Bentornati dalle Vacanze…

Buon lunedi’ a tutti,

Come sapete sabato i primi italiani sono sbarcati in Libano, loro vanno li’ e lasciano qui le guerre clandestine in politica. Si parla di legge finanziaria, conflitto di interessi, pensioni ecc… Ma qui in sicilia, ed in particolare a Catania, approfittando del torpore del ferragosto l’editore Mario Ciancio ha concluso lo smantellamento della redazione di Telecolor licenziando altri quattro redattori. Telecolor imbavagliata, guarda caso, proprio nei giorni in cui il tycoon dell’editoria siciliana sta mettendo le mani sulla città di Catania accaparrandosi licenze, concessioni, varianti al Prg…

Tornando ai fatti siciliani è notizia fresca che sono indagati otto tecnici e dirigenti della Palermo-Messina, accusati di attentato alla sicurezza stradale. L’autostrada, soprannominata l’«eterna incompiuta», venne inaugurata da Berlusconi due anni fa: senza le condizioni più elementari di sicurezza.

Bentornati dalle vacanze!

060904

Il solito maschilismo

Ieri mattina mi sono recato in edicola per comprare Io Donna il supplemento del sabato del Corriere della Sera, cercavo un intervista “a me medesimo” che credevo apparisse su questo numero. [ndr ovviamente l’articolo non è mai apparso… nè quel giorno nè mai]

Pieno di pregiudizi verso i magazine femminili ho iniziato a sfogliare velocemente la rivista in cerca dell’articolo incriminato. Cerco l’indice, lo trovo leggo i titoli e non mi dicono nulla, decido di scorrere le pagine e niente! Belle foto, tante parole scritte ma niente articolo, un attimo…  … non ho trovato ricette, lettere al ginecologo e interminabili pagine di moda, profumi e amenita’. Un attimo!? Torno a sfogliare Io Donna e mi scopro interessato agli articoli: una lettera al sindaco Moratti; un servizio sulla Liberia e il suo nuovo presidente donna; articoli di Severgnini ed altri editorialisti del corriere, un articolo sulla riforma costituzionale, ed ecco la moda. Ma siamo già a tre-quarti di rivista e le pagine dedicate alla moda sono realmente poche.

Chiudo la rivista e mi sento un po’ pirla, l’altro giorno Black Mamba mi aveva detto che il magazine era fatto bene, ma non ci credevo. La riapro dimenticando il titolo e mi immergo nella lettura molto interessante.

…Beh lasciatemi leggere, e magari lo compro anche sabato prossimo…

Mondiali di Calcio

Mondiali di Calcio Germany 2006

Le partite sono iniziate da un paio di giorni, le prime grandi sono scese in campo: Germania, Inghilterra, Argentina. Domani tocca all’Italia, che contro il Ghana dovrà buttare alle spalle le polemiche italiane su Calciopoli, triste nome per uno dei momenti più brutti del calcio italiano. Indelebili nella memoria le parole di Luciano Moggi che ha parlato a Bari dopo la festa scudetto: “Per favore non fatemi domande perchè mi manca l’anima, che mi è stata uccisa. Sono qui per informarvi che domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus. Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo e penserò solo a difendermi da tante cattiverie”. No Comment!

Domani l’urlo “Forza Italia” verrà fuori in modo strozzato? Oppure sarà un momento liberatorio per dimenticare in quei 90 minuti Calciopoli, la politica, il lavoro, la durezza della vita quotidiana?

Iran e il suo nucleare

L’altro giorno guardavo Il Grande Talk, programma televisivo sulla TV, dove la giornalista del La7 Rula Jebreal criticava l’italiano medio per la scarsa attenzione alla politica estera, al poco spazio che se ne da nei Tg e nei giornali, anche se non si fa che parlare di globalizzazione. Sentitomi italiano medio, ho provato a leggere le pagine di politica estera del Corriere e prestare maggiore attenzione alla politica internazionale in TV. Ecco che l’argomento comune è uno solo: la preoccupata situazione iraniana e il pericolo nucleare. Ma, il ricordo recente dell’Iraq e le armi di distruzioni di massa mi porta ad aver dubbi: allora si era sicuri degli armamenti di Saddam Hussein, e ora? Si parla di centrifughe per arricchire l’uranio, di usi civili e bellici dell’uranio e delle centrali, ma qual’è la verità?

Come sempre in questi casi, le notizie che si leggono sui giornali o si ascoltano in tv sono varie ma con un punto in comune: 1400 centrifughe presenti o in costruzione. Ecco un punto di partenza, cosa si può fare con 1400 centrifughe? Beh, si riescono ad arricchire in un anno 25 kg di uranio con le quali alimentare due testate nucleari. Bingo! Se Ahmadinejad sta costruendo le centrifughe vuol dire che ha intenzione di avere l’arma atomica, due testate sono un deterrente (e quindi una difesa) ed una minaccia! Non dimentichiamoci Hiroshima, le migliaia di morti e la fine della seconda guerra mondiale.

Eh sì, proprio mentre mi stavo convincendo che è giusto fermare l’Iran e la sua corsa verso il nucleare mi torna in mente una notizia: anche l’Iraq si diceva aver acquistato uranio dal Niger, ma era una balla dei nostri servizi segreti! Ahmadinejad afferma e non smentisce la costruzione delle centrifughe ma, dice di volerle usare per usi civili. Si dice essere fanatico, ma che speranze avrebbe di usare l’arma atomica e passarla liscia? Internet dice che i maggiori obiettivi dell’Iran, il Pakistan e Israele hanno 60 e 100 testate nucleari, rispettivamente. Min..a, le due testate diventano quisquiglie ora! Per averne 60 devo aspettare 30 anni o, se raddoppiano le centrifughe quindici o dieci. E allora perchè questa fretta nel minacciare Iran e non affidarsi ad una stressante diplomazia, embarghi e sanzioni? Perchè il New Yorker dice che l’attacco avverrà entro novembre?

L’ITALIA DEI VINTI

Ieri [ndr all’indomani delle elezioni il centro sinistra sembrava avere una maggioranza schiacciante] mi ero lanciato euforico sugli exit-poll, mi cospargo il capo di cenere. Oggi la situazione si riassume con un titolo non apparso sui quotidiani: L’ITALIA DEI VINTI. Eh si’, si presenta un caso da prima repubblica, un Italia ingovernabile o quasi.

Una riflessione su tutto, la legge elettorale si e’ dimostrata per quel che si diceva: una mossa per far si’ che la sinistra vincitrice non potesse governare tranquillamente. Questo a gennaio, la campagna elettorale ha invece portato al ribaltamento delle parti, Prodi prima in vantaggio e’ passato in svantaggio negli ultimi giorni. Questo a dispetto dei sondaggi, che non intervistano coloro che “non vogliono rispondere ai sondaggi” e che per stessa ammissione di Berlusconi sono il suo elettorato. Come ha detto Follini la scorsa settimana: “la legge non garantira’ stabilita’ di governo”.

Ed ora? L’Italia ha la necessita’ di un governo stabile. Non credo in una grande coalizzazione come si e’ fatto in Germania, il ritorno al voto e’ improponibile perche’ si prospetta l’elezione del presidente della repubblica, l’attuale non puo’ sciogliere le camere.

Siamo tornati ai tempi della democrazia cristiana, ora ci sara’ l’acquista voti al senato… che tristezza.

Berlusconi lascia il Congresso nel dubbio

Buon Giorno a Tutti, penso che tutti voi avete ascoltato Dorian Gray [ndr nome in codice di Silvio Berlusconi visto il suo perenne aspetto fisico] delirante alla riunione di Confindustria, siamo alla frutta? Beh, vorrei fare un passo indietro per mostrarvi quanto la gran cassa mediatica distorce l’informazione.

Ricordate il discorso di Dorian Gray al Congresso degli USA? In Italia se ne è parlato molto, addirittura il telegiornale indipendente della rete indipendente Canale 5 gli dedicò uno speciale in diretta. Alla fine del discorso si vede una standing ovation ma è vera? Quanti deputati hanno assistito a quel discorso, e se era in Italiano cosa hanno capito? Negli Stati Uniti come è stato giudicata tale visita?
Se volete leggete la traduzione in italiano dell’articolo del Daily Nightly:
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Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto la maggior parte del suo discorso, mercoledì al Congresso, in italiano – una decisione che ha lasciato come al buio i membri del congresso che si erano presentati per ascoltare.

Poiché nessuno qui al Campidoglio aveva saputo, fino all’ultimo minuto, che Berlusconi non avrebbe parlato in inglese, non erano stati convocati interpreti per la traduzione audio simultanea. Questo significa che i relativamente pochi membri del Congresso che hanno assistito al discorso non avrebbero goduto del beneficio di quei piccoli auricolari che li aiutassero a capire che cosa si stava dicendo, a meno che, naturalmente, “capisce Italiano”. Sono stati provvisti, comunque, di una traduzione scritta in inglese per aiutarli a cercare di seguire il discorso.

Tipicamente, a questi discorsi dei dignitari stranieri ad una riunione congiunta del Congresso, partecipano scarsamente i nostri rappresentanti e senatori eletti, e il discorso di oggi non ha fatto eccezione. Un commesso della Camera che era nell’aula ha valutato che c’erano circa 100 membri del Congresso presenti, dei 533 attualmente in servizio. Guardate attentamente le inquadrature a campo largo stasera, quando vi precipiterete a casa per guardare la replica su C-Span, e vedrete un esercito di fattorini con le guance rosse in vestito blu e di dipendenti in tirocinio della Camera che riempiono le file posteriori dell’aula. I funzionari della Camera li mettono là per evitare l’imbarazzo internazionale di far vedere un’aula per la maggior parte vuota.

Alla domanda, “Quando il primo ministro ha preso la decisione di fare il suo discorso in italiano?”, un’addetta alla stampa dell’ambasciata italiana ha risposto, scrollando le spalle: “Soltanto Dio in persona sa la risposta”.

Ma, come la produttrice della NBC Deb Pettit fa notare, alla conclusione del suo discorso Berlusconi ha parlato in inglese, raccontando con emozione l’episodio di un padre che racconta al ragazzo dei coraggiosi soldati venuti da oltremare a portare la pace durante la seconda guerra mondiale. “Quel padre era mio padre e io sono il ragazzo… Non ho mai dimenticato i sacrifici… e mai li dimentichero'” ha detto il primo ministro italiano.

Sentendo e capendo questo, i membri del Congresso che erano presenti si sono alzati in piedi ed hanno applaudito.
Traduzione di Diego Frare, tratto da: http://dailynightly.msnbc.com/2006/03/berlusconi_leav.html

[ndr è ancora attivo]
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Per aggiungere un altro spunto di riflessione: il Corriere riporta che contemporaneamente al premier a Vicenza sono entrate circa 250 persone che si sono mischiate tra il pubblico, era queste le persone che applaudivano durante il suo discorso? Erano loro i formanti “la base” di imprenditori che si rivolta contro la confindustria?

CONFRONTING THE EVIDENCE

La rabbia e lo sgomento crebbe quando vidi il film di Michael Moore sull’undici settembre: Fahreneit 9/11. Iersera è tornata la stessa rabbia, la stessa indignazione per questo mondo di merda in cui i quattrini comandano sulla ragione.
Facevo zapping alla ricerca di un canale televisivo dove non apparisse il faccione sorridente del nano. E mi sono imbattuto con “Confronting the evidence” su Arcoiris.TV. (ndr ma che fine ha fatto?)
Un’eccezionale inchiesta proposta e finanziata da Jimmy Walter, un’individuo che ha dato il suo tempo, le sue ricerche e i suoi soldi per lavorare in una positiva e significativa causa: rimettere in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell’11 settembre 2001. Questo documentario, solo sottotitolato in italiano, getta una nuova luce sui drammatici eventi che sono seguiti a quel drammatico giorno e pone nuove ma evidenti domande a cui le fonti ufficiali e i media non hanno mai prestato troppa attenzione.

Ci sono dei giornalisti, degli scrittori, dei politici e degli scienzati in un teatro. Usano materiale audiovisivi e in maniera impressionante forniscono dati ed informazioni, senza dare risposte (per volonta degli autori), vuole porre soltanto domande, vuole far capire quante siano state le mancanze e quanto la commissione di inchiesta 9/11 sia stata una ignobile sceneggiata.

E’ terribile pensare alla modalità strana con cui le torri son cadute, come se ci fosse dell’esplosivo nelle cantine. Come crollano tutti i palazzi distrutti in modo controllato, nessuna flessione laterale per un palazzo altissimo… Quell’11 settembre erano in corso quattro simulazioni di dirottamento aereo, e due terzi dell’aeronautica militare US era impegnato in queste esercitazioni. Che coincidenza? L’acciaio alla base della struttura delle torri è stato distrutto, che si volesse coprire qualcosa? Le TV di tutto il mondo hanno fornito un elenco di 19 dirottatori, ma come mai 6 di essi sono ancora vivi? Quanti sanno che c’era una terza torre, il cosiddetto Building 7? E il pentagono, è stato veramente attaccato? Si parla della migliore contraerea automatica in quell’edificio, ma un Boing 757 ha comunque colpito una sua ala? Ma non esiste una immagine di tale aereo nella fiancata dell’edificio in nessuna delle foto scattate circa 30 minuti dopo l’impatto (ipotetico?). Un 757 pesa 60 tonnelate, è l’argo 129 piedi e alto 50.

Cosa c’è di più frustante di andare a letto senza risposte? Forse l’ultimo dubbio del documentario… un giornalista ha sollevato l’ipotesi che dietro l’attacco alla scuola in Cecenia ci sia la CIA che guadagnerebbe dallo scissionismo del ex-URSS. Si troverebbe a trattare con entità più piccole e maggiormente “manipolabili”. Eccheccazzo è meglio spegnere la TV e pensare che era meglio se mi assuppavo il nano e le sue stronzate su Retequattro.

Giornata della Memoria

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

Sondaggio di fine anno: 3 italiani su 4 vedono un 2006 nero

Un popolo di pessimisti a dispetto del premier, gli italiani uno su tre pensa che il 2006 sarà peggiore del 2005. Mentre nel mondo i più ottimisti si confermano ancora una volta gli asiatici. È quanto emerge dal tradizionale sondaggio di fine anno condotto in Italia dalla Doxa e dagli altri istituti dell’associazione Gallup International negli altri paesi del mondo. Il campione mondiale è fatto da 60.000 cittadini interpellati in 70 paesi. E gli italiani si confermano, dal 2002, tra quelli con aspettative più negative per l’anno che viene. Un anno tinto in nero sia dal punto di vista personale che per le attese di altri conflitti nel mondo, ma soprattutto nero per l’economia.

Nel Belpaese solo poco più di un cittadino su 4 (il 27%) prevede per la propria situazione personale un 2006 migliore di quest’anno. Il 32% degli intervistati, invece, si attende un anno peggiore e il restante 41% non prevede cambiamenti.

Ancora più pessimistiche sono le previsioni economiche e per la disoccupazione: per il 2006 solo il 9% degli italiani si attende una prosperità economica contro ben il 39% che prevede difficoltà. Del resto – e questo non è un sondaggio ma un dato del centro studi degli artigiani di Mestre in Italia una pensione su due non supera la soglia dei 500 euro al mese, sempre a dispetto di ciò che dice il premier in tv.
Anche per la disoccupazione, il pessimismo è dilagante, anche se con una leggera correzione rispetto all’anno scorso.
Quelli che prevedono un aumento dei senza lavoro sono il 54% e gli ottimisti che si attendono invece una diminuzione della disoccupazione sono appena il 12%, lo scorso anno i pessimisti erano il 58%, gli ottimisti il 9%. E sempre in tema di lavoro si aggravano poi anche i segni di scarsa tranquillità: anche se il 58% degli italiani considera infatti sicuro il proprio lavoro, il 32% (contro il 24% dello scorso anno) è convinto di essere esposto al rischio di disoccupazione e addirittura il 65% degli intervistati è convinto che, nel caso si trovasse senza lavoro, andrebbe incontro a tempi lunghi e a difficoltà a trovare subito un nuovo lavoro.

Quanto infine alle previsioni per i conflitti sindacali, che normalmente fanno registrare il maggior saldo negativo (prevalenza di pessimisti sugli ottimisti), il 45% degli italiani prevedono che nel 2006 le vertenze sindacali aumenteranno e solo il 7% si attende che diminuiranno. Risultato, questo, che tuttavia è il meno negativo degli ultimi anni visto che dal 2002 al 2004 lo scarto negativo raggiungeva o superava -45: pessimisti attorno al 50% e ottimisti al 5%.

Nel resto del mondo, gli asiatici sono i più ottimisti seguiti da africani, americani e abitanti del Medio Oriente, mentre gli europei, sia occidentali che dell’est, sono quelli che vedono più nero.

In Asia, oltre la metà della popolazione (il 54%) si attende un 2006 migliore del 2005 e solo il 16% lo prevede peggiore. In particolare in Cina 75% degli abitanti sono ottimisti contro appena il 5% di pessimisti, mentre in India i due gruppi si dividono tra il 61 e il 15%. Ottimisti e pessimisti sono poi il 52% e il 21% in Africa, il 51% e il 26% in America e il 47% e 20% in Medio Oriente il sondaggio è stato condotto per la prima volta anche in Iraq dove si sono registrati 49% di ottimisti e 11% di pessimisti.

Quelli che vedono meno rosa di tutti sono gli europei: nell’Europa occidentale gli ottimisti sono il 33% e i pessimisti pochi di meno (29%), in quella dell’Est sono meno numerosi gli ottimisti (29%) ma anche i pessimisti (23%).

Negli Stati Uniti in un altro recentissimo sondaggio Gallup per Cnn e Usa Today risulta che meno della metà degli americani ha un’opinione favorevole del presidente Bush, il quale resta però in cima alla graduatoria dei personaggi più amati, superato per altro dalla moglie Laura. La donna più ammirata negli Stati Uniti risulta essere l’ex first lady e oggi senatrice democratica di New York Hillary Clinton.

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