Rinnovo Contratti Collettivi

Fra tre mesi scadranno i contratti collettivi per 7 milioni di lavoratori italiani appartenenti ai settori metalmeccanici, chimici ed alimentari. Confindustria sta già preparando la battaglia sull’entità dell’aumento monetario che i lavoratori si aspettano e gli industriali vogliono negare…

…le motivazioni di Confindustria, divulgate dalle pagine del Sole 24 Ore di ieri, sono prevalentemente due:

  • l’aumento degli ultimi anni è stato superiore all’inflazione reale perchè basato sull’inflazione programmatica di tre anni fa.
  • c’è forte richiesta di competitività ed un aumento di stipendio va in contrasto con questo.

Il primo punto mi sembra quanto mai pretestuoso perchè è un rischio che entrambi gli attori attorno al tavolo: imprenditori e lavoratori prendono. Quando in passato l’inflazione è stata ben superiore a quella programmatica il lavoratore ha “leccato la sarda” come si dice in Sicilia! Inoltre, alcune (forse troppe) aziende hanno usufruito della clausula (vessatoria per i lavoratori) che permetteva loro di posticipare l’aumento previsto, questo ha portato un vantaggio ad una sola delle due parti.

Il secondo punto mi suona come il corno che pre-annunciava la battaglia nel 1800, solo che qui parliamo di guerra fra poveri. Mettiamo dei tetti massimi agli stipendi degli amministratori delegati (con il modello tedesco) e poi ne riparliamo…

Un ulteriore nota dolente è che il Governo ha nella manica una delega non ancora sfruttata che riguarda proprio i contratti collettivi: in pratica dice che se i Sindacati e Confindustria non troveranno un accordo sarà poi il Governo a scegliere e secondo voi a favore di chi andrà?

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