Pari e dispari

Continua la mia aritmetica spicciola: ci hanno insegnato già dall’infanzia che i numeri interi si dividono in numeri pari (2, 4, 6, …) e dispari (1, 3, 5, …). Forse furono gli Egiziani ad introdurre il concetto di numerazione decimale ma i Greci li separano in numeri pari e dispari e da li si penso alla loro aritmetica…

Un numero pari sommato ad un altro numero pari darà un numero pari, ma …

Se sommo due numeri dispari non ottengo un numero dispari ma un numero pari!

Ci avete mai pensato? È una sorta di processo anti-entropico, è come se i numeri dispari fossero anarchici ma basta metterli assieme per creare un po’ d’ordine. Certo son sempre lì che provano a sparigliare il mazzo, come a scopa: chi riceve carte spariglia, chi da carte pariglia. Allo stesso modo se sommo un numero pari ad uno dispari vince quest’ultimo, ne basta uno in una lunga catena a guastare la festa…

Chiaro no?

La scuola ha provato ad insegnarcelo dall’asilo, quando ancora usavamo poco i numeri ma tutti indossavamo il grembiule, quella stoffa blu per i maschietti e bianca (ai miei tempi) per le femminucce era come il mazziere: rendeva tutti pari, non contavano le famiglie di provenienza, se eri ricco o povero… Si era tutti pari!

addizioni e sottrazioni

Le addizioni e le sottrazioni sono alla base della matematica dai tempi della antica Grecia.

Prima impariamo a contare e poi a sommare, fino a 10 con due mani ed usando le dita. Le alziamo per sommare e le abbassiamo per sottrarre.

Oggi non più! La matematica moderna è per sole sottrazioni…

…un crocifisso può offendere? Lo togliamo. Il Canto di Natale crea disparità? Lo facciamo a gennaio e lo trasformiamo in Canto d’Inverno. Fra un po’ aboliamo le festività? La maggior parte delle feste nazionali sono religiose: l’epifania, la Pasqua, ferragosto, l’otto dicembre, il Patrono della Città ed ovviamente Natale.

Tutto in virtù dell’accoglienza agli immigrati. Ma è giusto?

Non ho una risposta sicura ma mi chiedo: pur restando come caposaldo che lo Stato deve essere laico, non si sentirebbero più accolti se festeggiassimo anche il loro Dio? Che si chiami Jahweh, Allah o Dio c’è chi crede che parliamo dello stesso Creatore.

Credo che una scuola accogliente debba essere multi-culturale, non sterile e agnostica. I bimbi non hanno pregiudizi se non li inculchiamo loro. Sono molto più aperti di quel che credono i loro genitori, e poi cosa c’è di meglio di una festa per creare integrazione?

E Novembre passo…

Il Natale è prossimo. Lo dicono le pubblicità con i loro slogan: “a Natale si può amare di più”, “a Natale si può fare quello che non puoi fare mai…”, “a Natale siamo tutti più buoni”

Purtroppo niente di più falso! I fatti di Parigi sicuramente acutizzano l’escalation degli ultimi anni, ma ormai abbiamo dimenticato la Seconda Guerra Mondiale e siamo alla terza generazione post-bellica… La memoria è breve ed oggi il progresso, la TV e Internet hanno reso le notizie volatili, fugaci al punto che ti meravigli se ti ricordi un fatto di qualche tempo fa.

Abbiamo dimenticato quel che ci raccontavano i nonni: la povertà, la paura e l’eroismo. In questi giorni riscoprivo le quattro giornate di Napoli grazie ad un libro di Erri De Luca. Quei fatti del 43 che probabilmente hanno cambiato il corso della storia, saremmo più capaci di ribellarci in modo pacifico come fu fatto 72 anni fa? 

Sappiamo perdonare chi ci frega il posteggio o chi ci sorpassa a destra?

Assolutamente no! 

Come pretendiamo che il denaro non ingeneri odio? Eh sì: il denaro per invidia, il denaro per accidia, il denaro come scusa data in mano a chi usa burattini in un teatro di cartapesta alle periferie del mondo, questo mondo rotondo e affollato al punto che la mia periferia è il vicinato del mio nemico che odierà me sempre più di quanto io possa odiare lui…