Voci di un tempo

Quando guardo un bambino con in mano un cellulare, un tablet o qualsiasi oggetto tecnologico provo un po’ di invidia per la capacità e la velocità con cui interagiscono con la tecnologia moderna.

E poi in un cortile vedi alcuni bambini tra i sei e gli otto anni e ascolti le voci di un tempo: “fallo a portiere, fallo, è fallo”, o “rigore, ti dico che è rigore” o “non è gol, la porta finisce qua” e il ragazzino mima il palo e indica la distanza tra se e dove la palla dice che sia passata.

Fantastico come una palla sia immemore del tempo trascorso e riesca ad essere uguale a se stessa a distanza di anni, forse decenni…

La chiccha è: “Te lo dico io che ieri ho visto la partita”!

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