Adriano Basile
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Adriano Basile Blog
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Obelix (del 29/02/2012 @ 16:50:18, in Blog, linkato 2072 volte)

Mi ha colpito dopo quello che ho visto in Val di Susa ….
… ripensando a ciò che scrisse Pasolini (che non possiamo dire fosse fascista o borghese) negli anni 70 dopo gli scontri tra studenti e celerini a Villa Gilia.

Ciao
            Obelix

Il Pci ai giovani!!, di Pier Paolo Pasolini
.
È triste. La polemica contro il PCI andava fatta nella prima metà del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente, e lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese): senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali); umiliati dalla perdita della qualità di uomini per quella di poliziotti (l’ essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono al’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici.
[...]
Pier Paolo Pasolini

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Di Adriano (del 29/02/2012 @ 14:11:34, in Vignetta-Blog, linkato 1744 volte)

"siamo italiani e ci comportiamo da italiani" queste le parole riportate dal ministro dopo aver incontrato i due maro' in India.
Beh, questo non ha cambiato di una virgola l'atteggiamento  del governo indiano e, non so perché ripenso a quanto accaduto nel frejus quanto un aereo americano taglio i cavi della funivia. Grande fu l'atteggiamento del governo D'Alema...
Per riprendere discorsi fatti nei giorni scorsi:

- l'allegato di ieri sembra conteneva una inesattezza, mi e' stato segnalato che non e' vero che l'Inghilterra vuole cancellare l'olocausto dai libri di scuola.

- il passo di gambero e' diventato una retromarcia. Svuotato il decreto liberalizzazioni... proporrei al governo di ritirarlo del tutto, altrimenti fra un po' ci troviamo le "statalizzazioni" dentro.

- nel nostro piccolo la FIOM ha superato il 40% dei voti, grandi! Non ha fatto cambiare la spartizione dei seggi ma sicuramente dimostra la volonta' dei votanti.

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Di Adriano (del 28/02/2012 @ 15:45:06, in Vignetta-Blog, linkato 2541 volte)

desideravo scrivere un mese fa per il giorno della memoria...

Con quanta facilita' si dimentica di ieri?

 Sono il primo a pensare che guardarsi indietro porti troppo spesso a rimpiangere il passato senza godersi il futuro: i magnifici anni sessanta, si stava meglio quando si stava peggio, i caleidoscopici anni '80, i diciott'anni quando credevi di avere il mondo in mano o al massimo a portata di mano. Poi andiamo avanti ed abbiamo paura del futuro, da li' al camminare guardando nello specchietto retrovisore il passo e' breve, con la paura che qualcuno ci tamponi.
 
 Pero' lo facciamo solo su noi stessi, siamo noi quelli nel film bianco e nero che riguardiamo quando abbiamo nostalgia, ci fermiamo a guardare i contorni delle immagini? Quelli che nella pellicola sono le comparse perche' eravamo noi i soggetti principali, magari' quelle persone non ci sono piu', magari quelle persone son state meno fortunate di noi, magari per loro non c'e' un passato da rimpiangere, un ricordo su cui spremersi le meningi... per loro magari non c'e' passato perche' non c'e' presente e quindi futuro.
 
 E allora non facciamoci rubare il futuro dal nostro passato, questo va ricordato per costruire solide basi per il futuro, e' la nostra storia, di persona, di famiglia, di societa', ... di paese. Va ricordato per non fare gli stessi errori dei nostri padri, ma sia che lo rimuoviamo sia che ci rimuginiamo troppo diventa parte del nostro presente e ci occlude le vene.

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Di Adriano (del 27/02/2012 @ 13:21:17, in Vignetta-Blog, linkato 2291 volte)

 Si procede a passo di gambero eh? Un giorno il governo annuncia piu' farmacie, piu' taxi, meno privilegi e poi si arriva in parlamento e tutto viene messo in discussione e quasi cancellato. Un giorno parla di competitivita' e poi nulla. Non si capisce cosa si fa... ieri sera guardi Iacona su RaiTre e capisci che cosa si deve fare: prof. Monti, Dott. Ornaghi si guardi Presa Diretta ed avete chiare le prossime mosse da giocare sulla scacchiera, v'aspetta una bella mossa del cavallo. 

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Di Adriano (del 20/02/2012 @ 14:36:02, in Vignetta-Blog, linkato 1903 volte)
Non mi capita spesso di dare consigli espliciti da queste righe, oggi ne vorrei dare tre: - se potete e se volete andate al cinema a vedere Hugo Cabret, l'ultima fatica di Martin Scorsese. Un film dalla fotografia eccezionale con degli attori eccezionali, soprattutto il piccolo Cabret. Non vi dico altro per non svelarvi il film, ma questo come la canzone "Un Giorno Credi" di Bennato merita di essere ascritto agli annali nei loro rispettivi campi. - un libro che non dovrebbe mancare nelle librerie degli onnivori del libro e' "Se non ora, Adesso" di Don Andrea Gallo. Lo sto ancora leggendo ma vi assicuro che con una leggiadria incredibile, Don Andrea assegna una serie di ganci allo stomaco dal lasciarvi turbati, dal lasciarvi piccoli ad un angolo di strada. Non da soli, pero'. Siete in compagnia, in buona compagnia! - terzo ed ultimo ma altrettanto importante: andate a votare FIOM alle prossime elezioni per le RSU delle vostre aziende.
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Di Adriano (del 17/02/2012 @ 11:38:16, in Vignetta-Blog, linkato 1995 volte)

Buon venerdi' 17!

Quando si era annunciato l'obbligo per gli assicuratori di presentare altri due preventivi al cliente la notizia mi aveva colpito poco. La mia attenzione si era focalizzata sugli altri aspetti del decreto. Poi l'altro ieri s'e' presentata l'occasione di dover rinnovare il pagamento semestrale ed ho capito...

L'assicuratore mi ha fatto firmare il modulo in cui attesto di aver visto altri due preventivi che realmente non ho visto. Ma la spiegazione dell'assicuratore non fa una piega: "Adriano secondo te ti faccio vedere un preventivo meno caro del mio?" E che gli vuoi dire?

Ha ragione, fatta la legge trovato l'inganno. Se poi la legge fa acqua ed e' fumosa l'inganno e' talmente semplice che lo troverebbe un bambino.

L'Italia e' l'Italia

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Di Adriano (del 14/02/2012 @ 11:24:28, in Vignetta-Blog, linkato 2073 volte)
 Oggi desidero riprodurre pari pari le considerazione del Compagno Peppe della FIOM:
 
 Dopo tanti attacchi all'art.18 da parte di Confindustria e dei Governi (quello passato e quello attuale) e il lungo silenzio-assenso di Cisl e Uil, anche queste ultime ne hanno recentemente riscoperto l'importanza, al punto da difenderlo a fianco della Cgil. Magari solo per chi e' gia' lavoratore dipendente, mentre i nuovi assunti se ne faranno una ragione (questo passaggio e' importante: teniamolo a mente) e lavoreranno senza art.18. E' bene precisarlo a scanso di equivoci: la Fiom, anche nei momenti di solitudine piu' difficili, e' stata a lungo l'unica OS a difendere l'art.18 a spada tratta, rilanciandone il significato politico e il profondo messaggio di civilta'.
 L'idea che la cancellazione dell'art.18 sia utile all'incremento dello sviluppo (e' questa la tesi di Confindustria) non e' mai stata suffragata da alcun lucido ragionamento. E' chiaro a tutti che per lo sviluppo economico (soldi che girano, soldi che non si concentrano in tasche gia' piene) l'unica ricetta e' alzare gli stipendi, stabilizzare l'occupazione e commercializzare prodotti e servizi appetibili quanto accessibili. Se invece parliamo di sviluppo industriale nel senso tecnologico del termine, quel che serve e' investire in R&D, offrire strumenti di lavoro adeguati (da qui passa la produttivita'), puntare sulla qualita' piuttosto che sulla quantita'.
 L'altro falso mito legato alla cancellazione dell'art.18 e' l'idea che in questo modo si possano  finalmente colpire i nullafacenti. Con questo argomento (e questa e' una bella contraddizione) le parti datoriali cercano di convincere dell'inutilita' dell'art.18 i nullafacenti con sensi di colpa nonche' i propri dirigenti, che spesso sono in grado di capire da soli che l'antagonismo art.18 – sviluppo e' del tutto privo di logicita'. Non difendo i nullafacenti – anzi – ma mi limito a segnalare che dietro un nullafacente si nascondono storie personali, demotivazione, vessazioni, discriminazioni, errate valutazioni spesso indotte dalla parte datoriale. D'altronde, a meno che non si torni a parlare di giudici comunisti,  ci sara' pure un motivo se in sede giudiziale la maggior parte dei licenziamenti in Italia si rivelano privi di giusta causa e con l'obbligo di reintegra. Va anche detto che in certi casi, piuttosto che toccare l'art.18, potrebbe essere consigliabile lavorare agli argomenti e alle situazioni per cui prevale la giusta causa, piuttosto che rimuoverne del tutto la possibilita'. Altrimenti si finisce per pensar male. Insomma: non regge neanche la tesi sui nullafacenti. 
 Il vero motivo per cui Confindustria chiede la cancellazione dell'art.18 non e' lo sviluppo ne' allontanare i nullafacenti, ma colpire i sindacalisti scomodi, i dipendenti fuori dal coro, le mamme, quelli che e' piu' comodo tener fuori che dentro. Fin qui i casi singoli. Ma c'e' un altro aspetto, subdolo e devastante: quello dei licenziamenti collettivi. Mi ricollego al passaggio iniziale da tenere a mente. Se dovesse passare la cancellazione dell'art.18 per i nuovi assunti, nel caso di cessione di ramo d'azienda (ricordate la legge 30 tanto osannata dalle OOSS moderne e al passo coi tempi?), trattandosi anche in questo caso di nuovo rapporto di lavoro, l'art.18 non risulterebbe piu' fruibile da parte del lavoratore, che a quel punto potrebbe essere rapidamente licenziato o ricattato a condizioni di lavoro ben peggiorative rispetto alle precedenti. Cosa sarebbe stato dei colleghi di Micron, in una situazione del genere?
           Se a questo aggiungiamo l'eta' media che avanza all'interno delle aziende, l'inevitabile minore produttivita' di un sessantenne rispetto a un trentenne, l'eta' pensionabile che cresce velocemente e lo spettro della diminuzione degli ammortizzatori sociali, ecco che il piu' distratto comprende facilmente quanto sia importante per noi difendere l'art.18.
 Senza l'art.18 chiunque diventa ricattabile.
           In un contesto civile, il ricatto va sdegnosamente aborrito, in luogo dell'autodeterminazione e della dignita'.
           Al di la' delle mode del momento, state pur certi che la Fiom difendera' l'art.18. Anche da sola, se i lavoratori le saranno al fianco.
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Di Adriano (del 06/02/2012 @ 09:39:58, in Vignetta-Blog, linkato 2443 volte)

La foto ritrae una delle fermate dell'autobus di Catania, dove da ottobre scorso sono state installate le tabelle elettroniche. Ultima di una serie di inaugurazioni in pompa magna, o meglio in pompa vuota. Perche' al momento l'unico utilizzo delle tabelle e' quelle di dirvi l'orario. E ci scommetto la testa che quest'unico vantaggio durera' fino alla fine di marzo, quando con l'entrata in vigore dell'ora legale perdera' anche questo utilizzo.

L'idea era portare a Catania quel che gia' avviene nel mondo civilizzato: l'informazione su quanto manca al prossimo autobus. Pero' come con la metropolitana di cui funzionano solo quattro fermate, allo stesso modo con le paline si e' concentrati su due linee, il 721 e il 743. Quelle della Catania centro, neanche' troppo frequentate. Ma almeno stessero funzionando, invece no!

Tanto per dare i numeri, il progetto costa 2 milioni di euro presi dalle vostre tasche e se questi sono i risultati per le prime due linee credo non vedremo mai funzionare tutte le 173 tabelle, al massimo le mettono li' per indicare l'ora.

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