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Politica Locale
Inserito il 04 aprile 2007 alle 09:26:00 da davide. IT - Politica Locale
Indirizzo sito : Repubblica


Bartolo Pellegrino, leader del movimento "Nuova Sicilia" era stato assessore regionale al Territorio e Ambiente. Sarebbe stato "a disposizione" delle cosche del trapanese interessate agli appalti. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa anche il direttore del Demanio di Trapani



TRAPANI - Manette a Trapani per l'ex vicepresidente della Regione siciliana Bartolo Pellegrino, 73 anni, leader del movimento politico "Nuova Sicilia". Il politico č accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Gli inquirenti ritengono fosse la cerniera fra i clan mafiosi e la politica. Accordi boss-politici. Le intercettazioni ambientali hanno permesso alla polizia di evidenziare rapporti fra il politico con esponenti di Cosa nostra trapanese, tra cui Filippo Coppola, Francesco Bica e Francesco Orlando, quest'ultimo giā segretario particolare del politico. Per l'accusa i continui rapporti di Pellegrino con le cosche, avrebbero "permesso alla mafia di assicurarsi il controllo di rilevanti attivitā imprenditoriali nel settore edilizio ed urbanistico, programmando la realizzazione di speculazione mediante il mutamento della destinazione d'uso da verde agricolo a zona edificabile di ampie aree nel quartiere Villa Rosina di Trapani, modificandone gli indici di edificabilitā nel contesto del piano regolatore di Trapani". Pagato dalla mafia". Il quadro che ne deriva č quello di un sistematico appoggio di Pellegrino, giā assessore regionale al Territorio e Ambiente nell'amministrazione Cuffaro fra il 2001 e il 2003, alle attivitā ed agli interessi della mafia nel settore edilizio. L'ex vicepresidente della Regione, come sottolineano gli inquirenti, avrebbe fatto "mercimonio delle proprie funzioni di assessore", per avvantaggiare gli interessi dei mafiosi. Un giro di migliaia di euro. L'ex deputato regionale avrebbe accettato, come si legge ancora nel provvedimento cautelare, una somma di denaro da parte di Francesco Pace (al quale stamani č stato notificato in carcere il provvedimento cautelare), Antonino Birrittella (l'imprenditore arrestato per mafia due anni fa e adesso pentito) e dall'imprenditore Vito Agugliaro, la promessa di 500 euro per ciascuno degli appartamenti progettati dalla societā Mediterranea Costruzioni (cui Augugliaro era interessato). L'affare riguardava un ampio programma edilizio che si doveva realizzare nel quartiere Villa Rosina a Trapani e che prevedeva la costruzione di 600 appartamenti di edilizia residenziale.

"Progetto mafia e appalti". Attualmente Pellegrino era impegnato in una serie di accordi politici in vista delle elezioni amministrative di maggio. Il gip Antonella Consiglio gli ha concesso gli arresti domiciliari per via dell'etā avanzata. L'indagine della squadra mobile trapanese, denominata "Progetto mafia e appalti Trapani" costituisce uno sviluppo di attivitā investigative che il 24 novembre del 2005 avevano giā portato all'arresto di Francesco Pace, 65 anni, "reggente" di Cosa nostra a Trapani, e di altre 11 persone. A Pace oggi č stato notificato in carcere un nuovo ordine di custodia. Conivolti tre imprenditori. L'inchiesta ha coinvolto anche il direttore tributario dell'Agenzia del demanio Francesco Nasca, 61 anni, e gli imprenditori Vincenzo Mannina 46 anni, Michele Martines, 37 anni, e Mario Sucamele, 52 anni, quest'ultimo in passato giā indagato per mafia. Il direttore del Demanio a Trapani. Francesco Nasca, 61 anni, direttore tributario ell'Agenzia del Demanio di Trapani, ex responsabile del servizio preposto alla gestione ed alla destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose. E' accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La polizia ha accertato che Francesco Nasca avrebbe rallentato le procedure amministrative previste dalla legge nel settore della gestione e della destinazione dei beni confiscati alle organizzazione mafiose affinchč i beni ritornassero nella disponibilitā dei boss.

(4 aprile 2007)

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