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Scienza e Tecnologia
Inserito il 26 agosto 2009 alle 08:46:00 da admin. IT - Scienza e Tecnologia
Indirizzo sito : Corriere


Altro che maggiore «elasticità»:
il multitasking «fa male»

Chi fa una cosa alla volta dimostra maggiori capacità di concentrazione e organizzazione



MILANO – Che il multitasking, inteso come gestione simultanea di più strumenti comunicativi, fosse deleterio per l’umore e fosse foriero di un’altissima dose di stress, era risaputo. Anche senza bisogno di studi e ricerche è intuibile che parlare al telefono mentre si manda una mail e guardare un programma televisivo chattando con una vecchia amica non favorisce né la concentrazione né uno stato d’animo rilassato. Per contro si poteva pensare che l’abitudine a quella che gli esperti chiamano concentratio interrupta (ovvero la disattenzione suscitata dal perenne bombardamento mediatico) incoraggiasse una certa velocità e un’elasticità mentale, aiutando alcune abilità. Niente di più sbagliato. Lo sostiene uno studio della Stanford University, pubblicato su Proceedings ot the National Academy of Sciences, in cui i ricercatori hanno osservato due gruppi di studenti, uno abituato a utilizzare simultaneamente internet, televisione, telefono e l’altro low multitasker, ovvero, per dirlo con parole povere, abituato a fare una cosa alla volta.

LO STUDIO – Gli studenti multi e mono tasking sono stati sottoposti dagli esperti a tre tipi di test psicologici per misurare l’attenzione e la memoria e in tutti i casi gli studenti mono-tasking sono risultati i più capaci. Nella prima prova è stato chiesto ad entrambi i gruppi una performance riguardante l’abilità nell’ignorare le informazioni irrilevanti o, se si vuole girare il discorso, la capacità di cogliere i dati significativi di un problema. Nel secondo esperimento si è cercato di misurare l’organizzazione mnemonica dei partecipanti, chiedendo loro di individuare al volo le lettere mostrate che si ripetevano. Infine il terzo problema concerneva proprio la capacità di organizzare contemporaneamente più compiti.

IL RISULTATO – Il gruppo abituato a fare una cosa per volta ha dimostrato di avere più memoria e più concentrazione, di avere una maggior intelligenza sintetica e, dato ancor più significativo e sconcertante, di essere meglio degli high-multitaskers persino nella loro specialità, ovvero quella di fare tante cose contemporaneamente. Insomma la tendenza un po’ schizofrenica del multitasking peggiora le performance cognitive e non fa bene al cervello, che non è nato per svolgere più attività contestualmente. E allora si ribella.

Emanuela Di Pasqua

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