Un foglio bianco…

C’è la voglia di scrivere ma il foglio bianco (o meglio lo schermo bianco) intimidisce un po’…

La vacanza in Puglia mi sta dando la possibilità di vedere le carenze della Sicilia, ormai mia regione d’adozione… Strade, turismo e gentilezza del popolo pugliese creano un abisso tra questo nord est e la Sicilia. Qui non c’è Salvini o Tosi ma Vendola e non credo sia merito suo… è la natura delle persone locali: coccolare il turista, creare strutture ricettive e poi (forse) la politica locale crea i mezzi: una sagra ad ogni angolo, la pulizia dei luoghi e soprattutto le strade che in Sicilia ci sogniamo, prendo ad esempio la Strada Statale 16 a quattro corsie da Padova a S. Maria di Leuca che attraversa la Puglia da nord a sud… Per chi non l’ha percorsa vi assicuro che è meglio della Catania – Messina.

Che dire quindi: W la Puglia e prendiamo l’esempio da loro, quest’anno il solo Salento avrà più turisti che la Sardegna

Ciao Amici!

Benvenuto in WordPress. Questo è il mio primo articolo del nuovo corso. Ho riportato (o sto riportando un po’ alla volta) la mia memoria passata, o meglio i miei scritti corsari… ovviamente ogni ripubblicazione potrà includere qualche piccola revisione aggiornata ai tempi moderni…

Buona Lettura!

Guardare oltre…

Fa un certo effetto sentirsi dire “perdere un figlio è una delle cose più devastanti che ti possano accadere, ma se non avessi perso mio figlio non avrei scoperto tante delle cose che mi circondano e a cui prestavo poca attenzione. Quante delle cose che programmi nella vita vanno in porto? Poche, realmente poche! Il resto lo fai adattandoti alla vita e a quello che ti arriva. Grazie alla malattia di Carmine ho scoperto un mondo di sofferenza, ed ho riversato in quel mondo la mia sofferenza per alleviare gli altri. È come tenere in vita mio figlio, ora quel l’ospedale è un fiore all’occhiello di Napoli”.

Ed ecco che mi mostra un video

Il cui sottotitolo è scritto dalla sua regista

Di cancro si può guarire! e nel corso della guarigione è forse bene ricordare che anche nella malattia il bambino mantiene integra la sua umanità, un’umanità che si esprime con forza ed energia nel modo che gli è proprio: nel gioco! E nel gioco la proiezione nel futuro è sempre possibile! lasciamo che i bambini ce lo insegnino e permettiamo al gioco di infondere in noi e nel bambino stesso energie positive e buon umore.
(Luisa Guarro)

Un saluto a Pallino

Quando sei arrivato a casa eri piccolo, nero e pulcioso. Un dono non gradito, forse avevo paura di te o, forse avevo paura della tua capacità di farti spazio nella mia vita e nel mio cuore.

Già da subito hai dimostrato il tuo comportamento ribelle ed irriverente; mai avevo visto un gatto ringhiare, tu lo facevi ogni qualvolta entrava in casa qualcuno che non gradivi. Ma allo stesso tempo sapevi essere dolce e coccoloso, tu solo mi facevi compagnia nei lunghi pomeriggi di studio accoccolato sulle mie gambe o, seduto sul tavolo nella tua posizione statuaria a scrutarmi e notare in me ogni segno di cedimento verso quei libri che tanto odiavo. I tuoi miao mi destavano da sogni ad occhi aperti e mi aiutavano a tornare a riapplicarmi allo studio.

Forse la mia laurea la debbo anche a te, alla compagnia e alla gioia che mi hai donato. Nei momenti di sconforto abbracciavo te quasi a strozzarti, come quel non lontano febbraio ’98 in cui mi cascava il mondo addosso e non sapevo guardar dentro di me; c’eri tu che ad ogni occasione mi facevi sorridere e arrabbiare.

La laurea è stata per te forse un trauma, non ero più a casa tutto il giorno e tutti i giorni, mi cercavi ed aspettavi con ansia i fine settimana. Appena varcavo la soglia di casa si leggeva nei tuoi occhi il non saper che fare: essere offeso per esser stato da solo o fare le fusa a rompicollo, sceglievi sempre quest’ultime.

Tanti anni trascorsi assieme, ed ora ci hai lasciato con un vuoto nel cuore incredibile. Ogni angolo rivela la tua assenza, ogni oggetto di questa casa è legato a te. Non pensavo che la perdita di un gatto potesse essere tanto dolorosa, ma tu sei stato per noi qualcosa di più che un gatto, un figlio per mamma ed un fratello minore per me. Anche negli ultimi giorni in cui avresti dovuto avere ottanta anni per noi eri il piccolo Pallino.
Ciao e Grazie di esser stato nella mia vita

…e Voi sapete contare i tombini?

Dalla nostra sicilia ed in particolare palermo, emerge che paghiamo 800 euro persone che contano i tombini e gli fanno le foto. Non ci credete?

PALERMO – C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso. Come quei 397 assunti senza concorso nelle aziende comunali. I loro nomi sono stati tenuti segreti per un po’.
Nella Sicilia degli sprechi e degli imbrogli, degli accordi sottobanco, della Regione idrovora con i suoi stellari costi sanitari e i suoi debiti miliardari, si continuano a buttare soldi e a moltiplicare poltrone e compensi e consulenze. È sempre festa a Palermo. Si cancellano 1700 posti letto negli ospedali pubblici, si chiudono guardie mediche, ma quando c’è da assumere figli e mogli e cognati non si bada a spese. L’ha fatto anche il neo presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché. Nello stesso giorno in cui annunciava tagli a Palazzo dei Normanni – venerdì 15 settembre – ha chiesto anche due autisti in più: voleva uomini di fiducia per i suoi spostamenti nell’isola per i prossimi quattro anni. E siccome le auto blu della Regione le possono guidare solo i dipendenti, il presidente del parlamento siciliano prima o poi sarà accontentato.

Con 15mila e 500 dipendenti e quasi 100mila stipendi pagati ogni mesi, la bancarotta della Regione non ci sarà certo per i due prossimi fortunati autisti.
È un circolo vizioso. Denaro investito per sperperare denaro. È il caso di quei settanta lavoratori di “Palermo Ambiente”, azienda costituita tra la Provincia e i comuni di Palermo e Ustica per la gestione integrata dei rifiuti. Formati in un corso finanziato in parte dalla Comunità europea, per sette anni sono stati precari e poi – nove mesi fa – l’assunzione a tempo indeterminato. Una cinquantina di loro ogni mattina esce dall’ufficio, sale in auto e va verso un quartiere. Lì cominciano a contare i tombini e le feritoie sui marciapiedi, quelle per il deflusso delle acque piovane. Poi tornano in ufficio con un foglio zeppo di numeri: la lista dei tombini di Palermo.

A volte ricevono l’ordine di fotografarli, uno per uno, rione per rione. Fino a qualche mese fa gli ispettori ambientali andavano in giro per le vie della città a intervistare i palermitani. Dovevano fare solo una domanda, sempre la stessa: “Palermo è sporca o pulita?”. Quell’altra ventina di ispettori ambientali è invece “distaccata” negli uffici con un compito specifico: controllare le presenze dei cinquanta che stanno fuori a contare tombini. L’amministratore delegato di “Palermo Ambiente” ha fatto sapere che “si tratta di una situazione temporanea e che le attività della società devono essere ancora delineate”.

Se non siete ancora sazi di leggere allegerisco il tiro con un fatto di cronaca:

MILANO -Tradito dal suo cellulare e dalla sua sbadataggine. Massimo Russo, 35 anni, lo ha perso dopo aver rapinato due anziane. L’apparecchio è finito in mano a una delle vittime, poi ai carabinieri, che lo hanno subito arrestato.

Da poco scarcerato grazie alla legge sull’indulto, Russo ha minacciato due donne con un coltello nella provincia milanese. La prima, un’anziana, a Buccinasco. Le ha strappatro la borsa, portandole via 15 euro. La seconda ad Assago, a pochi chilometri di distanza. Questa volta gli è andata ancora peggio, la signora aveva con sè solo 5 euro.

Ad un certo punto si è accorto di non avere più il suo cellulare e ha chiamato il proprio numero. Il telefonino era finito nelle mani della prima vittima che prontamente lo aveva consegnato ai carabinieri. Con una trappola, al momento della chiamata, Russo è stato incastrato. All’appuntamento per la riconsegna si è trovato di fronte le forze dell’ordine. Ha anche cercato di sottrarsi alla cattura scagliandosi contro i militari, ma gli è andata male. Non solo. Il ladro dovrà rispondere anche di ricettazione: si è infatti presentato con un ciclomotore rubato.

Alla prossima

Non sputarla…

Buondì

eccoci a giovedi’, la mente si porta gia’ al weekend per riposarsi da questa stancante settimana.

Per molti la notizia del giorno e’ la sconfitta, anzi la strapazzata, subita dall’Italia dalla Francia per 3 a 1. Per fortuna che non ho visto la partita, ho evitato di innervosirmi…

Per i siciliani spicca la notizia apparsa su un quotidiano locale: “Cinesi a Catania per studiare l’arancia rossa”, mi toglieranno anche il mio bel tarocco?
Io vorrei riportarvi l’intervista a Ferruccio Mazzola, fratello di Sandro, che giocò per un breve periodo nell’Inter rilasciata all’Espresso e tratta dal Blog di Beppe Grillo. Ne riporto due brani:

“… Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti i calciatori. Ho visto l’allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello Sandro a dirmi: se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via. Così facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel giorno ‘il caffè’ di Herrera divenne una prassi all’Inter”

“I miei compagni di allora che si sono ammalati e magari ci hanno lasciato la pelle. Tanti, troppi… Il primo è stato Armando Picchi, il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale. Poi è stato il turno di Marcello Giusti, che giocava nelle riserve, ucciso da un cancro al cervello alla fine degli anni ’90. Carlo Tagnin, uno che le pasticche non le rifiutava mai perché non era un fuoriclasse e voleva allungarsi la carriera correndo come un ragazzino, è morto di osteosarcoma nel 2000. Mauro Bicicli se n’è andato nel 2001 per un tumore al fegato. Ferdinando Miniussi, il portiere di riserva, è morto nel 2002 per una cirrosi epatica evoluta da epatite C. Enea Masiero, all’Inter tra il ’55 e il ’64, sta facendo la chemioterapia. Pino Longoni, che è passato per le giovanili dell’Inter prima di andare alla Fiorentina, ha una vasculopatia ed è su una sedia a rotelle, senza speranze di guarigione…”

(Vignetta: Berlusconi che risulta indagato da un giudice spagnolo per tangenti in TeleCinco.)

060907

Il solito maschilismo

Ieri mattina mi sono recato in edicola per comprare Io Donna il supplemento del sabato del Corriere della Sera, cercavo un intervista “a me medesimo” che credevo apparisse su questo numero. [ndr ovviamente l’articolo non è mai apparso… nè quel giorno nè mai]

Pieno di pregiudizi verso i magazine femminili ho iniziato a sfogliare velocemente la rivista in cerca dell’articolo incriminato. Cerco l’indice, lo trovo leggo i titoli e non mi dicono nulla, decido di scorrere le pagine e niente! Belle foto, tante parole scritte ma niente articolo, un attimo…  … non ho trovato ricette, lettere al ginecologo e interminabili pagine di moda, profumi e amenita’. Un attimo!? Torno a sfogliare Io Donna e mi scopro interessato agli articoli: una lettera al sindaco Moratti; un servizio sulla Liberia e il suo nuovo presidente donna; articoli di Severgnini ed altri editorialisti del corriere, un articolo sulla riforma costituzionale, ed ecco la moda. Ma siamo già a tre-quarti di rivista e le pagine dedicate alla moda sono realmente poche.

Chiudo la rivista e mi sento un po’ pirla, l’altro giorno Black Mamba mi aveva detto che il magazine era fatto bene, ma non ci credevo. La riapro dimenticando il titolo e mi immergo nella lettura molto interessante.

…Beh lasciatemi leggere, e magari lo compro anche sabato prossimo…

Mondiali di Calcio

Mondiali di Calcio Germany 2006

Le partite sono iniziate da un paio di giorni, le prime grandi sono scese in campo: Germania, Inghilterra, Argentina. Domani tocca all’Italia, che contro il Ghana dovrà buttare alle spalle le polemiche italiane su Calciopoli, triste nome per uno dei momenti più brutti del calcio italiano. Indelebili nella memoria le parole di Luciano Moggi che ha parlato a Bari dopo la festa scudetto: “Per favore non fatemi domande perchè mi manca l’anima, che mi è stata uccisa. Sono qui per informarvi che domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus. Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo e penserò solo a difendermi da tante cattiverie”. No Comment!

Domani l’urlo “Forza Italia” verrà fuori in modo strozzato? Oppure sarà un momento liberatorio per dimenticare in quei 90 minuti Calciopoli, la politica, il lavoro, la durezza della vita quotidiana?

Iran e il suo nucleare

L’altro giorno guardavo Il Grande Talk, programma televisivo sulla TV, dove la giornalista del La7 Rula Jebreal criticava l’italiano medio per la scarsa attenzione alla politica estera, al poco spazio che se ne da nei Tg e nei giornali, anche se non si fa che parlare di globalizzazione. Sentitomi italiano medio, ho provato a leggere le pagine di politica estera del Corriere e prestare maggiore attenzione alla politica internazionale in TV. Ecco che l’argomento comune è uno solo: la preoccupata situazione iraniana e il pericolo nucleare. Ma, il ricordo recente dell’Iraq e le armi di distruzioni di massa mi porta ad aver dubbi: allora si era sicuri degli armamenti di Saddam Hussein, e ora? Si parla di centrifughe per arricchire l’uranio, di usi civili e bellici dell’uranio e delle centrali, ma qual’è la verità?

Come sempre in questi casi, le notizie che si leggono sui giornali o si ascoltano in tv sono varie ma con un punto in comune: 1400 centrifughe presenti o in costruzione. Ecco un punto di partenza, cosa si può fare con 1400 centrifughe? Beh, si riescono ad arricchire in un anno 25 kg di uranio con le quali alimentare due testate nucleari. Bingo! Se Ahmadinejad sta costruendo le centrifughe vuol dire che ha intenzione di avere l’arma atomica, due testate sono un deterrente (e quindi una difesa) ed una minaccia! Non dimentichiamoci Hiroshima, le migliaia di morti e la fine della seconda guerra mondiale.

Eh sì, proprio mentre mi stavo convincendo che è giusto fermare l’Iran e la sua corsa verso il nucleare mi torna in mente una notizia: anche l’Iraq si diceva aver acquistato uranio dal Niger, ma era una balla dei nostri servizi segreti! Ahmadinejad afferma e non smentisce la costruzione delle centrifughe ma, dice di volerle usare per usi civili. Si dice essere fanatico, ma che speranze avrebbe di usare l’arma atomica e passarla liscia? Internet dice che i maggiori obiettivi dell’Iran, il Pakistan e Israele hanno 60 e 100 testate nucleari, rispettivamente. Min..a, le due testate diventano quisquiglie ora! Per averne 60 devo aspettare 30 anni o, se raddoppiano le centrifughe quindici o dieci. E allora perchè questa fretta nel minacciare Iran e non affidarsi ad una stressante diplomazia, embarghi e sanzioni? Perchè il New Yorker dice che l’attacco avverrà entro novembre?

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