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Spettacoli - Cultura
Inserito il 13 novembre 2008 alle 09:54:00 da admin. IT - Spettacoli - Cultura
Indirizzo sito : Megachip


Vigilanza Rai: a chi fa paura Leoluca Orlando?
 
 di Francesco De Carlo - Megachip

Quello che sta succedendo in Parlamento sulla vicenda dell’elezione del presidente della Vigilanza Rai non ha precedenti. Una maggioranza di centrodestra, che rende conto a un presidente del consiglio notoriamente impegnato nel settore televisivo, ha sequestrato la democrazia e sta impedendo il corretto funzionamento delle istituzioni e del  servizio pubblico, a tutto vantaggio della concorrenza privata.
Quella di oggi pomeriggio è stata la quarantaquattresima seduta andata in bianco. Nella giornata odierna il centrodestra per la prima volta si è presentato e non ha fatto mancare il numero legale, ma, comunque, il candidato proposto dall’opposizione, Leoluca Orlando, non è stato eletto.



L’esponente Idv ha ottenuto solo 13 voti, che si sono rivelati insufficienti. Bastano due conti per capire che il centrosinistra si sta spaccando. I suoi rappresentanti in commissione sono 18, due erano assenti e – come vuole la prassi – Orlando non si è votato. Dunque i voti sarebbero dovuti essere 15. Ma è evidente che qualcosa si è rotto. I malumori sulla figura di Orlando, fedele a Di Pietro e alla sua linea oltranzista sul tema delle tv, sono venuti a galla già nei giorni precedenti e da Carra a Follini si è andando chiarendo il punto di vista dei moderati.
Dal canto suo la destra si dice disposta a votare qualsiasi altro nome indicato dall’opposizione, che da sempre sceglie i presidenti delle commissioni di garanzia. Altrimenti – ha sostenuto più di un esponente del Pdl – sono disposti a votarsi da soli un altro candidato. I numeri non gli mancano e neanche il coraggio.
Nel frattempo la Rai vive la sua agonia. Con un Cda scaduto dal 31 maggio, ci sono ben pochi margini operativi per rilanciare il servizio pubblico.
Domani si terrà una nuova votazione con la novità che, essendo la terza, basteranno 21 voti anziché 24 per renderla valida. Insomma è facile prevedere un’accelerazione, ma tutto fa pensare che Orlando non ce la possa fare. Il Pd davanti a uno scenario simile parla, attraverso Antonello Soro, capogruppo Pd alla Camera, di “atto di rottura politica-istituzionale molto grave”. Purtroppo, siamo certi però che anche nel caso di un ennesimo arrogante abuso del centrodestra si continuerà a parlare nuovamente di dialogo sulle altre riforme che trasformeranno il paese.

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