Adriano Basile
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Adriano Basile Blog
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Adriano (del 15/03/2013 @ 19:08:42, in Memoria, linkato 2376 volte)

 Fa un certo effetto sentirsi dire "perdere un figlio è una delle cose più devastanti che ti possano accadere, ma se non avessi perso mio figlio non avrei scoperto tante delle cose che mi circondano e a cui prestavo poca attenzione. Quante delle cose che programmi nella vita vanno in porto? Poche, realmente poche! Il resto lo fai adattandoti alla vita e a quello che ti arriva. Grazie alla malattia di Carmine ho scoperto un mondo di sofferenza, ed ho riversato in quel mondo la mia sofferenza per alleviare gli altri. È come tenere in vita mio figlio, ora quel l'ospedale è un fiore all'occhiello di Napoli".

 

 

Ed ecco che mi mostra un video

 

http://youtu.be/2xdXItotSvI

 

Il cui sottotitolo è scritto dalla sua regista

 

Di cancro si può guarire! e nel corso della guarigione è forse bene ricordare che anche nella malattia il bambino mantiene integra la sua umanità, un'umanità che si esprime con forza ed energia nel modo che gli è proprio: nel gioco! E nel gioco la proiezione nel futuro è sempre possibile! lasciamo che i bambini ce lo insegnino e permettiamo al gioco di infondere in noi e nel bambino stesso energie positive e buon umore.
(Luisa Guarro)

 

 
 
Di Adriano (del 26/08/2011 @ 19:12:24, in Memoria, linkato 3242 volte)

Quando Joly ha chiamato ed ha detto "ci siamo fermati piu' avanti, davanti al monumento ..." non ho ascoltato il resto della frase. Sapevo gia' dallo svincolo dell'aeroporto che saremmo passati da li', per la prima volta vedo con gli occhi il luogo visto tante, tantissime volte in TV. Non era necessario ascoltare quel nome.

La stele sara' alta dieci, quindici metri. In alto il simbolo della Repubblica Italiana, la stella e tutto il resto. Poi scendo con lo sguardo e leggo i nomi. Eroi dal primo all'ultimo. Eroe l'obiettivo di quella strage, eroi coloro che stavano con lui per amore e per lavoro, l'amore della moglie per lui e per il lavoro che condividevano: il confine! Tracciare le linee di demarcazione e di separazione tra il bene e il male o, comunque la sua accezzione per la Repubblica Italiana. Eroi gli altri che erano li' per proteggerlo, che sapevano di rischiare la vita per una paga che non sara' mai equiparata al valore di una vita.

Eroi per caso? No! Avevano nel DNA il senso della democrazia e della giustizia, il senso del giusto, il confine tra il bene ed il male. Ed il male li ha colpiti li' su quell'autostrada, in quella curva. Salvo mi chiede di alzare gli occhi, li' c'era il punto d'osservazione, il luogo dal quale e' stato premuto quel pulsante maledetto.

E poi mi guardo attorno: il luogo non e' esattamente quel che mi aspettavo, mi ripassano in mente le immagini della TV e riconosco solo il cartello dell'autostrada che indica l'uscita per Capaci. Non immaginavo che li' a pochi metri dall'autostrada, v'erano villette e case abitate. Non sono nuove costruzioni, sembrano degli anni settanta-ottanta, e mi chiedo nessuno avra' visto nulla? Nessuno ha assistito ai preparativi? Ma anche a quanto impari fu quel gesto, tu stronzo lassu' a fumare sigarette ed aspettare il momento giusto e gli altri qui che provavano a dilatare il tempo, con le sirene spiegate per scansare le auto, e l'alta velocita' per rimandare l'appuntamento con la morte. 

Il nodo allo stomaco si stringe, le lacrime son li' pronte per venir fuori, e' meglio rientrare in macchina e pensare al ferragosto e alla vacanza che continua. Gli eroi son fatti per sopravvivere al tempo, per essere ricordati per sempre, ma per pochi minuti alla volta, pero', altrimenti si rischia di arrivare a comprendere che la loro lotta e' stata vana. Che gli ideali per i quali lottavano sono stati calpestati dal tempo come il tricolore a piazza San Marco.

 
 
Di Adriano (del 14/07/2011 @ 14:05:53, in Memoria, linkato 3472 volte)

Buondi'
 Al mio post di Venerdi' scorso ha risposto corposamente TuryCell, mi sembra giusto divulgare la sua posizione:
http://www.adrianobasile.net/dblog/articolo.asp?articolo=306

nel frattempo per qualche gioco strano nella mia mente, desidero parlar d'altro...


"cosa prova in questo momento? Quali sono i suoi sentimenti per...?"

Mi e' capitato spesso di sentire in TV, giornaliste e giornalisti fare questa domanda ai familiari di una vittima di omicidio, o ai parenti di un militare ucciso in guerra. Ed ho immaginato di rispondere al loro posto...

Dopo attimi di silenzio. Dettati dalla ricerca di una calma interiore! Non perche' hai una telecamera in mano e andrei in eurovisione, me ne fotto di questo. Ma per rispetto mio e soprattutto del mio caro.

"Innanzitutto desidero complimentarmi con lei per la sagacia ed il suo interesse per la vicenda che ci ha toccato, la sua interessante domanda lo dimostra. Per cui e' giusto che non le dia una risposta banale, superficiale, emozionale. E' giusto che non risponda su due piedi... A bene riflettere perdere una persona cara equivale a perdere parte di se' stessi, non tutte le parole e le frasi sono uguali, non tutte riescono ad esprimere il crogiolo di sentimenti che macino dentro. Tirar fuori quelle giuste e' operazione ardua assai.

Sa siamo cresciuti assieme, ricordo tanti momenti belli, sorrisi, vacanze, giornate importanti ma soprattutto occasioni stupide per gli altri ma, fondamentali per noi. Potrei star qui a raccontare parte della nostra vissuta assieme, momenti intimi per farle fare scoop televisivi con la Barbara D'Urso, anedotti normali per chiunque ma che in queste occasioni rivestono il ruolo di tracce per scovare del torbido nel passato di una persona. Le estati al mare sono le preferite, no? E' complicato riassumere la sua personalita', ho l'impressione che qualunque cosa direi, distorcerebbe il mio pensiero e soprattutto la sua memoria.

Mi ripeto, trovare la frase giusta mi vien difficile, non credo di essere in grado di tirar fuori i miei sentimenti piu' profondi... forse una frase per tutte: sono cazzi miei e non te li vengo mica a raccontare a te! Un perfetto sconosciuto che vien qui per sciacallare sui miei sentimenti. Ma guardati allo specchio la mattina e immaginati senza un occhio e con la faccia attraversata da una ferita trasversale. Ecco come mi sento e come ti dovresti sentire tu a fare domande tanto idiote e meschine.

 
 
Di Adriano (del 12/05/2011 @ 23:52:08, in Memoria, linkato 3269 volte)

[non e' un nuovo libro di Federico Moccia ma il racconto di una esperienza]

Nel mezzo del cammmin di nostra vita si crede di avere in mano le chiavi di se stessi, di conoscere le proprie potenzialita' e le proprie risorse. A 36 anni, quanti ne ho io, si e' solitamente in grado di riconoscersi quando ci si guarda allo specchio e, conoscere i propri limiti e le proprie potenzialita' fa parte di quelle certezze che porti in valigia.

Tutto questo fino a ieri!

Poi si arriva qui a Bratto e ti rivoltano come un calzino, quel che dentro va fuori e quel che e' fuori va dentro.

Esplicitazione e introspettiva, aggiungici un pizzico di feedback ed hai fatto una pozione esplosiva che ti catapulta su un tronco sospeso a sei metri d'altezza. Dove non credevi di essere in grado di arrampicarti, dove non credevi di essere in grado di salire quanto lo vedevi fare in TV.

Da li' in alto vedi la vallata, da li' in alto vedi le tue paure che ti fan tremare le gambe scomparire grazie all'aiuto di dieci "sconosciuti" che ti tengono appeso ad una corda. Dieci "sconosciuti" a cui stai affidando la tua vita, ma ti fidi di loro anche se li conosci da mezza giornata.

E cosi' fai crescere il coraggio dentro di te e fai la prima traversata tenendoti forte a quella corda che e' l'unico appiglio che hai, ti piace e ci prendi gusto... lo rifai in senso opposto. Arrivato al punto di partenza ti senti soddisfatto, guardi giu' e noti l'altezza, le persone non son piccole come quando sei in aereo ma vederle dall'alto ti da una sensazione strana, forte, stimolante che ti scorre nelle vene. Poi ti giri e decidi di ascoltare gli incitamenti dal basso: "senza mani... prova a lasciare una mano". Bello ma ho paura di farlo!

Ho paura, ma lo faccio. Tengo la corda con la mano sinistra, quella della mia forza e vado via guardando l'albero che ho di fronte, si avvicina ad ogni passo. Mi concentro a tenere i piedi a papera ed ho il braccio destro nell'aria. Troppo concentrato, troppa testa, poco cuore e neanche un briciolo di  pancia. Non devo pensare ai miei piedi, ci sono i ragazzi giu' che mi tengono se metto un piede in fallo.

Ok hai ragione e allora fallo di nuovo, ascolta gli incitamenti di Monica!

Ci riprovo, provo a spiccare il volo senza mani, lo faccio... forse per un secondo, forse per dieci secondi ma mi sembra un'eternita' ed ecco che quella sensazione nelle vene ritorna, scorre dalla testa alla pancia come un orgasmo. Godo di essere a sei metri da terra! Godo di essere riuscito a farlo! E' come "ballare sul mondo" alla Ligabue.

Non so se e' colpa di questa sensazione, ma le gambe ne risentono, ho la "ricotta" nelle gambe mi costringono a scendere ed abbandonare il tronco. L'abbandono fisicamente ma so che d'ora in poi fa parte di me, so che quando vorro' risfidarmi risaliro' sul tronco...

 
 
Di Adriano (del 09/05/2011 @ 08:19:10, in Memoria, linkato 3641 volte)

 Nei giorni scorsi ho fatto uno strano incontro, uno di quegli incontri che non accadono tutti i giorni o, almeno a me. Ho conosciuto un Emiro Arabo e vi vorrei raccontare le mie impressioni...
 Durante un viaggio di lavoro a Ras Al Khaimah l'intera delegazione ha ricevuto l'invito a casa sua dell'emiro locale. Eh si', l'avevamo gia' incontrato durante la presentazione formale del meeting e avevamo visto il suo volto, e quello dei suoi figli, in bella mostra ai lati delle strade locali. Di lui si raccontava come di un uomo illuminato, che faceva il bene del suo popolo.

Ho subito pensato: la solita propaganda! Sicuramente come quella in Egitto e in Libia, forse un po' meno visto che i soldi fan la differenza. Ma pur sempre propaganda e'.

L'ingresso della casa dell'emiro e' un po' kitch, sembra l'hall di un hotel di lusso. Sulla parete sinistra, in alcune vetrinette fucili d'epoca, sembrano quelli dei cowboy dei film. Saranno in bella mostra per "dimostrare" potenza? Al centro della grande sala d'ingresso ci sono divani e poltrone sparse come a creare delle piccole isole separate l'un l'altra. Come se li' si ospitassero piccole riunioni. Sul soffitto c'e' un grezzo dipinto di un fiume contornato da alcune case arabe, il fiume scorre tutt'attorno al soffitto, gira attorno a me che lo guardo dal basso.

Lui ci accoglie con la classica tunica bianca e il copricapo bianco bordato da una corda nera. E' cordiale e inizia subito i convenevoli in un perfetto inglese: "come si chiama?" "da dove viene?" ecc. Per ognuno parole semplici e di cortesia: "Ah l'Italia, sono stato a Venezia, sul lago di Garda... the Italy so beatiful...". Cosi' un po' per tutti: Spagna, Francia,... l'Emiro ha viaggiato tanto, ha studiato negli Stati Uniti, ha solo 50 anni ma ha una barca di soldi. Poi la presenza di un iraniano che lavora negli Stati Uniti lo fa partire per la tangente, sbottonandosi e parlando di politica.

Quel che segue e' una chiacchierata illuminante alle mie orecchie, alcune cose son cose dette a mezza bocca, altre non dette ma intuite da me. Una per tutte: l'Emiro ha paura, ha paura che quel che sta succedendo in Siria possa propagarsi anche qui, qui nei fortunati Emirati Arabi Uniti. "La propaganda ha fatto il suo tempo, han tutti la parabola qui [ed indica i tetti delle case che si vedono attorno al suo palazzo dalla grande vetrata], sanno cosa succede nel mondo...". Parole precise, piu' o meno! Parole che sentite da me, italiano che accusa la mancanza di liberta' di informazione nel proprio paese porta un brivido addosso. Da noi in Italia le parabole sui tetti sono circa 5 milioni, meno del 10% della popolazione, e son li' per il Calcio, il Cinema e i film porno. Quasi nessuno di quelli che han la parabola la usa per vedere la CNN, la BBC, Al Jazeera o qualunque altro canale straniero di informazione. Che opinione si sarebbero fatti gli italiani se avessero visto i TG stranieri sulle accuse a Berlusconi per Ruby? Qui, a sei ore di volo da Roma, parlano tutti l'inglese perfettamente e tra arabo e inglese seguono gran parte delle trasmissioni che viaggiano sull'etere.
E allora le immagini per strada stridono con questa visione, io le ho viste le foto dei figli dell'Emiro ai margini delle strade, anche in cartelloni pubblicitari che suggeriscono di investire nel paese! Somigliano tanto alle foto ed ai ritratti di Saddam che una volta erano sparsi in Iraq. No in realta' no, un arabo previene la mia domanda e mi spiega: "...le foto sulle strade non servono per far propaganda, ma a passare un messaggio..." "anche se uccidete l'Emiro, ci sono i suoi figli che continueranno a regnare...". Ed io li' mi azzittisco!

L'Emiro continua a spiegare le sue posizioni di politica interna ed estera, spiega che e' suo dovere che nel suo stato ci sia la totale occupazione. Dice "...se lavorano han poco tempo per pensare...". Ed aggiunge che i lavori pesanti, quasi nella loro totalita' sono lasciati agli immigrati, quasi tutti indiani. Anzi specifica: "...c'e' un equilibrio tra arabi ed immigrati, questi ultimi sono il 20%, preciso, matematico... ne' di piu' ne' di meno...". Cosi' non si creano malcontenti nella popolazione locale e non si creano sacche troppo grandi di immigrati, che non sono ghettizzati ma anzi inquadrati in sorte di "scacchiere" civiche.

Per quanto riguarda la politica estera rivela di far il tifo per il popolo verde in Iran, spiega che spera in una rivoluzione in Iran e che si aspetta che questa sara' fatta con il sangue, tanto sangue... Spiega la differenza tra Sunniti e Sciiti all'interno della popolazione mussulmana, ma sinceramente non la capisco tanto, capisco invece che l'Emiro (tutti gli Emiri, probabilmente) finanzia molte attivita' imprenditoriali nei paesi arabi. Un modo per avere amicizie fuori dal paese dice, io leggo un modo per non avere invidie e nemici. Ma fa lo stesso, forse.

Poi, un po' per ritornare alla politica interna, forse un po' per vantarsi parla del futuro del suo paese: un futuro che non sara' solo edilizia, nuovi alberghi, resort, e turismo ma anche nuove tecnologie e tanta ricerca. Gli Emirati Arabi Uniti sono alla ricerca di nuove idee da mettere in pratica, loro (gli Emiri) mettono i soldi il resto lo lasciano agli scienziati da tutto il mondo. L'Emiro ha chiaro in mente che il suo petrolio, e quindi la ricchezza del suo paese, possa finire prima o poi e dice di voler puntare sulle nuove tecnologie: solare, veicoli elettrici e materiali bio-compatibili. Un esempio di quanto dico e' rappresentato dall'EPFL di Losanna che ha aperto una sede qui a Ras Al Khaimah. L'EPFL e' una delle piu' importanti universita' in Europa, non e' una universita' storica come potrebbe esserlo Bologna in Italia, e' relativamente giovane ma offre un'ottima qualita' dei suoi corsi di studi (quasi tutti in inglese, nonostante sia nel cantone Svizzero-Francese) e ricerche al top del mondo. Lo sceicco ha scelto quest'universita' per offrire ai giovani di questo paese una cultura d'eccellenza per guardare al futuro, le spese di studio saranno tutte a carico dell'emirato.

Questo e' solo uno stralcio delle tante cose dette durante quel pomeriggio, e tornato a casa ripenso all'Emiro Arabo e lo confronto con l'Emiro-Nano che ci ritroviamo in Italia. Un confronto triste. Entrambi sono monarchi consapevoli di esserlo, ma non sono tanto convinto che il nostro faccia il bene del paese quanto l'Arabo. Parafrasando le parole di un funzionario del Ministero delle Infrastrutture che ho conosciuto nel volo Roma - Dubai, qui in Italia si usa il metodo "Carfagna" per assegnare le poltrone mentre li' si pensa alla meritocrazia. Ha ragione questo compagno di posto che dice: ci sono tre settori in cui la meritocrazia e' obbligatoria: la Sanita', l'Istruzione e la Pubblica Amministrazione. Anche se lui sa bene e lo dice tra i denti che il suo capo al ministero e' una donna di trentasei anni, messa li' grazie al metodo succitato e la minigonna corta. Una cosa molto triste per gli uomini prima che per le donne, infatti la figura dei cog...ni la fanno gli uomini che selezionano le persone col pisello.

So bene che quella che ho conosciuto e' solo una parte della realta' ma mi arrogo lo stesso il diritto di dire al nostro caro Emiro-Nano:
 dovresti imparare tanto dal tuo collega, avete tanti soldi, lui ha paura dei fucili e tu delle statuette in piazza del Duomo. Lui ha gia' capito che la propaganda non serve, tu invece ci sguazzi perche' ti trovi attorno un popolo di teledipendenti che riesci ad abbindolare. Lui dice di volere il bene del suo paese pensare al suo futuro, tu dici altrettanto ma agisci solo per il tuo futuro e dei tuoi figli. Lui ha cinquant'anni e dalle sue parole ogni giorno sembra l'ultimo che stia vivendo e tu hai settantacinque anni, credi di campare ancora tanto?

 
 
Di Adriano (del 20/11/2010 @ 20:58:49, in Memoria, linkato 6469 volte)

 A trent'anni dal terremoto dell'Irpinia, su invito della mia mogliettina ho messo giu' il racconto del mio ricordo:

"Il maremoto"

Spesso i fine settimana mi ospitano a Boscarello, mi diverto sempre tanto, mi piace la campagna, quella casa che somiglia alla baita di Heidi con il verde attorno, con i pini alti. Al ritorno a Napoli la domenica sera, aspetto mamma che mi viene a prendere. Anche oggi, siamo tornati da un po' e sto aspettando mamma. Sono nella cameretta di Federico e Simone, e' grande e piena di giocattoli. Son seduto a terra a giocare, i grandi sono di la'... li sento parlare, sento voci concitate ma toni bassi. Come le volte che c'e' qualcosa che noi non dobbiamo ascoltare. C'e' una strana tensione nell'aria, la sento ma non la capisco, la capiro' dopo, da grande, ma non ora!

Ora son qui, attorniato da giocattoli, tanti e belli, colorati e... son li' sulle mensole... pero' cascan giu', non capisco ma mi vengono incontro, sembra che piovano dalle mensole, jeeg robot un secondo fa era sulla mensola gialla ed ora e' a terra vicino alla mia gamba... non so, non capisco, mi sento nel cartone animato che ho visto qualche giorno fa: delle grandi onde investivano la citta', inondando le strade, i palazzi, soprattutto quelli alti come questo qua. Non so quanto e' alto ma so di essere all'ottavo piano, lo so perche' c'e' il tasto nell'ascensore, quel tasto che non so raggiungere e che i grandi premono per me.

Le voci si alzano, e la casa mi gira attorno, i giocattoli sono tutti attorno a me, come se volessero giocare con me. Un attimo fa eran su ed ora son qua giu'. I grandi urlano, non capisco cosa dicono ma sento le loro urla. Ma non ho paura, io sono dentro un cartone animato, sono come uno di quelli nei grattacieli, so che se m'affaccio fuori ci sono le onde d'acqua alle finestre.

Mi vengono a prendere, mi prendono in braccio e mi dicono di star tranquillo, ma io sono tranquillo, non piango. Federico e Simone piangono e io no, non capisco perche' loro piangono, ma io son quasi sorridente. La stanza s'e' fermata, non gira piu' pero' ora son gli altri che mi girano attorno, dicon sempre di star tranquillo, ma lo sono, aspetto mamma che mi viene a prendere, son tranquillo.

Mamma e' qui, e' pallida e agitata, lo so che e' nervosa e cerca di nasconderlo. Lo leggo nel suo volto e nei suoi occhi. Divento serio. Smetto di essere sorridente, non so perche' ma e' un riflesso. In qualche minuto siamo giu' per le scale, non prendiamo l'ascensore, scendiamo le scale... son tante, scalini su scalini e scendiamo in strada. Attorno c'e' tanta gente, tutti quelli del palazzo. Molti non li ho mai visti, sono in braccio a mamma e mi guardo attorno dall'alto, non mi capita spesso di vedere i grandi negli occhi e li vedo spaventati, scompigliati...

Andiamo verso casa, ma non arriviamo a casa. Non so come, ma siamo in macchina a piazza Plebiscito, in una 127 con cui normalmente andiamo in giro i giorni di festa. Mamma e Gabriella son qui con noi, ci sono anche Gianluca e Teresa. Non so perche' ma ci dicono che dobbiamo restare in macchina a dormire, c'e' tanta gente attorno a noi, ci sono tante altre macchine attorno alla nostra. Una parola risuona nell'aria: terremoto, ma a me suona strana. Io non so cosa sia. Io non l'ho vissuta, io ricordo il maremoto, con le onde alte, non le ho viste ma so che erano li', fuori dalle finestre della cameratta di Simone e Federico. L'acqua azzurra che inondava le strade, ora s'e' asciugata, ora se ne andata e ci ha lasciato tutti qui in piazza, in macchina a passare la notte fuori.

 
 
Di Adriano (del 04/11/2010 @ 08:54:56, in Memoria, linkato 5974 volte)

Buondi'
 Ci sono un po' di pensieri che vanno alla deriva nella mia mente... uno segue la scia di ieri, parlavo di Terroni il libro di Pino Aprile. Ebbene, un vero "terrore" deve comprare solo prodotti DOM (Denominazione d'Origine Meridionale)! E come fa? Guarda gli scaffali del supermercato e le etichette alla ricerca degli stabilimenti di produzione da Roma in giu'. Non e' necessario! Basta andare sul sito:
http://www.supermercaticomprasud.it

Per i catanesi e' piu' facile: CompraSud e' all'interno delle Porte di Catania (ipermercato Auchan) o ad Acicastello, e fra un po' anche in Via Vittorio Veneto.

...altro pensiero in viaggio per gli Stati Uniti, ieri dopo il risultato elettorale Obama ai democratici ha affermato: "Mi assumo la responsabilita'". E ai vincitori: "Ora lavoriamo insieme". Che classe! Chi ricorda il discorso di Obama e McCain all'indomani delle elezioni americane che proclamarono Obama presidente:
http://www.adrianobasile.net/news.asp?id=347
e' ancora d'attualita'...

...e soprattutto dovrebbe insegnare tanto a chi all'indomani delle elezioni 2006 gridavano ai Brogli elettorali, a chi quando gli conviene dice: "Berlusconi dal '94 ad oggi ha vinto tutte le elezioni, segno che gli italiani stanno con lui" (e nessuno alza la mano e gli risponde: ma che c... dici, el mortadella l'ha battuto due volte su due), a chi quando gli conviene dice: "Berlusconi e' qui per rimediare a quel che ha fatto la sinistra" dimenticando che negli ultimi sedici anni abbiamo avuto tre governi Berlusconi e il culo poteva muoverlo prima a "fare" e non "sco.are"...

...derivando verso lo sport, e non per parlare di calcio, del Milan e del Real ma per parlare di Rugby. Uno sport un po' piu' serio e dove non si stanno a lamentare delle minch.. dette da Cassano o pensate da Totti. Per il Rugby, La7 sperimenta dal 13 novembre il primo evento sportivo in Italia in 3D. La partita Italia - Argentina sara' infatti trasmessa in 3D su un canale dedicato della piattaforma terrestre (canale 527). Sara' questo che fara' decollare le TV 3D?

 
 
Di Adriano (del 03/11/2010 @ 13:45:06, in Memoria, linkato 6179 volte)

Buondi'
 In TV non si fa che parlare dei festini del premier, di quante donne sono passate dal suo letto e dalle sue residenze, di cosa faccia Brunetta con... di cosa faccia Fede con... del Bunga Bunga e di altre pratiche sessuali. Insomma un popolo di guardoni a cui basta parlare di culi, tette, veline, nani e ballerine per dimenticare dei propri problemi: lavoro, crisi finanziaria, arretratezza di alcune zone d'Italia.

Per stavolta m'astengo e desidero parlar di "questione meridionale"...

Perche'?

Beh, tempo fa avevo letto il libro di Levi "Cristo si e' fermato ad Eboli" e m'ero imbattuto in fatti ed episodi senza tempo: un esiliato dal regime fascista raccontava l'Italia e il Sud d'Italia del 2010... pari pari... l'impressione che ebbi era di soggezione rispetto ad una narrazione senza tempo, all'esiliato in Basilicata mancava solo il cellulare per essere un contemporaneo.

Recentemente, ammaliato dalla bella copertina: un meridione posto al contrario, con la Sicilia in alto, mi son fatto regalare "Terroni" di Pino Aprile. La lettura e' iniziata con curiosita' e ne sono restato piacevolmente sorpreso, al punto che l'ho prestato a chi so essere un intenditore, per "divulgare" il verbo... 

...spesso un libro si arroga il diritto di definirsi "l'ultimo", il "capolavoro"... pensiamo all'ultima biografia, la piu' completa opera su... ecc.

Questo no! A mio parere il pensiero dello scrittore e' realizzare un'opera prima, dare al lettore un incipit di future letture e conversazioni, ma soprattutto dare inizio ad un nuovo sentimento. Per poter capire lo stato in cui siamo, la situazione odierna politica, economica e sociale e' necessario guardare il passato. Un passato precedente a quello raccontato da Levi, un passato che ora riaffiora con il 150esimo anniversario dell'unita' di Italia.

Non voglio svelare il contenuto del libro, ma v'assicuro che aprira' un mondo a coloro che come me ignoravano le origini della "questione meridionale", sarà il primo di tante letture v'assicuro...

Lo consiglio in particolar modo a tutti coloro che sono emigrati in Italia e all'estero per lavoro...
http://www.anobii.com/books/Terroni/9788856612738/013db1711ad14775cc/

More about Terroni
 
 
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