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Politica Internazionale
Inserito il 15 febbraio 2009 alle 13:27:00 da admin. IT - Politica Internazionale
Indirizzo sito : Repubblica


Il dossier. Ecco le misure previste dal piano anti-crisi di Obama approvato dal Congresso Usa
Una grande spinta all'istruzione con un finanziamento di oltre 100 miliardi di dollari
Sgravi fiscali, sanità e infrastrutture
780 miliardi per uscire dal tunnel
L'esecutivo ha puntato molto sul sostegno ai più bisognosi e ai disoccupati

di SARA BENNEWITZ



MILANO - Un numero che ricorda l'ultimo aereo della Boeing, ma che invece rappresenta il maggiore sforzo economico della storia americana. Si tratta di una manovra anticrisi da 787 miliardi di dollari (612 milioni di euro), di cui il 74% sarà erogato dal governo Usa nei prossimi 18 mesi. Due terzi della somma arriverà dalla spesa pubblica (512 miliardi di dollari) e solo un terzo da sgravi fiscali. Neppure Franklin Roosvelt si era spinto a tanto, nel 1934, l'anno più nero della depressione, il deficit degli Stati Uniti era infatti salito all'1,5% del Pil. Invece con lo "Stimulus Act" del presidente Barack Obama, il deficit Usa è destinato a salire di 400 miliardi di dollari, mentre il governo si è impegnato per il prossimo biennio a reinvestire nell'economia una cifra pari al 2,5% del Pil.

Il primo obiettivo di questo piano è quello di preservare l'occupazione. Con l'inizio della recessione che risale al dicembre 2007, in America i disoccupati sono saliti a quota 3,6 milioni, l'obiettivo del programma anticrisi è invece quello di creare, o quantomeno mantenere, 3,5 milioni di posti di lavoro. A questo proposito il governo ha stanziato 120 miliardi di dollari destinati a nuove infrastrutture, trasporti pubblici, tecnologia e ricerca scientifica.

Andando nel dettaglio, il piano prevede 27,5 miliari di dollari per costruire nuovi ponti e autostrade, 8,4 miliardi per i trasporti pubblici e 9,3 miliardi per ferrovie e all'alta velocità la banda larga incentivi che favoriranno aziende come At&t, Caterpillar, Honeywell e Verizon. Circa 15 miliardi di dollari andranno invece agli acquedotti, ai bacini, alla costruzione di canali e al trattamento e alla pulizia delle acque. Poco meno di 7 miliardi di dollari andranno alla ricerca scientifica, alla Nasa e all'associazione per la ricerca oceanografica e atmosferica.

Una grossa fetta della spesa pubblica sarà poi destinata alla sanità, 19 miliardi di dollari andranno alle cliniche e ai nuovi sistemi informatici, 10 miliardi alla ricerca per il cancro, l'Alzheimer, il cuore, le cellule staminali e il biomedicale. L'istruzione rappresenterà inoltre una bella parte di tutti gli aiuti: si tratta di circa 105 miliardi di dollari, di cui 53,6 miliardi andranno ai singoli stati per le scuole e i servi locali, 13 miliardi agli studenti più meritevoli e bisognosi, ma ugualmente 12,8 miliardi saranno investiti per l'assistenza ai bambini diversamente abili.

Ben 37,5 miliardi di dollari verranno investiti nell'energia, all'ammodernamento delle attuali infrastrutture (11 miliardi) e alla costruzione di nuove fonti energetiche ecocompatibili per ridurre gli sprechi e rendere l'America meno dipendente dal petrolio: 4,5 miliardi sono destinate ad ammodernare con tecnologie verdi gli edifici pubblici (4 miliardi di sgravi saranno invece destinati all'edilizia privata), 3,4 per i combustibili fossili, 2,5 miliardi per la ricerca sulle energie rinnovabili a cui si aggiungono 6 miliardi di investimenti nel solare e nell'eolico.

Infine è stato previsto una pacchetto di sgravi fiscali e incentivi per i più poveri, per chi è stato appena licenziato, per l'acquisto della prima casa, per l'edilizia convenzionata, per i senza tetto e per gli orfanotrofi. Alle famiglie più bisognose saranno dati 19,9 miliardi di aiuti cibo e assistenza, per la classi medio basse sono previsti 400 dollari di sgravi fiscali e per i pensionati un aiuto una tantum di 250 dollari.

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