Rinnovo Contratti Collettivi

Fra tre mesi scadranno i contratti collettivi per 7 milioni di lavoratori italiani appartenenti ai settori metalmeccanici, chimici ed alimentari. Confindustria sta già preparando la battaglia sull’entità dell’aumento monetario che i lavoratori si aspettano e gli industriali vogliono negare…

…le motivazioni di Confindustria, divulgate dalle pagine del Sole 24 Ore di ieri, sono prevalentemente due:

  • l’aumento degli ultimi anni è stato superiore all’inflazione reale perchè basato sull’inflazione programmatica di tre anni fa.
  • c’è forte richiesta di competitività ed un aumento di stipendio va in contrasto con questo.

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Io ne ho visto cose…

…che voi umani non potreste immaginarvi. … e il mio scritto dovrebbe finire qui! Lo giuro, ho trovato un sito di fantascienza al cui confronto Philip K Dick (l’autore del libro da cui è stato tratto Blade Runner) sembra un pivello e tutto detto e fatto (forse questo no…) a Catania.

Di che parla?

  1. di “Vulcano” il treno costruito in Polonia e che vedremo a Catania a Natale.
  2. di “Etnarail” la metropolitana leggera su monorotaia che collegherà Pedara, Mascalucia, San Gregorio di Catania, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e San Giovanni la Punta. Ma non sarà un trenino qualsiasi ma sarà driverless, ovvero senza conducente, con aria condizionata, luci a LED di diversi colori e finestre panoramiche.
  3. e in crescendo… la metropolitana di Catania che sarà pronta nel 2022 per un totale di 19,4 km da Misterbianco all’aeroporto passando per Nesima, Borgo, Stesicoro e Librino.
  4. ed infine, i miei occhi ormai stupefatti (o tumefatti) guardano i rendering 3D di Corso Martiri della Libertà, dopo Piazza Europa che è diventato il posto più insicuro di Catania ora strombazziamo la costruzione di 500.000 metri cubi di costruzione per una spesa di 81,4 milioni di euro…

di che sito web parlo? Curiosoni….

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E la Mafia Siciliana perse il titolo…

Guardi la TV e credi che la mafia sia tutta “cosa nostra”, uomini d’onore siciliani che col fare da Padrino (di Coppola) imbastiscono affari loschi. 
La realtà è altra, l’aveva sottolineato più volte Nicola Gratteri nei suoi libri ma in pochi gli avevano dato ascolto fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori…
È notizia fresca fresca che i boss palermitani per la droga si riforniscono dalla ‘Ndrangheta. Eh sì, la mafia calabrese si dimostra più flessibile della siciliana, pronta a creare qualsiasi business.

 Questa sua capacità di adeguarsi in ogni situazione le ha permesso negli anni di diventare la mafia a livello economico più potente in Europa e di detenere il monopolio della droga.  
Lo dimostra la maxi operazione di pochi giorni fa che ha portato all’arresto di 48 persone con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità delle condotte criminose. Cose serie, eh!
Dall’inchiesta è emerso come la ‘Ndrangheta godeva di due canali per il traffico di stupefacenti verso la Sicilia, uno con i boss palermitani e l’altro con la provincia di Ragusa.

A Palermo sarebbe stato il boss Pietro Tagliavia, arrestato nella retata, ad avere “un consolidato rapporto con la cosca Coluccio” secondo i magistrati di Reggio Calabria. Si tratta del figlio di Francesco Tagliavia, lo storico boss di Corso dei Mille condannato all’ergastolo per la strage di via dei Georgofili a Firenze

Per il versante orientale, invece, i Comisso e i Crupi si sarebbero rivolti a Giovanni Cilia, considerato un uomo autorevole all’interno del clan Dominante-Carbonaro. Secondo le indagini Giovanni Cilia assieme ai due figli Rosario ed Emanuele, (tutti finiti in manette con il blitz dei giorni scorsi) avrebbero gestito un fiorente traffico di droga occultandolo dietro alcune società che commerciano fiori. Un sistema strategico per eludere i controlli dei cani antidroga e per coprire il traffico attraverso società legali. 

[cit.] I due clan reggini sono diventati anche “riferimento della mafia per il traffico di marijuana”. “Ora – ha detto il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri – è Cosa nostra che chiede all’’ndrangheta la droga, si rifornisce dalla criminalità calabrese, che ha preso le redini di questo traffico a tutti gli effetti”. Addirittura la ‘Ndrangheta avrebbe scavalcato Cosa nostra anche per i contatti con la mafia americana nel traffico di droga, ha spiegato Gratteri: “Anche Cosa nostra americana non parla più italiano, non c’è più il legame di prima con la Sicilia. Adesso la mafia americana si affida ai calabresi per spaccio e traffico, soprattutto di cocaina. Milano, invece, è la più grande piazza di consumo di cocaina d’Europa”.

338 morti

Due anni fa morivano 368 persone nelle acque tra Lampedusa e la Libia, quel braccio di mare che separa donne e uomini dalla guerra, le torture, la fame lasciandole alle spalle…

Le migliori parole sull’accaduto le ha scritte Carmen Consoli:

La Notte Più Lunga

Verso l’alba avvistammo quella barca malandata 

tracimante di persone che agitavano le braccia  

un carico di tragica speranza 

di vite inscatolate senza alcuna etichetta  

Quella sera il nostro mare avrebbe riportato a riva 
anche il resto del composito equipaggio senza vita 

Chi governerà questa furia mediatica 

parole d’autore intrise di dolore, 

correte tutti è in onda il nuovo reality in mondo visione 

A cosa servirà l’ennesima visita 

di maghi e onorevoli, di sua maestà 

e piangitori in posa che si disperano per tre euro l’ora. 

E malgrado sapessero di commettere reato 

di comune accordo i pescatori tesero la mano 

in barba ad ogni amara conseguenza 

seguirono la voce della propria coscienza. 

Quella sera il nostro mare avrebbe riportato a riva 

mappe, foto di famiglia, stracci e una scarpetta bianca

Chi governerà questa furia mediatica 

parole d’autore intrise di dolore, 

non fatevi sfuggire questo nuovo show sensazionale 

A cosa servirà l’ennesima visita 

di cortesia e formale solidarietà 

Su venghino signori ad ammirare il circo degli orrori 

Chi governerà questa furia mediatica 

parole d’autore intrise di dolore 

Carnevale ha in serbo un nuovo carrozzone di promesse vane.

Truffatori, finti gnorri e avvoltoi

Il caso Wolkswagen è sulla bocca di tutti, una truffa colossale che probabilmente costerà al gruppo tedesco più di 15 miliardi di euro. 

Sono gli unici? Oggi leggo che sorgono dubbi su BMW, ovviamente si smentisce, ma non si fanno nomi francesi o italiani anzi Elkann specula sull’accaduto prospettando vendite record nel 2016 per il gruppo FCA! Godiamo sulla sciagura altrui?

Beh, non sono un addetto ai lavori e potrei dire imprecisioni tecniche ma ho l’idea che partivamo da un assunto sbagliato: i test di consumo e inquinamento si fanno a banco! L’auto è messa su un rullo (tipo tapis roulant) che emula la strada e poi veniva dichiarato che percorreva 25km con un litro o rilasciava 80gr per chilometro di inquinante… Era già deviato il test, per cui il flag sulla modalità era scontata. Chi avrebbe comprato un auto poco inquinante che non ha coppia? In America poi… Dove il 2000 di cilindrata è metà della cilindrata media e, se è pure 120CV avrebbero riso i Road Runner della Route 66!

A questo aggiungiamo che forse qualcuno doveva sospettare che è miracoloso avere progettisti in grado di dimezzare l’inquinamento del motore ogni tre anni, o no? 

Ovviamente ironizzo sull’accaduto, sicuramente la truffa è grave e prendere in giro il popolo americano è un dramma paragonabile ad un attentato, lo sa Bill Clinton… E Winterkorn lo sa benissimo, che ha impiegato pochi giorni a dimettersi sebbene si porterà a casa una liquidazione di 33 milioni di euro… 

Se era italiano non mi sarei permesso, ma ad un tedesco lo faccio: “Martin rifiutala ‘sta liquidazione, che già riceverai 28,6 milioni di pensione e come si dice dalle mie parti lasci profumo in sala!”

Deposito Nazionale

La pubblicità narra:

Ogni giorno in Italia si producono rifiuti radioattivi: negli ospedali, nelle industrie, nei laboratori di ricerca e nei vecchi impianti nucleari dismessi, oggi in via di smantellamento. 

Sullo smaltimento di questi rifiuti, tuttavia, il nostro Paese non è andato avanti. Non esiste, infatti, un’infrastruttura che permetta la loro messa in sicurezza definitiva. 

Oggi è possibile ripartire insieme, in quanto la legge ha previsto anche per l’Italia, come per la maggior parte degli altri Paesi europei, la realizzazione di un Deposito Nazionale unico, che permetterà di sostituire le decine di depositi temporanei che al momento custodiscono in via provvisoria i rifiuti radioattivi italiani. 

Tutto chiaro no?

Beh provo a raccontarlo: l’Italia ha recepito la norma europea che impone ad ogni stato membro di avere una sola discarica (permettetemi di usare questo termine) per tutti i rifiuti pericolosi. Dobbiamo pensare che in un mondo ideale ricicli il 90%, del restante 10% c’è sempre un residuo di rifiuto che ha potenziali rischi per l’ambiente e la persona.

In questo unico posto di 150 ettari, non è tanto grande… È circa metà di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa. Confluiranno i peggiori rifiuti d’Italia: quel che resta delle Centrali Nucleari e tanto altro. 

Ma dov’è il mancato messaggio dello spot?

Eccolo: 

Sono stati scelti alcuni luoghi candidati ad ospitare il deposito nazionale ed ora fra questi dovremmo scegliere noi… Come? Bel mistero, sembra che la consultazione popolare sarà via internet…! 

L’immaginate? Siamo tra le nazioni a più bassa scolarizzazione informatica d’Europa e organizziamo una consultazione così importante sul web! Io immagino lo slogan: “cara vecchina non vuoi la discarica sotto il culo? Impara ad usare il computer per soli 250€”

Qualcuno si chiederà chi si deve preoccupare? Sinceramente ho cercato la lista ufficiale dei luoghi candidati ma nulla, solo illazioni di alcuni politicanti che provano a tranquillizzare i propri elettori: “qui non si farà”.  

Cosa succede ora: inizierà una sorta di Tournée dei Professori che passando dalle città candidate dovrà convincere le varie comunità a dormire sonni tranquilli perché con un po’ di nucleare sotto il cuscino vedremo solo il soffitto fosforescente e null’altro… “…signore e signori, votate il vostro sito preferito ed ai vincitori strade nuove, asili nido e ospedali per curare coloro che la vostra stessa scelta ha fatto ammalare…”

La pubblicità che non buca… 2/2

(Qualcuno penserà che voglio parlare dei cartelloni apparsi a Catania e, poi rimossi dal questore perché in odor di mafia…

Eh

no, questi bucano e in tanti troppi sensi, purtroppo)

Il lavoro del pubblicitario è complesso, deve arrivare al punto in pochi secondi e deve fare in modo di  essere ricordato dal telespettatore anche dopo. A volte aiuta la serialità: una telefonata allunga la vita fu (a mia memoria) una delle prime serie di spot intrecciate tra loro. Prima avevamo Manfredi che ci conquistava con “più lo mandi giù, più ti tira su”.

A questo punto vi chiederete dove voglio andare a parare? Magari vi voglio fare un trattato di marketing…

No, desidero chiedervi: avete visto e compreso la pubblicità istituzionale sul Deposito Nazionale?

In realtà son quasi convinto che sia apparsa sotto i vostri occhi più volte, son mesi che la trasmettono. Ma è chiaro cosa vuole dirvi?

No? Avete pensato che è proprio quello l’obiettivo di chi l’ha realizzata?

Se avrete la pazienza di aspettare domani, vi racconto cos’è!

La pubblicità che non buca… 1/2

Chi mi conosce sa che sono un fanatico di spot pubblicitari, mi piace vedere come si trasmette un messaggio in soli 30″ (ridotti a 15″ quando il messaggio diventa implicito).

Per vendere un automobile provi a vendere un emozione: sportiva con curve e primi piani di contagiri, sicura per grandi viaggi attraverso immagini con grandi spazi e paesaggi mozzafiato, e così via…

La famiglia felice per venderci pasta, merende, latte, formaggi …

Poi ci sono le pubblicità che giocano con le parole, faccio spesso l’esempio della pubblicità somatoline che afferma “la cellulite è una malattia”,  prendendo il termine nella sua accezione generale (da Wikipedia “Anormale condizione dell’organismo (animale o vegetale), causata da alterazioni organiche o funzionali”), facendo leva sul fatto che noi associamo malattia a problemi gravi di salute. Infatti, se abbiamo l’influenza non diciamo di esser malati, se abbiamo un emicrania non parliamo di malattia. Ma questo lo spot non lo dice, cerca di venderti un prodotto e pertanto cerca di creare un’esigenza…

…è una delle modalità più affascinanti del marketing: creare una domanda dove non c’era, prendiamo l’esempio delle cialde di caffè, eravamo il primo consumatore al mondo di caffè e moka ed ora c’è una macchinetta a cialde in ogni casa.

Ho scritto tanto ma non sono arrivato ancora al punto focale e visto che mi sembrate distratti continuo domani…

Settimana eventi UILDM

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Dal 14 al 20 settembre in programma la raccolta fondi per finanziare le attività associative a sostegno delle persone con malattie neuromuscolari.

L’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), dal 14 al 20 settembre, è presente nelle piazze delle principali città italiane con i propri soci e volontari per la prima edizione della Settimana delle Sezioni. L’iniziativa dell’associazione, da oltre cinquant’anni uno dei punti di riferimento per le persone affette da distrofie e altre malattie neuromuscolari, si pone l’obiettivo di “far sentire la loro voce e valorizzarne l’impegno, frutto di azioni che si concretizzano quotidianamente per rispondere ai tanti e diversi bisogni, in un’ottica di solidarietà e sussidiarietà, e in stretta relazione con le comunità locali“.

Sui banchetti promossi dai volontari Uildm (qui la lista completa delle iniziative), onlus che conta 10mila associati e settanta sezioni provinciali, verranno offerte le Farfalle della solidarietà, il gadget di peluche che da anni caratterizza l’organizzazione e che sarà la compagna di viaggio in grado di “Mettere le ali ai nostri territori“, slogan scelto per l’iniziativa.

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