Come se li' si ospitassero piccole riunioni. Sul soffitto c'e' un grezzo dipinto di un fiume contornato da alcune case arabe, il fiume scorre tutt'attorno al soffitto, gira attorno a me che lo guardo dal basso.

Lui ci accoglie con la classica tunica bianca e il copricapo bianco bordato da una corda nera. E' cordiale e inizia subito i convenevoli in un perfetto inglese: "come si chiama?" "da dove viene?" ecc. Per ognuno parole semplici e di cortesia: "Ah l'Italia, sono stato a Venezia, sul lago di Garda... the Italy so beatiful...". Cosi' un po' per tutti: Spagna, Francia,... l'Emiro ha viaggiato tanto, ha studiato negli Stati Uniti, ha solo 50 anni ma ha una barca di soldi. Poi la presenza di un iraniano che lavora negli Stati Uniti lo fa partire per la tangente, sbottonandosi e parlando di politica.

Quel che segue e' una chiacchierata illuminante alle mie orecchie, alcune cose son cose dette a mezza bocca, altre non dette ma intuite da me. Una per tutte: l'Emiro ha paura, ha paura che quel che sta succedendo in Siria possa propagarsi anche qui, qui nei fortunati Emirati Arabi Uniti. "La propaganda ha fatto il suo tempo, han tutti la parabola qui [ed indica i tetti delle case che si vedono attorno al suo palazzo dalla grande vetrata], sanno cosa succede nel mondo...". Parole precise, piu' o meno! Parole che sentite da me, italiano che accusa la mancanza di liberta' di informazione nel proprio paese porta un brivido addosso. Da noi in Italia le parabole sui tetti sono circa 5 milioni, meno del 10% della popolazione, e son li' per il Calcio, il Cinema e i film porno. Quasi nessuno di quelli che han la parabola la usa per vedere la CNN, la BBC, Al Jazeera o qualunque altro canale straniero di informazione. Che opinione si sarebbero fatti gli italiani se avessero visto i TG stranieri sulle accuse a Berlusconi per Ruby? Qui, a sei ore di volo da Roma, parlano tutti l'inglese perfettamente e tra arabo e inglese seguono gran parte delle trasmissioni che viaggiano sull'etere.
E allora le immagini per strada stridono con questa visione, io le ho viste le foto dei figli dell'Emiro ai margini delle strade, anche in cartelloni pubblicitari che suggeriscono di investire nel paese! Somigliano tanto alle foto ed ai ritratti di Saddam che una volta erano sparsi in Iraq. No in realta' no, un arabo previene la mia domanda e mi spiega: "...le foto sulle strade non servono per far propaganda, ma a passare un messaggio..." "anche se uccidete l'Emiro, ci sono i suoi figli che continueranno a regnare...". Ed io li' mi azzittisco!

L'Emiro continua a spiegare le sue posizioni di politica interna ed estera, spiega che e' suo dovere che nel suo stato ci sia la totale occupazione. Dice "...se lavorano han poco tempo per pensare...". Ed aggiunge che i lavori pesanti, quasi nella loro totalita' sono lasciati agli immigrati, quasi tutti indiani. Anzi specifica: "...c'e' un equilibrio tra arabi ed immigrati, questi ultimi sono il 20%, preciso, matematico... ne' di piu' ne' di meno...". Cosi' non si creano malcontenti nella popolazione locale e non si creano sacche troppo grandi di immigrati, che non sono ghettizzati ma anzi inquadrati in sorte di "scacchiere" civiche.

Per quanto riguarda la politica estera rivela di far il tifo per il popolo verde in Iran, spiega che spera in una rivoluzione in Iran e che si aspetta che questa sara' fatta con il sangue, tanto sangue... Spiega la differenza tra Sunniti e Sciiti all'interno della popolazione mussulmana, ma sinceramente non la capisco tanto, capisco invece che l'Emiro (tutti gli Emiri, probabilmente) finanzia molte attivita' imprenditoriali nei paesi arabi. Un modo per avere amicizie fuori dal paese dice, io leggo un modo per non avere invidie e nemici. Ma fa lo stesso, forse.

Poi, un po' per ritornare alla politica interna, forse un po' per vantarsi parla del futuro del suo paese: un futuro che non sara' solo edilizia, nuovi alberghi, resort, e turismo ma anche nuove tecnologie e tanta ricerca. Gli Emirati Arabi Uniti sono alla ricerca di nuove idee da mettere in pratica, loro (gli Emiri) mettono i soldi il resto lo lasciano agli scienziati da tutto il mondo. L'Emiro ha chiaro in mente che il suo petrolio, e quindi la ricchezza del suo paese, possa finire prima o poi e dice di voler puntare sulle nuove tecnologie: solare, veicoli elettrici e materiali bio-compatibili. Un esempio di quanto dico e' rappresentato dall'EPFL di Losanna che ha aperto una sede qui a Ras Al Khaimah. L'EPFL e' una delle piu' importanti universita' in Europa, non e' una universita' storica come potrebbe esserlo Bologna in Italia, e' relativamente giovane ma offre un'ottima qualita' dei suoi corsi di studi (quasi tutti in inglese, nonostante sia nel cantone Svizzero-Francese) e ricerche al top del mondo. Lo sceicco ha scelto quest'universita' per offrire ai giovani di questo paese una cultura d'eccellenza per guardare al futuro, le spese di studio saranno tutte a carico dell'emirato.

Questo e' solo uno stralcio delle tante cose dette durante quel pomeriggio, e tornato a casa ripenso all'Emiro Arabo e lo confronto con l'Emiro-Nano che ci ritroviamo in Italia. Un confronto triste. Entrambi sono monarchi consapevoli di esserlo, ma non sono tanto convinto che il nostro faccia il bene del paese quanto l'Arabo. Parafrasando le parole di un funzionario del Ministero delle Infrastrutture che ho conosciuto nel volo Roma - Dubai, qui in Italia si usa il metodo "Carfagna" per assegnare le poltrone mentre li' si pensa alla meritocrazia. Ha ragione questo compagno di posto che dice: ci sono tre settori in cui la meritocrazia e' obbligatoria: la Sanita', l'Istruzione e la Pubblica Amministrazione. Anche se lui sa bene e lo dice tra i denti che il suo capo al ministero e' una donna di trentasei anni, messa li' grazie al metodo succitato e la minigonna corta. Una cosa molto triste per gli uomini prima che per le donne, infatti la figura dei cog...ni la fanno gli uomini che selezionano le persone col pisello.

So bene che quella che ho conosciuto e' solo una parte della realta' ma mi arrogo lo stesso il diritto di dire al nostro caro Emiro-Nano:
 dovresti imparare tanto dal tuo collega, avete tanti soldi, lui ha paura dei fucili e tu delle statuette in piazza del Duomo. Lui ha gia' capito che la propaganda non serve, tu invece ci sguazzi perche' ti trovi attorno un popolo di teledipendenti che riesci ad abbindolare. Lui dice di volere il bene del suo paese pensare al suo futuro, tu dici altrettanto ma agisci solo per il tuo futuro e dei tuoi figli. Lui ha cinquant'anni e dalle sue parole ogni giorno sembra l'ultimo che stia vivendo e tu hai settantacinque anni, credi di campare ancora tanto?

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