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Cronaca
Inserito il 19 marzo 2010 alle 13:52:00 da admin. IT - Cronaca
Indirizzo sito : Corriereinformazione


Elettronica. Giambrone e Carlino: Fare chiarezza sulla vicenda STM-NUMONYX
Giovedì 18 Marzo 2010 15:58



Pesante accusa per l’azienda di elettronica catanese STM-NUMONYX. I Senatori Fabio Giambrone (foto 1) e Giuliana Carlino (foto 2) riassumono in un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro la storia della società Numonyx, nata da un'iniziativa della STMicroelectronics, società italo-francese operante nel settore dell'elettronica di cui il Governo italiano è uno dei più importanti azionisti.
“Vogliamo che il Governo verifichi immediatamente la correttezza dei comportamenti della STMicroelectronics - sostengono Giambrone e Carlino - che non ha mai completato lo stabilimento per il quale ottenne finanziamenti pubblici né ha mai iniziato la produzione di memorie flash. Con la cessione della Numonyx, tra l'altro, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, otterrebbe grandi vantaggi, in particolare l'estinzione di tutti i debiti contratti con le banche al momento della nascita  di questa società”.
Una richiesta corretta soprattutto in un periodo in cui la crisi attanaglia molte imprese italiane e si richiede l’ottimizzazione dei fondi pubblici per gli investimenti dei privati. La società di elettronica, continuano i senatori: “avrebbe impiegato centinaia di lavoratori  per produrre schede di memoria flash e per questo aveva ottenuto finanziamenti pubblici per circa 500 milioni di euro con cui doveva essere realizzato lo 'Stabilimento M6', un impianto supertecnologico a Catania. Invece, alla fine, l'azienda ha cambiato più volte nome, soci e produzione (adesso fa pannelli fotovoltaici), ha messo in cassa integrazione il personale ed è pronta per essere ceduta ad una società americana senza, peraltro, alcuna clausola di garanzia per il mantenimento dei livelli occupazionali”.
Il problema, quindi, si riversa anche sui lavoratori dislocati tra le sedi di Catania (402 unità), Agrate Brianza (MB) e Arzano (NA) “tutti ingegneri altamente specializzati, trasferiti da una società all'altra. Tali passaggi sono avvenuti, a quanto risulterebbe, violando la normativa posta a tutela dei lavoratori nel trasferimento di azienda. Per questo - concludono i due parlamentari  - chiediamo che il Governo, oltre a garantire la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, raggiunga con il contributo di tutte le parti interessate la predisposizione di adeguati piani industriali per tutelare un settore fondamentale quale quello dell’elettronica assicurandone lo sviluppo in particolare nelle zone economicamente svantaggiate del Paese”.

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