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Adriano Basile Blog
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 19/06/2006 @ 07:47:02, in Politik, linkato 6448 volte)

grazie al puntuale Marzio chi fosse interessato può leggere le modifiche alla Costituzione che siamo chiamati a confermare o rifiutare domenica prossima, inoltre grazie ai potenti mezzi del blog potete ascoltare l'intervista al Prof. Valerio Onida ex Presidente della Corte Costituzionale.

 Rubo uno stralcio della newsletter di Marzio:

"[..] sul valore di una costituzione. [..] La costituzione italiana è la materializzazione dei valori, principi, ideali che aggregano una nazione e le danno cuore. E' per questo che di fronte ad una modifica così importante come quella in atto non si può pensare di fare ricorso a strumentalizzazioni. Domenica 25 non siamo chiamati a confermare l'operato del governo Berlusconi o a manifestare il nostro appoggio al governo Prodi. Domenica 25 siamo chiamati a scegliere il nuovo assetto istituzionale della Repubblica, a scegliere i valori ed i principi intorno ai quali vogliamo riconoscerci. Per questo è importante arrivare preparati al voto e capire di cosa si tratta. [..]"

Buon ascolto e a domani
Adriano

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Di Adriano (del 11/06/2006 @ 11:11:26, in Blog, linkato 6020 volte)

Mondiali 2006Le partite sono iniziate da un paio di giorni, le prime grandi sono scese in campo: Germania, Inghilterra, Argentina. Domani tocca all'Italia, che contro il Ghana dovrà buttare alle spalle le polemiche italiane su Calciopoli, triste nome per uno dei momenti più brutti del calcio italiano. Indelebili nella memoria le parole di Luciano Moggi che ha parlato a Bari dopo la festa scudetto: “Per favore non fatemi domande perchè mi manca l’anima, che mi è stata uccisa. Sono qui per informarvi che domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus. Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo e penserò solo a difendermi da tante cattiverie”. No Comment!

Domani l'urlo "Forza Italia" verrà fuori in modo strozzato? Oppure sarà un momento liberatorio per dimenticare in quei 90 minuti Calciopoli, la politica, il lavoro, la durezza della vita quotidiana?

 

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Di Adriano (del 11/06/2006 @ 10:40:02, in Blog, linkato 6656 volte)

Ieri mattina mi sono recato in edicola per comprare Io Donna il supplemento del sabato del Corriere della Sera, cercavo un intervista "a me medesimo" che credevo apparisse su questo numero.

Pieno di pregiudizi verso i magazine femminili ho iniziato a sfogliare velocemente la rivista in cerca dell'articolo incriminato. Cerco l'indice, lo trovo leggo i titoli e non mi dicono nulla, decido di scorrere le pagine e niente! Belle foto, tante parole scritte ma niente articolo, un attimo...  ... non ho trovato ricette, lettere al ginecologo e interminabili pagine di moda, profumi e amenita'. Un attimo!? Torno a sfogliare Io Donna e mi scopro interessato agli articoli: una lettera al sindaco Moratti; un servizio sulla Liberia e il suo nuovo presidente donna; articoli di Severgnini ed altri editorialisti del corriere, un articolo sulla riforma costituzionale, ed ecco la moda. Ma siamo già a tre-quarti di rivista e le pagine dedicate alla moda sono realmente poche.

Chiudo la rivista e mi sento un po' pirla, l'altro giorno Black Mamba mi aveva detto che il magazine era fatto bene, ma non ci credevo. La riapro dimenticando il titolo e mi immergo nella lettura molto interessante.

...Beh lasciatemi leggere, e magari lo compro anche sabato prossimo...

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Di Adriano (del 07/05/2006 @ 11:59:14, in Politik, linkato 6190 volte)
L'altro giorno guardavo Il Grande Talk, programma televisivo sulla TV, dove la giornalista del La7 Rula Jebreal criticava l'italiano medio per la scarsa attenzione alla politica estera, al poco spazio che se ne da nei Tg e nei giornali, anche se non si fa che parlare di globalizzazione. Sentitomi italiano medio, ho provato a leggere le pagine di politica estera del Corriere e prestare maggiore attenzione alla politica internazionale in TV. Ecco che l'argomento comune è uno solo: la preoccupata situazione iraniana e il pericolo nucleare. Ma, il ricordo recente dell'Iraq e le armi di distruzioni di massa mi porta ad aver dubbi: allora si era sicuri degli armamenti di Saddam Hussein, e ora? Si parla di centrifughe per arricchire l'uranio, di usi civili e bellici dell'uranio e delle centrali, ma qual'è la verità?

Come sempre in questi casi, le notizie che si leggono sui giornali o si ascoltano in tv sono varie ma con un punto in comune: 1400 centrifughe presenti o in costruzione. Ecco un punto di partenza, cosa si può fare con 1400 centrifughe? Beh, si riescono ad arricchire in un anno 25 kg di uranio con le quali alimentare due testate nucleari. Bingo! Se Ahmadinejad sta costruendo le centrifughe vuol dire che ha intenzione di avere l'arma atomica, due testate sono un deterrente (e quindi una difesa) ed una minaccia! Non dimentichiamoci Hiroshima, le migliaia di morti e la fine della seconda guerra mondiale.

Eh sì, proprio mentre mi stavo convincendo che è giusto fermare l'Iran e la sua corsa verso il nucleare mi torna in mente una notizia: anche l'Iraq si diceva aver acquistato uranio dal Niger, ma era una balla dei nostri servizi segreti! Ahmadinejad afferma e non smentisce la costruzione delle centrifughe ma, dice di volerle usare per usi civili. Si dice essere fanatico, ma che speranze avrebbe di usare l'arma atomica e passarla liscia? Internet dice che i maggiori obiettivi dell'Iran, il Pakistan e Israele hanno 60 e 100 testate nucleari, rispettivamente. Min..a, le due testate diventano quisquiglie ora! Per averne 60 devo aspettare 30 anni o, se raddoppiano le centrifughe quindici o dieci. E allora perchè questa fretta nel minacciare Iran e non affidarsi ad una stressante diplomazia, embarghi e sanzioni? Perchè il New Yorker dice che l'attacco avverrà entro novembre?
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Di marzio (del 04/05/2006 @ 18:40:32, in Politik, linkato 6306 volte)
Cari amici, scusate l'assenza di questi giorni. Ci siamo dedicati un tempo "necessario" per riposarci dalla lunga ed estenuante campagna elettorale (questa redazione ne è impegnata da più di un anno) ed anche riprenderci dalla notte al cardiopalmo vissuta tra il 10 e l'11 Aprile. Ad oggi, comunque, possiamo affermare di essere LIBERI. Berlusconi non è stato legittimato a governare per i prossimi anni e non sarà (nonostante i "soli" 6 punti percentuali persi rispetto al 2001),a quanto pare, capo unico dell'opposizione e "mazziere" del centro-destra. Almeno così ci sembra cogliere dai primi segnali che provengono, soprattutto dall'UDC. Infatti, anche i suoi alleati, tra le righe, stanno cominciando ad assaporare la libertà politica di poter agire secondo tradizione storico-politica di ciascuno e fuori dalla presa rettile a cui li ha costretti per lunghi anni il CAIMANO e la sua cricca! Primo passo, a tal proposito, vi è la richiesta, ovviamente accolta, di Casini di prendere qualsiasi decisione a tre senza i colpi di testa e di mano autoritari...ci riuscirà il Cavalier Bellachioma? Vedremo Certamente, noi per primi, siamo stati smentiti seccamente dall'esito della competizione elettorale. Gli umili nostri ragionamenti politici, ma soprattutto quello degli esperti in materia - sondaggisti e politici di professione - non erano improntati alla semplice speranza o fiducia. Vi era un fondamento ragionato in quella soglia di un 3 o 4 % che manca all'appello del consenso dell'Unione. Contrariamente all'opinine diffusa, non pensiamo che i sondaggisti o gli opininisti politici debbano dedicarsi all'"ippica" dopo quello che è successo. Il nostro parere è che, al di là di quanto si potesse credere, comunque Berlusconi partiva (parafrasando un aforisma calcistico) dal 2 a zero: Controllo delle Istituzioni e controllo dell'Informazione televisiva. Da sole, però, queste due componenti non potevano bastare se ad esse non si aggiungeva uno spirito combattente del Cavaliere abbinato ad una struttura di Comunicazione mediatica di altissimo valore che solo i suoi mezzi possono permettersi. Una struttura che gli ha indicato quale strada percorrere (la pancia e il portafoglio degli italiani, molto inclini all'egoismo di classe) e gli amplificatori televisivi di sua proprietà da utilizzare per passare messaggi mistificatori conditi di demagogia e bugie..."credibili". Quindi dinanzi ad una competizione "ad armi pari", rispetto delle regole e uguale accesso ai mezzi di comunicazione ed informazione, il risultato, con molta probabilità, si sarebbe avvicinato a quanto preventivato alla vigilia. A seguire, come è consuetudine standard nei regimi semi-totalitaristici per miracolo spodestati, non vi è stato il riconoscimento da parte di Berlusconi della vittoria di Prodi. Ha accampato ogni cosa pur di dover tardare, o non riconoscere alla sua personalità, a concedere lo scettro del suo potere e del comando che, come una spada di Damocle, era puntato dritto al cuore delle istituzioni e della democrazia italiana. Non c'è stato alcun imbroglio! Nei convulsi incontri della notte e mattinata post elettorale (anche Pisanu ne esce maluccio per credibilità...) si è tentata un'ulteriore mossa di marketing populistico minacciando toni e gesti da guerra civile pur di aver accordato il "diritto" di continuare a difendere gli interessi delle aziende del Premier e di poter disporre a proprio piacimento delle risorse di una grande nazione. Ed ancora una volta, i suoi alleati sono stati incapaci complici e pavidi. Insensibili al loro senso Istituzionale per riconoscere, da subito senza se e ma, la vittoria di Prodi; per loro, forse, è bene sganciarsi poco per volta dalla morsa del caimano per non farsi troppo male. Ma ciò che più interessa la nostra news letter è ancora una volta il comportamento equivico del giornalismo televisivo. Evidentemente ancora sotto cloroformio di governo (e, forse, in vile attesa del nuovo incarico a Prodi?) l'informazione televisiva ha dimostrato ulteriormente la sua debolezza! Più che ricercare i "fatti", cioé semplicemente verificare in 26 Corti d'Appello l'attendibilità delle dichiarazioni del Premier uscente, ha sottoposto uno stile di informazione giornalistica che si accoda riverente più alle opinioni della politica egemone (ancora il Presidente è lui...) che al rispetto deontologico della propria professione: informare dei fatti. Qualcuno, con molta intelligenza e precisione, chiama questo comportamento "Vespismo da porta a porta" . Un atteggiamento tuttora dominante in Rai (oltre ovviamente a Mediaset) in cui si mette in primo piano le dichiarazioni, anche a vanvera e bugiarde di alcuni esponenti politici di rango, che fanno opinione e notizia anziché la verifica e comunicazione dei fatti veri e reali. Anzi in questi anni spesso abbiamo assistito ad un'informazione manipolata ad arte per compiacere i potenti che determinano il destino di taluni giornalisti attenti al compiacimento politico per l'ottenimento di poltrone e privilegi. Anche i numeri, matematici ed incontrovertibili, diventano opinabili e discutibili per un giornalismo sottomesso al regime anziché all'onestà ed alla responabilità del propio ruolo che chiede di riportare la verità dei fatti nel dibattito pubblico. Aspettiamo con ansia l'insediamento di Prodi che, in questo come in altri delicati ambiti dell'esercizio della democrazia, dovrà riportare al centro la realtà vera e non quella virtuale e manipolata. La cultura del sapere in un servizio di informazione pubblica. Cultura da contrapporre, anche per la sua intrinseca degenerazione etica, a quella del pensiero unico e dominante dei reality, dei gossip e delle ballerine. Cordialmente, Marzio Gaudioso
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Di Adriano (del 11/04/2006 @ 08:56:57, in Politik, linkato 6041 volte)
ieri mi ero lanciato euforico sugli exit-poll, mi cospargo il capo di cenere. Oggi la situazione si riassume con un titolo non apparso sui quotidiani: L'ITALIA DEI VINTI. Eh si', si presenta un caso da prima repubblica, un Italia ingovernabile o quasi.

Una riflessione su tutto, la legge elettorale si e' dimostrata per quel che si diceva: una mossa per far si' che la sinistra vincitrice non potesse governare tranquillamente. Questo a gennaio, la campagna elettorale ha invece portato al ribaltamento delle parti, Prodi prima in vantaggio e' passato in svantaggio negli ultimi giorni. Questo a dispetto dei sondaggi, che non intervistano coloro che "non vogliono rispondere ai sondaggi" e che per stessa ammissione di Berlusconi sono il suo elettorato. Come ha detto Follini la scorsa settimana: "la legge non garantira' stabilita' di governo".

Ed ora? L'Italia ha la necessita' di un governo stabile. Non credo in una grande coalizzazione come si e' fatto in Germania, il ritorno al voto e' improponibile perche' si prospetta l'elezione del presidente della repubblica, l'attuale non puo' sciogliere le camere.

Siamo tornati ai tempi della democrazia cristiana, ora ci sara' l'acquista voti al senato... che tristezza.
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Di marzio (del 06/04/2006 @ 12:54:08, in Politik, linkato 6443 volte)
Cari amici, in questi giorni di “rush finale” riprendiamo il discorso iniziato nei giorni scorsi che ci vede proiettati alle elezioni. Dovendo valutare quale scelta elettorale adottare, tempo fa ho ritenuto opportuno verificare questi 5 anni di Governo per domandarmi quale sviluppo avessero avuto gli impegni presi nel 2001 dal futuro Presidente del Consiglio e quale incidenza positiva io da cittadino potessi aver avvertito nella vita quotidiana in seguito alla realizzazione degli stessi. Gli impegni furono assunti, lo ricordiamo bene, in uno show di Porta a Porta, accuratamente allestito da Bruno Vespa, il cui apice fu la firma pubblica del Contratto con gli italiani. Non ve lo elenco in quanto c'è già un post lasciato dal nostro Adriano. Il contratto si concludeva con la seguente formula: <>. Innanzitutto, credo che, dovendo valutare un voto da esprimere, sia bene che qualunque analisi e verifica su meriti o demeriti vada ascritta non solo a Berlusconi/Bossi (in questa legislatura, facce della stessa medaglia) ma anche a Casini e Fini i quali non hanno mai fatto mancare il sostegno dei numeri all’azione di Governo. Premesso che ciascuno verificherà il “Contratto con gli Italiani” del 2001 procedo in questo terzo dialogo con voi con lo stesso metodo che mi ero riproposto nelle prime due riflessioni. Presentarvi l’iter che mi ha portato ad esprimere la mia scelta. Pertanto a seguire, vi sottoporrò quella che è stata ai miei occhi l’applicazione del contratto. La XIV Legislatura passerà alla storia come quella del <>. E’ un neologismo non mio, ovviamente, (da anni in uso sociologicamente e storicamente) destinato a restare perché identifica uno stile e un’ispirazione di governo. <> sta per: “fare politica prevalentemente nell’interesse proprio e dei propri amici (e dei ceti medio alti)”. Le prime realizzazioni del Governo (nel 2001) - i così detti <> - non furono affatto dedicate alla messa in pratica del programma sottoposto agli italiani ma alla preoccupazione di provvedere agli interessi del leader. Ricordiamo infatti in ordine: eliminazione dell’imposta di successione e quella sulle donazioni (utili per risparmiare tantissime tasse nel passaggio giuridico ai figli dell’azienda, in funzione del conflitto di interessi); la depenalizzazione del falso in bilancio; legalizzazione del rientro dei capitali esportati illegalmente all’estero; inizio di una serie di condoni e sanatorie; stop alle leggi giudiziarie in tema di rogatorie internazionali, mandato di cattura europeo; legge sul trasferimento dei processi per “legittimo sospetto” (legge Cirami, utile per cercare di evitarsi il processo SME a Milano e portarlo a Brescia); riduzione dei termini di prescrizione (legge Cirelli, anzi ex Cirelli perché il suo ideatore alla fine rinunciò a votarla!). Mosse da un prioritario spirito di interessi personali era inevitabile che prima o poi le leggi votate avrebbero trasgredito non solo lo spirito ma anche la lettera stessa della Costituzione. Devono far riflettere le numerose leggi bocciate in prima istanza per incostituzionalità dal Presidente della Repubblica e dalla Corte Costituzionale. E’ il caso della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, bocciata sul punto delicatissimo delle garanzie processuali e le restrizioni della libertà personale; la legge o <> che mirava a congelare i processi a carico delle più alte cariche dello Stato, bocciata per il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini; la legge Gasparri sul riassetto del sistema radio televisivo, bocciata per un eccessivo...sbilanciamento; riforma dell’ordinamento giudiziario, bocciato per il non tanto velato tentativo di assoggetare il potere giudiziario a quello esecutivo. Cosa dire poi della riforma costituzionale sulla devolution...bé qualcosa va detta! Se dovesse passare con il referendum confermativo, essa introdurrà in Italia un germe di divisione e di secessione mascherata, mettendo a repentaglio la sorte delle Regioni più deboli, a iniziare dal Sud. Questa <> costituisce una vera e propria manipolazione della Carta fondamentale e della democrazia rappresentativa; alterna l’equilibrio tra i poteri dello Stato, depotenzia il Parlamento nei confronti del Governo, rende più complesse le relazioni tra Camera e Senato, deprime il ruolo del Presidente della Repubblica. Demanda alle Regioni il potere esclusivo di legiferare in materie dove è in gioco l’uguaglianza dei cittadini e l’equità dello Stato sociale: scuola, sanità, polizia. Introduce, di fatto, il germe della lacerazione dell’unità del Paese. Il tutto, come comprensibile conseguenza, a detrimento del Sud. Il sud sempre bistrattato: la finanziaria 2005 ci ha abbandonato al nostro destino senza risorse; la riforma del mercato del lavoro ha fatto sì che la flessibilità (vantaggiosa per le aziende del nord) si trasformasse nel sud in aumento di precarietà, sfruttamento e di disoccupazione. E’ risaputo che questa era la “MADRE di tutte le leggi” per la Lega Nord. E difatti è a misura della sua ideologia. Personalmente non posso sottovalutare che è stata votata a maggioranza da tutti i Parlamentari della CDL tra cui i 61 della Sicilia...gran parte di questi delle file del partito di Casini. Non dobbiamo, altresì, dimenticare che alle prossime elezioni la Lega ha stretto un patto di alleanza con l’on.Raffaele Lombardo e saranno sullo stesso simbolo elettorale. Apro il tema della lotta alla criminalità. Mai ho sentito pronunciare a Berlusconi le parole: “lotta alla mafia ed alla criminalità”. Anzi, nell’Agosto 2001 il ministro delle Infrastutture, Lunardi, ha affermato che “con la mafia e la camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolve come vuole”. Partendo da questo inciso rileviamo che: la legge ex Cirelli ha permesso la prescrizione dell’88% dei reati di corruzione; 64% dei reati di usura; 57% di reati di omicidi; 65% reati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Che dire, poi, del caso Cuffaro in Sicilia. Fondamentale (per circa 1/3 del calcolo nazionale) apportatore di consensi e voti nel partito di Casini. Chi, per questo motivo di sopravvivenza, osa prendere distanze dal Presidente della regione che, inequivocabilmente (intercettazioni telefoniche precise, processi in via di esecuzione), incarna un sistema di connivenze (quanti consiglieri comunali, provinciali, regionali dell’UDC incriminati per mafia) che mal si coniugano con l’ispirazione ideologica di un partito quale quello dell’Unione dei Democratici cristiani?(Udc di Casini). Che dire, poi, del bluff della riduzione delle tasse? E’ paradossale pensare che, un giorno, i lavoratori sarebbero scesi in piazza a denunciare il taglio delle tasse; però è successo! Tutti i lavoratori dipendenti abbiamo potuto verificare come non è possibile pensare alla riduzione delle tasse se poi ricadono sulla collettività e sulle fasce più deboli le conseguenze di una scelta demagogica di tipo utilitaristica e strumentale. Non occorre essere addetti ai lavori per capire che non si può ridurre il gettito delle tasse senza tagliare, per la adeguata copertura, la spesa sociale o i trasferimenti agli enti locali. La coscienza democratica ha rifiutato l’approvazione di una riforma fiscale senza equità che privilegia i ceti più fortunati e toglie con una mano ai cittadini più deboli ciò che sembra loro concedere con l’altra. Ma l’ulteriore beffa a tutto ciò è derivato anche dai mancati controlli sull’applicazione della conversione dell’Euro. Ciò ha permesso l’anarchia da parte della distribuzione, dei commercianti e del “popolo” delle Partite IVA. Queste categorie, a parte l’arbitrario aumento dei prezzi che i mancati controlli del governo gli ha permesso, sono quelle che più facilmente possono evadere il fisco. E sono quelle categorie, che dicevamo, in questi 5 anni si sono arricchite di più a danno dei dipendenti a stipendio fisso e, pertanto, a salario e tasse controllate. Unitamente a questi vediamo, dati Istat del 2006, dove ha inciso l’aumento dei prezzi: Servizi bancari +32%; Servizi banco posta +28,2%; Carburanti +26.9%; Istruzione secondaria +25,5%; Olio di oliva +20,2%, Acqua potabile +16,8%, Gas +16%; Manutenzione e riparazione auto +16%; Spese assistenza +14,9%; Assicurazione auto +13,9%; Servizi medici +13,9%; Luce +10,9%; Carne bovina +9,9%; Pane +9% Da questo elenco ho tolto quelle che una volta erano le piccole “distrazioni mensili” della classe media ma che oggi sono un lusso: Ristoranti, pizzerie, bar, palestre, Scarpe, vestiti, trasporti aerei tutti aumentati tra il 10 e il 20%. Ci si chiede: come mai ci sentiamo più poveri? Sul tema della sicurezza, di cui al punto 2 del contratto, la recente legge approvata sulla “legittima difesa” è la riprova del fallimento di un piano preventivo e di garanzia sulla sicurezza dei cittadini che dovrebbe essere prioritario in uno stato di diritto. Contrariamente agli impegni nel contratto, i crimini sono aumentati e per difendersi lo Stato permette l’uso privato di un arma... Il tema del lavoro (di cui abbiamo parlato nella seconda nostra riflessione) ha messo in evidenza la problematica del precariato lungo ed incerto. Precariato che si fa dramma per tanti giovani (e non solo) che non vedono futuro di stabilità e crescita per sé e per la propria famiglia. Il punto sui cantieri dimostra ancora un altro dei grandi bluff e poff di questo governo. Un continuo tagliar di nastro e lasciare le opere a metà e nel caos. Nel primo programma per le Infrastrutture, del 2001, si elencavano 117 opere per un costo valutato originariamente in 125,8 miliardi di euro. Questo faraonico “libro dei sogni” nel tempo senza adeguata copertura finanziaria è andato crescendo a dismisura: nel 2004 il numero delle Grandi Opere era salito fino a 235 nel 2005 per un investimento previsto di 264,3 miliardi di euro. Vi ho elencato i numeri per dimostrare come nel tempo il piano sulle infrastrutture è andato fuori controllo. Berlusconi si impegnava ad avviare almeno il 40% delle opere previste dal piano decennale. Però tenendo conto dei dati stimati dal Servizio studi della Camera lo stanziamento di 264 miliardi comporta l’avvio dei cantieri solo per il 14% altro che 40. Ma c’è di più: Buona parte delle “Grandi Opere” attivate dal governo in carica erano state già predisposte ed avviate dai governi precedenti. Finale di questi numeri: quante opere concluse? Lo 0,2 (Vedi pagina 21 dello Studio della Camera citato). Cordialmente, Marzio
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Di marzio (del 04/04/2006 @ 11:17:34, in Politik, linkato 5690 volte)
<<...non dobbiamo abbassare la guardia ci dobbiamo meritare la vittoria che passo per passo, stiamo preparando>>. Romano Prodi, Catania 8 Marzo 2006 Cari amici, mancano quattro giorni di campagna elettorale e dopo il faccia a faccia di ieri sera la fiducia aumenta nell'ottenimento del risultato da noi tutti sperato! L'arma che ha aiutato Berlusconi a vincere da ieri si è puntata contro di lui in un inevitabile "harakiri". L'arte imbonitoria, la televendita la <> che tanta fortuna gli ha portato nei suoi successi politici (..e non solo, naturalmente) lo ha travolto ed ha segnato l'icona visibile del declino di un'epoca politica, di uno stile di politica che nessuno rimpiangerà: il berlusconismo. Lo strumento che lo ha portato ad essere il "vertice" in ogni sua impresa da ieri lo ha fatto cadere nel baratro. In un dibattito serio, non segnato dalle sue regole di regime, nei confronti dei giornalisti e dei registi, ha perso di brutto. Prodi sembrava il grande comunicatore, l'analista serio e credibile dei problemi e delle istanze del Paese. Berlusconi un anziano venditore di detersivi, che tanta ricchezza gli hanno portato, ma che alla prova della lavatrice non puliscono anzi portano ulteriori problemi di pulizia ed ordine che sconsigliano di ricomprarli. Si ostina, aggrappato al suo fustino, a vendere sogni a cui nessuno più crederà per la loro grossolana inattendibilità e soprattutto perché a proporli c'è ancora lui sbugiardato dalle promesse enormi, quanto non mantenute, di questi cinque anni. I limiti (riconosciuti) del professore, invece, ne sono diventati il valore aggiunto: la bonarietà, la calma, la moderazione che si fa fermezza (quando ci vuole...), la fiducia in sé e nell'Italia, la competenza, la concretezza e un forte spirito patriottico che chiama all'<> d'Italia. Era lui ieri, come nel primo faccia a faccia, il grande comunicatore di valori e proposte di serietà. Ovviamente, però, seguendo l'invito rivoltoci da Prodi stesso, non abbassiamo la guardia. Sottolineamo le incongruenze e l'inaffidabilità del venditore di fustini a chi è ancora incerto, indeciso o a chi (...penso davvero pochi!!) ieri hanno creduto alla più grande bugia degli ultimi anni seconda - se non fosse per le cinque promesse-farsa anziché l'una di ieri - al Contratto con gli italiani del 2001. Il "RE" è nudo! Il 10 Aprile, mandiamolo a coprirsi ad Arcore mai più a scandalizzarci da Palazzo Chigi!
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