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Cronaca
Inserito il 09 febbraio 2010 alle 10:48:00 da admin. IT - Cronaca
Indirizzo sito : Lastampa


Siracusa, un parroco e un avvocato
arrestati per immigrazione illegale



SIRACUSA
Sono stati arrestati anche un parroco e un avvocato nell'ambito di una indagine della polizia di Siracusa contro una banda accusata di gestire il racket per il rilascio di falsi permessi di soggiorno a clandestini. La base dell'organizzazione criminale sarebbe stata proprio la chiesa. Il religioso è padre Carlo D’Antoni, parroco della Chiesa di Bosco Minniti, e da tempo impegnato in prima linea nel sostegno ai disagiati e soprattutto agli immigrati. Il reato ipotizzato nei suoi confronti dal Gip di Catania, che ne ha disposto gli arresti domiciliari, è associazione per delinquere. Stessi reati sono contestati anche all’avvocato Aldo Valtimora, un professionista assai attivo anche lui nell’azione di sostegno e di assistenza ai migranti, e a un collaboratore del sacerdote, Antonino De Carlo, che sono stati posti anche loro agli arresti domiciliari. Analogo provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti di due nigeriani. A due loro giovani connazionali è stata imposta la misura restrittiva dell’obbligo di dimora. Per altre due nigeriane, al momento irreperibili, invece, il Gip di Catania ha emesso ordine di custodia cautelare in carcere per riduzione in schiavitù e sfruttamento.

La vicenda ruota attorno alla chiesa di Bosco Minniti di Siracusa, una delle parrocchie di frontiera spesso teatro di iniziative di sensibilizzazione e anche luogo di domicilio di numerosi migranti che poi chiedevano il permesso di soggiorno. Le accuse della polizia sono di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’illecita permanenza di stranieri nel territorio dello stato italiano, falso ideologico in atto pubblico e false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale. Le indagini, coordinate inizialmente dalla Procura della Repubblica di Siracusa e successivamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ruotano attorno a una presunta organizzazione criminale che aveva la sua base logistica proprio nella chiesa di Bosco Minniti a Siracusa.

Il clan, che avrebbe gestito la permanenza in Italia di extracomunitari di origine cinese e nigeriana, produceva e rilasciava, dietro lauti compensi, documenti falsi necessari per ottenere i relativi permessi di soggiorno per asilo politico o protezione, tanto da diventare un punto di riferimento a livello nazionale per i clandestini provenienti da diverse parti d’Italia. Attraverso questo sistema l’organizzazione sarebbe riuscita ad ottenere la regolarizzazione di numerose ragazze di origine nigeriana, avviate da tempo alla prostituzione in Campania. A due donne è stato contestato anche il reato di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.

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