La pubblicità che non buca… 1/2

Chi mi conosce sa che sono un fanatico di spot pubblicitari, mi piace vedere come si trasmette un messaggio in soli 30″ (ridotti a 15″ quando il messaggio diventa implicito).

Per vendere un automobile provi a vendere un emozione: sportiva con curve e primi piani di contagiri, sicura per grandi viaggi attraverso immagini con grandi spazi e paesaggi mozzafiato, e così via…

La famiglia felice per venderci pasta, merende, latte, formaggi …

Poi ci sono le pubblicità che giocano con le parole, faccio spesso l’esempio della pubblicità somatoline che afferma “la cellulite è una malattia”,  prendendo il termine nella sua accezione generale (da Wikipedia “Anormale condizione dell’organismo (animale o vegetale), causata da alterazioni organiche o funzionali”), facendo leva sul fatto che noi associamo malattia a problemi gravi di salute. Infatti, se abbiamo l’influenza non diciamo di esser malati, se abbiamo un emicrania non parliamo di malattia. Ma questo lo spot non lo dice, cerca di venderti un prodotto e pertanto cerca di creare un’esigenza…

…è una delle modalità più affascinanti del marketing: creare una domanda dove non c’era, prendiamo l’esempio delle cialde di caffè, eravamo il primo consumatore al mondo di caffè e moka ed ora c’è una macchinetta a cialde in ogni casa.

Ho scritto tanto ma non sono arrivato ancora al punto focale e visto che mi sembrate distratti continuo domani…

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