Dialoghi tra le nuvole

Lunedì

“Ehi Sally come stai?”

“Beh Sammy, tutto bene. Sono pronta da giorni e tu?”

“Pronto, ho l’itinerario chiaro in mente. Sei stata all’ultimo briefing? Cos’hanno spiegato?”

“Sì, ero in ultima fila. L’aula era piena… ormai siamo più in aula che in giro. Hanno spiegato la procedura per utilizzare la nuova macchina per il printing del colore… ognuno di noi ha un codice utente, La macchina ha una manopola più dettagliata per le sfumature e soprattutto il tasto verde va premuto solo a fine procedura”

“ah, ok, chiaro! Le solite procedure”

Mercoledì

“Ehi Sally come stai?”

“Beh Sammy, tutto bene. Sono pronta da giorni e tu?”

“Sempre pronto o quasi, stamattina non mi volevo alzare e anche oggi mi sono perso il briefing. Cos’hanno detto questa volta?”

“Nulla di nuovo: i soliti discorsi sulle rotte, le zone da evitare, cose così…”

“Ci sono novità sugli sganci?”

“Parzialmente, per la regione uno procede tutto come sempre per l’altra è tutto in gestazione. Lo sai che lì si va avanti con il contagocce”

Giovedì

“Ehi Sally come stai?”

“Beh Sammy, tutto bene. Sono pronta da giorni e tu?”

“Stamattina sono stato al briefing, è tutto pronto: tra domani e sabato si parte”

Sabato

“Forza Sammy che si è fatto tardi…”

“Scusa Sally, stanotte non ho dormito per catturare lo streaming e vedere Gomorra”

“Hai già caricato?”

“Sì, Sì, fatto. Dove scarichi oggi?”

“Devo arrivare a Brescia”

“Wow, io oggi percorso breve, mi fermo ad Accra”

“Ok, buon viaggio Sammy.”

Venerdì

“Ehi Sally come stai?”

“Beh Sammy, tutto bene, e tu?”

“Insomma! Sono stato interrogato dal Capo, hai sentito cosa è successo?”

“No, questa volta sono io che sono stata assente ai briefing. Dimmi…”

“Sono sei giorni che ad Accra c’è gente per strada, festeggiamenti ad ogni angolo delle strade. C’è qualcuno che ha addirittura proposto di mangiare un maiale, se c’è ne fosse uno in giro…”

“Ma stai scherzando?”

“No Sally, si grida al miracolo: in una famiglia è nato un figlio bianco. Ringraziano Allah per il dono… sarà un bambino fortunato”

“Sammy! Hai mica dimenticato la procedura per la macchina del colore?”

“Ehm, sono una cicogna distratta…”

Bandiera Rossa

“Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa trionferà”

Ve lo ricordate questo ritornello? Sono a 12 ore di volo da Roma, a Shanghai, e qui le bandiere rosse sventolano un po’ ovunque. Che il sogno comunista dei secoli scorsi sia qui?

Non ho una risposta, in meno di una settimana non mi posso arrogare il diritto di aver capito la Cina, al massimo posso fare qualche riflessione al vento…

Shanghai conta 26milioni di abitanti, è considerata (fonte Wikipedia) la più cosmopolita delle città cinesi, qui vivono tanti immigrati europei, americani, russi ebrei e coreani. Ho passeggiato in diverse parti della città ed ho sicuramente tre impressioni: una parità tra uomo e donna più forte che in Italia; la città molto pulita e apparentemente sicura, considerato che appunto parliamo di 26 milioni di abitanti. In una settimana ho incontrato tanti poliziotti ma tutti non armati, o comunque senza la pistola a vista, cosa molto frequente in Europa. Inoltre ho incontrato solo tre mendicanti, non è una misura questa ma forse è il classico sintomo che ci fa sentire poco bene!?. Terza cosa: una alta efficienza, non che lo siano le singole persone ma il loro insieme. Si ha davvero l’idea che qui abbiano una marcia in più: costruiscono ad ogni isolato una metropolitana nuova, un ponte, un giardino. Eh si, qui ho trovato molti più giardini di quanti mi aspettavo, una cura del verde maniacale, parchi pubblici dedicati a bambini e anziani. Sembra tutto in ascesa, ieri ho visitato i Giardini di Yu Garden dove c’è una rappresentazione della Cina del 1800-1850; tutto molto affascinante ma se paragonato all’Europa dello stesso periodo sembra medioevo.

Su alcuni muri ho anche visto messaggi iconografici di propaganda, forse non capisco il senso delle figure!

C’è qualcosa che storpia, qualcosa che non va: vedi tutti attaccati al cellulare e una marea di telecamere, in ogni angolo, magari sono spente ma hai l’impressione che sei sotto osservazione, e questo nonostante il senso di sicurezza che ho provato in giro. Per quanto riguarda l’uso del cellulare Si ha l’impressione che sia estremizzato, forse ci arriveremo anche in Italia: in alcuni incroci i semafori pedonali sono riportati a terra a fianco le strisce pedonali.

Certo qui non puoi usare Google, nè Whatapp, la chat più utilizzata “wechat” che gestisce la vita dei cinesi, ognuno ha in pratica un codice a barre, e basta scannerizzare quello di un altro per entrare in contatto, pagare il taxi o il pranzo. Anche le aziende lo usano perché è la somma di Facebook, Whatapp e i sistemi di pagamento. Comodissimo, peccato che il banner per la privacy che compare all’inizio dica quasi chiaramente che vi stai rinunciando, alla privacy intendo.

Giusto? Non lo so, come ho detto: in una settimana non ho capito alcunché. Ma la domanda più importante: è questo il comunismo? In un parco trovi la statua di Marx sorridente come se fosse stato raggiunto il suo disegno, in realtà io ho visto tanto capitalismo. Tutti i Mall di Nanjing Road hanno marche quali Prada, Valentino, Chanel, … tutti i marchi high level che conosco.

È palese che ci sono persone più agiate e persone che lavorano 20 ore al giorno, chi si permette il lusso di comprare vestiti italiani e chi tira a campare… senza che questa crei estremo malcontento. O non ho capito nulla!?

È chiara una gestione decisionale della macchina pubblica: il livello di occupazione sembra altissimo, e qui dicono che la scuola di Shanghai è tra le migliori al mondo.

Vita di celluloide

Trent’anni fa Arbore e Frassica cantavano “la vita è tutta un quiz…”, in una versione moderna dovrebbe essere “…è tutta un film…”.

Dopo gli attentati di Bruxelles mi ha fatto riflettere che uno dei terroristi, una volta arrestato, abbia detto di voler collaborare con la polizia, ma anche “…credevo di essere in un videogioco d’azione…”! 

Ma questo è un estremo: ci comportiamo quotidianamente come se fossimo in un reality o un film… Saviano racconta delle ville pacchiane dei camorristi che replicano il set televisivo di Scarface, quotidianamente vediamo personaggi Tv idolatrati come grandi personalità solo perché hanno riscaldato un trono, o occupato abusivamente una spiaggia in Nicaragua. È veritiera la canzone di J.Ax che siamo più attratti dal condividere una esperienza che viverla: una volta si aspettava l’alba del primo giorno dell’anno per emozionarsi non per distribuirla a terzi sconosciuti…

Vi piace il vostro TV?

Non affezionatevi troppo al vostro TV perché c’è il rischio (alto) di doverlo cambiare a breve ma non fatelo entro il 2016!

Eh sì, la Comunità Europea ha deciso di dedicare parte della banda a 700MHz al 5G, la telefonia di prossima generazione, e per farlo dobbiamo spostare altrove alcune emittenti TV, tra le quali Rai e Mediaset. E dunque…

…o si spengono un po di canali oppure si compattano nel minor spazio rimanente. Nel primo caso lo Stato dovrà pagare le penali a chi ha comprato le licenze e non se le vede garantite; nel secondo caso serve una nuova codifica: la DVBT-2!

Quando avverrà? Prima si parlava di 2022, ora di 2020 ma le compagnie telefoniche spingono per il 2018 per “drogare” il mercato che già oggi non accetta il 4G.

La codifica è sia trasmissiva che ricettiva: si devono adeguare le emittenti ma anche i TV, ma attenzione non esistono ancora nessun costruttore che vende TV con tali decoder e lo saranno solo da Giugno 2017!

Ora stasera controllate la temperatura del vostro TV, verificate che sia in salute e curatelo con cura… Adda passa a nuttata!

La nuova bolletta #Enel

Tutti abbiamo ricevuto la nuova bolletta Enel, ma quanti l’hanno letta un po’ più che svogliatamente?

Io l’ho fatto e non per pignoleria ma perché stupito dell’aumento del 25% rispetto all’ultimo bimestre con gli stessi consumi, kilowattora più kilowattora meno. E cosa ho scoperto?

Leggendola nulla, era pubblicizzata come “bolletta semplice” ma in realtà è vuota e non spiega alcun dettaglio di spesa tranne che … Se vuoi maggiori dettagli trovi la bolletta dettagliata online. È come se vai al supermarket e trovi il messaggio: “prendi tutto quel che vuoi e vai alla cassa”, sugli scaffali non ci sono i prezzi… E arrivi alla cassa e la cassiera vi chiede 94€, guardi il carrello e guardi la cassiera che comprende la tua faccia stupita che con voce candida ti dice: “se vuole lo scontrino dettagliato vada su internet, si registri al nostro sito web e avrà tutti i dettagli”.

Il paragone regge bene perché online comprenderai che è cambiato una cosa semplice: è stata annullata la proporzionalità ed è stata istituita la uguaglianza, mentre prima piu consumavi più pagavi oggi paghi il kilowattora allo stesso prezzo qualsiasi consumo ne fai! Quindi tutte le bollette più basse , a partire da quelle dei pensionati, vedono un rincaro e quelle più alte vedranno un risparmio… Se la somma farà sempre lo stesso totale ho i miei dubbi…

Pari e dispari

Continua la mia aritmetica spicciola: ci hanno insegnato già dall’infanzia che i numeri interi si dividono in numeri pari (2, 4, 6, …) e dispari (1, 3, 5, …). Forse furono gli Egiziani ad introdurre il concetto di numerazione decimale ma i Greci li separano in numeri pari e dispari e da li si penso alla loro aritmetica…

Un numero pari sommato ad un altro numero pari darà un numero pari, ma …

Se sommo due numeri dispari non ottengo un numero dispari ma un numero pari!

Ci avete mai pensato? È una sorta di processo anti-entropico, è come se i numeri dispari fossero anarchici ma basta metterli assieme per creare un po’ d’ordine. Certo son sempre lì che provano a sparigliare il mazzo, come a scopa: chi riceve carte spariglia, chi da carte pariglia. Allo stesso modo se sommo un numero pari ad uno dispari vince quest’ultimo, ne basta uno in una lunga catena a guastare la festa…

Chiaro no?

La scuola ha provato ad insegnarcelo dall’asilo, quando ancora usavamo poco i numeri ma tutti indossavamo il grembiule, quella stoffa blu per i maschietti e bianca (ai miei tempi) per le femminucce era come il mazziere: rendeva tutti pari, non contavano le famiglie di provenienza, se eri ricco o povero… Si era tutti pari!

addizioni e sottrazioni

Le addizioni e le sottrazioni sono alla base della matematica dai tempi della antica Grecia.

Prima impariamo a contare e poi a sommare, fino a 10 con due mani ed usando le dita. Le alziamo per sommare e le abbassiamo per sottrarre.

Oggi non più! La matematica moderna è per sole sottrazioni…

…un crocifisso può offendere? Lo togliamo. Il Canto di Natale crea disparità? Lo facciamo a gennaio e lo trasformiamo in Canto d’Inverno. Fra un po’ aboliamo le festività? La maggior parte delle feste nazionali sono religiose: l’epifania, la Pasqua, ferragosto, l’otto dicembre, il Patrono della Città ed ovviamente Natale.

Tutto in virtù dell’accoglienza agli immigrati. Ma è giusto?

Non ho una risposta sicura ma mi chiedo: pur restando come caposaldo che lo Stato deve essere laico, non si sentirebbero più accolti se festeggiassimo anche il loro Dio? Che si chiami Jahweh, Allah o Dio c’è chi crede che parliamo dello stesso Creatore.

Credo che una scuola accogliente debba essere multi-culturale, non sterile e agnostica. I bimbi non hanno pregiudizi se non li inculchiamo loro. Sono molto più aperti di quel che credono i loro genitori, e poi cosa c’è di meglio di una festa per creare integrazione?

E Novembre passo…

Il Natale è prossimo. Lo dicono le pubblicità con i loro slogan: “a Natale si può amare di più”, “a Natale si può fare quello che non puoi fare mai…”, “a Natale siamo tutti più buoni”

Purtroppo niente di più falso! I fatti di Parigi sicuramente acutizzano l’escalation degli ultimi anni, ma ormai abbiamo dimenticato la Seconda Guerra Mondiale e siamo alla terza generazione post-bellica… La memoria è breve ed oggi il progresso, la TV e Internet hanno reso le notizie volatili, fugaci al punto che ti meravigli se ti ricordi un fatto di qualche tempo fa.

Abbiamo dimenticato quel che ci raccontavano i nonni: la povertà, la paura e l’eroismo. In questi giorni riscoprivo le quattro giornate di Napoli grazie ad un libro di Erri De Luca. Quei fatti del 43 che probabilmente hanno cambiato il corso della storia, saremmo più capaci di ribellarci in modo pacifico come fu fatto 72 anni fa? 

Sappiamo perdonare chi ci frega il posteggio o chi ci sorpassa a destra?

Assolutamente no! 

Come pretendiamo che il denaro non ingeneri odio? Eh sì: il denaro per invidia, il denaro per accidia, il denaro come scusa data in mano a chi usa burattini in un teatro di cartapesta alle periferie del mondo, questo mondo rotondo e affollato al punto che la mia periferia è il vicinato del mio nemico che odierà me sempre più di quanto io possa odiare lui…

[cit] Zero Zero Zero

Sperando di non violare (troppo) i copyright Feltrinelli e di Roberto Saviano, desidero condividere un brano del suo libro…

Rispetto: parola imbrattata dall’uso che ne fanno le mafie di tutto il mondo. [..] Rispetto, fratello. Eppure questa parola violata e ridicolizzata continua a significare qualcosa di essenziale. La certezza di possedere, di diritto, un posto nel mondo e fra gli altri, ovunque uno si trovi. Persino nel nulla di un buco sottoterra o nel vuoto di una cella di isolamento.

Invece chi si pone dalla parte della giustizia perde molto spesso anche questa certezza. [..] Ci penso spesso quando, dentro di me, cerco di fare i conti con chi mi accusa di aver avuto troppa attenzione pubblica. Niente sostituisce gli amici che si perdono, le città abbandonate, i colori, i sapori, le voci, l’uso di un corpo che può muoversi liberamente, camminare, sedersi su un muretto per guardare il mare, sentire il vento che entra nei vestiti. L’attenzione pubblica può pesare addosso come una sorta di prigione. Ma è anche parente del rispetto. L’attenzione ti trasmette che il tuo esistere conta per gli altri. Ti dice che esisti.

Io ne ho visto cose…

…che voi umani non potreste immaginarvi. … e il mio scritto dovrebbe finire qui! Lo giuro, ho trovato un sito di fantascienza al cui confronto Philip K Dick (l’autore del libro da cui è stato tratto Blade Runner) sembra un pivello e tutto detto e fatto (forse questo no…) a Catania.

Di che parla?

  1. di “Vulcano” il treno costruito in Polonia e che vedremo a Catania a Natale.
  2. di “Etnarail” la metropolitana leggera su monorotaia che collegherà Pedara, Mascalucia, San Gregorio di Catania, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e San Giovanni la Punta. Ma non sarà un trenino qualsiasi ma sarà driverless, ovvero senza conducente, con aria condizionata, luci a LED di diversi colori e finestre panoramiche.
  3. e in crescendo… la metropolitana di Catania che sarà pronta nel 2022 per un totale di 19,4 km da Misterbianco all’aeroporto passando per Nesima, Borgo, Stesicoro e Librino.
  4. ed infine, i miei occhi ormai stupefatti (o tumefatti) guardano i rendering 3D di Corso Martiri della Libertà, dopo Piazza Europa che è diventato il posto più insicuro di Catania ora strombazziamo la costruzione di 500.000 metri cubi di costruzione per una spesa di 81,4 milioni di euro…

di che sito web parlo? Curiosoni….

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