Guarda l’occhio…

…per vedere se è fresco devi guardare l’occhio, se poi non ti vede nessuno toccagli pure la pancia… se è molla… nun è buono!

(Consigli di Mamma)

Ieri sera stavo guardando #PropagandaLive ma già alle undici meno un quarto la palpebra calava, prima di spegnere ho fatto un po’ di Zapping… 7…6…5…4…3…2 wow c’è Bennato che parla di Bagnoli ma ho sonno… 1!

Berlusconi intervistato da Vespa!

Eh dai ascolto l’intervista…

Beh intervista è un eufemismo, era una videochiamata ma non nel senso moderno del termine ma in quello giornalistico: era chiaro che le domande erano concordate perché a veder bene, Berlusconi cercava un foglio ad ogni nuova domanda, ma non dopo che la domanda è stata posta, come si farebbe con degli appunti ma prima… Vespa non aveva il tempo di formulare la domanda che già lui cercava il foglio e se lo piazzava davanti.

Videochiamata interessante direi! Silvio afferma che lui andrà a Bruxelles per lavorare al Parlamento Europeo, e mi chiedo l’hanno informato bene i suoi consiglieri?

A Bruxelles c’è l’estradizione e soprattutto assieme ai cavoletti, il piatto tipico è Cozze e Patatine. Capisco che s’è fermato su quest’ultime, ma l’associazione con le Cozze è a delinquere qualunque significato gli vuoi dare!

Poiché è complesso ricordare quanto ha detto e, come detto, avevo sonno mi affido a “il Giornale” per riportare le sue parole e non essere accusato di essere annoverato tra quelli che travisa o trasforma:

“Non vedo motivazioni sufficienti perché Salvini tenga ancora in vita questo governo. Urta contro il buonsenso, la ragione e la sua convenienza”, ha detto, garantendo però di non voler entrare a Palazzo Chigi: “Forse la mia preparazione culturale, l’essere stato per ben tre volte l’unico uomo al mondo a presiedere il G8, il mio successo in politica internazionale, mettono in soggezione questi leader che non hanno una preparazione che può confrontarsi alla mia e quindi io prometto che non sarò seduto al tavolo con loro a fare pesare la mia esperienza

…modesto eh…

 “Per quanto riguarda Forza Italia, ho già convocato un Ufficio di presidenza per analizzare il risultato elettorale e per avviare un percorso di rinnovamento condiviso” ha aggiunto: “Noi abbiamo in questi anni visto emergere nelle nostre fila personaggi di qualità, con una forte esperienza professionale. Ho detto che lavorerò in Europa, non mi sottrarrò a essere il principale punto di riferimento, ma giovedì avremo un comitato di presidenza che comincerà a stendere un programma per una guida collettiva”.

Nuzzo avrebbe detto: “Cosa avrà voluto dire?”

Ma io troppo assonnato ho spento.. l’occhio; e mi sono girato sulla pancia!

Hanno vinto Tutti…

…meno Uno!

Sto parlando dei Partiti Italiani, dei loro Segretari e dei loro elettori, ovviamente chi non ride oggi è Luigi Di Maio e i 5Stelle. Cerata de La7 dice: “…è la prima volta che non ci sono dichiarazioni, nessuno del Movimento incontra i giornalisti…”. La dice lunga.

Onore ai vincitori dunque! Premesso che quasi un’italiano su due non si è recato alle urne, contro tendenza rispetto al resto d’Europa dove si è segnato il record d’affluenza alle urne. Comunque, sicuramente complimenti a Salvini che in un anno ha raddoppiato i voti della Lega, Si dice “invertendo gli equilibri all’interno della maggioranza di Governo” … si dice… beh, son sempre convinto che l’Italia è una Repubblica Parlamentare e i numeri lì sono quelli dell’anno scorso a meno di trasfusioni… ma sono solo mie considerazioni. Sebbene Salvini ha annunciato che non chiederà poltrone e si andrà avanti a testa bassa “perché ci aspettano tempi duri”, son convinto che un mini-terremoto ci sarà ma piccolo e sotterraneo. Perché?

Beh, stando a questi voti il Centro Destra formato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si potrebbe presentare alle urne e vincere o forse stravincere… ma Salvini si troverebbe a governare con due forze politiche anziché una, inoltre ha già preso le misure ai 5 Stelle! Infine, la “ricrescita” del Cavaliere che ha portato Forza Italia dal 4% di molti sondaggi pre-ricovero di Aprile al 9% di oggi mostra che come si è sempre detto: “mai darlo per morto (politicamente)”!

Un’altra considerazione sul “ci aspettano tempi duri”: Salvini sa che la maggioranza Europea resta l’attuale con PPE e PSE, anche se questi due partiti da soli non raggiungono il 50% e anche se Horban lasciasse il Partito Popolare Europeo per confluire nel Partito dei Sovranisti, anzi questo sposterebbe l’asse sul Partito dei Socialisti Europei. Quindi la sperata morbidezza sullo sforamento del 3% sarà difficile da ottenere con l’alta probabilità che o si congelano alcune parti del Contratto come “Flat Tax” o aumenterà l’IVA. Per cui meglio mettere le mani avanti e continuare ad essere in campagna elettorale perenne… e qui i miei complimenti per la tempra.

E il resto dei Partiti?

Beh, Zingaretti era radioso in TV, il 24% sembrava insperato, ma il PD è solo! La sinistra è sempre più un ricordo di un tempo che fu, come sicuramente il 40% di Renzi alle scorse Europee. Ma è un buon inizio dice lui, speriamo che il silenzio elettorale del PD continui (cito Crozza) che è forse il motivo della risalita, “meglio star zitti e far credere di essere cretini che parlare e darne certezza” diceva il mio Capo.

Poi sicuramente c’è la Meloni e Fratelli di Italia in forte ascesa, qui onestamente ho poco da dire… onestamente non so se qui ci sia la pancia vuota degli italiani che provano a pescare le zucchine del diametro che ci impone Bruxelles o ci sia qualcosa di profondo, senza offesa Giorgia… chi ha votato FdI ha votato te, non un programma o dei candidati!

C’è anche Forza Italia e Berlusconi, i quali sono riusciti a parare il colpo. Sono più vicini al fatidico 10% che al 5%, tra queste due cifre si giocava la consistenza del Partito a dire di Tajani. E qui può giocare Salvini… portare il Governo per almeno altri due anni può aprire una porta al pensionamento mediatico del Cavaliere, senza il quale non vedo grande futuro… e immagino nuove sparizioni, come Bondi, Cicchitto, …

Infine, gli sconfitti: c’era da immaginarlo. Troppe promesse e troppe aspettative per questa Italia che non si è scrollata di dosso il ventennio, forse la nostra storia ci ha plasmato a non avere storia, forse “la storia non siamo Noi” (nego la Mannoia) ma siamo un popolo che ama delegare all’altro: a Napoli si dice “ce sta chi ce penza” per dire che non è un problema mio, se butto una carta a terra c’è uno spazzino, se si fulmina una lampada per strada o c’è un incendio ci sarà sempre qualcuno che ha fatto la segnalazione… perché lo devo fare io?

In questa Italia un Movimento che si dice di partire dal basso ha mostrato tutte le debolezze rispetto al leone Salvini e alla difficoltà oggettiva di fare le cose, al VaffaDay non è seguito un PropostaDay. Le promesse fatte a Taranto sono un simbolo! È facile dire: “l’Ilva o si bonifica o si chiude”, quando ci si scontra con i veri interessi si è costretti a venire a patti, a prolungare l’impunibilità di chi avvelena e ammazza le persone. E poi caro Di Maio sei il Ministro del Lavoro ed è quello su cui devi lavorare! L’assistenzialismo deve essere una parentesi, non può durare una vita! Capisco che rafforza la pigrizia sia fisica che mentale… ed è quel che si vuole…

Questa pigrizia ci sta portando ad un nuovo fascismo? Ancora non lo so o spero di no, sicuramente si rafforza quel ‘fascina-tismo’ che ha introdotto il nuovo millennio che porta a seguire quel che crediamo un Leader carismatico e che sui Social fa chiamare Salvini “il Capitano” come una parabola calcistica più che marittima. Tanto l’importante è accusare l’avversario di far fallo per trovare giustificazioni al non fatto e su questo il “Capitano” inizia a scrivere libri… e quando termina, si venderanno! Non come l’attuale!

Casa dolce casa

“Aboliremo l’IMU” così tuono Berlusconi alla vigilia delle elezioni di qualche anno fa, poi la tassa sugli immobili si scorporó e ritorno…

Ed ora Renzi la vuole abolire nuovamente ed aggiunge “che ce vo’, bastano tre miliardi e mezzo”, ma i conti non tornano… O meglio la verità sta nel mezzo.

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Infatti, da questa tabella (dati 2012 del Governo Letta e pubblicata da lavoce . Info) si comprende chiaramente che abolire la tassa sulla prima casa al 100% dei proprietari costerebbe 12 miliardi, con 3,5 miliardi si copre il 51% delle famiglie, ossia coloro che hanno una rendita castale attorno ai 405€ (euro più euro meno).

Ad essere sincero abolire la tassa per tutti mi sembra iniqua, chi vive in 60mq ha sicuramente meno soldi di chi vive alla Reggia di Caserta, ma questo ragionamento lo farei dopo che son chiare le regole di ingaggio: si sceglierà una soglia dalle righe della tabella o ci sarà la detrazione di 200€ come fu qualche anno fa? Opzione che fa risparmiare tutti indistintamente…

 

Dentro la notizia 2/2

E mi viene il dubbio che la solidarietà tedesca sia dettata dall’interesse: e non penso solo al vile denaro ma anche all’aspetto demografico, attualmente la Germania è a natività zero.

Nelle mie considerazioni non può mancare la politica italiana, si discute della riforma costituzionale sul senato elettivo… È divertente ascoltare Berlusconi dire “andiamo nella direzione di una dittatura del PD”, lo stesso senato era nel patto del nazareno e ancor prima nella sua riforma costituzionale bocciata dagli italiani. Per non dire che “il governo non ha alcun potere in Italia, con il bicameralismo si impiegano in media 600 giorni per promulgare una legge” lo diceva Mister B non più di tre anni fa!

Ma sembra che non lo ricordi nessuno!

Chiudo provando a fare l’indovino: la prossima notizia di cui vedremo solo la “spuma”: la Sicilia ha tre mesi per spendere i soldi del piano 2011-2015 della comunità europea, se non li spende saranno persi. Una mega task force si metterà all’opera per non sprecare un centesimo di questo prezioso denaro… Ma nessuno ci dirà come verranno spesi questi soldi (nostri), solo che ne avremo speso il 90%…

…la mia sfera di cristallo dice che si spenderanno per stabilizzare i precari della regione, aumentando il buco di bilancio creato a Palermo e, finiti i soldi pagheremo noi tutti nei prossimi anni. Seppure la commissione europea chieda spese per infrastrutture e per la creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, la regione li userà per la stabilizzazione…

…in effetti rileggendomi non fa una piega, uno “stabilizzato” è a tempo indeterminato.

Crocetta hai ragione ed io ho torto a pensar male del tuo operato.

L’ITALIA DEI VINTI

Ieri [ndr all’indomani delle elezioni il centro sinistra sembrava avere una maggioranza schiacciante] mi ero lanciato euforico sugli exit-poll, mi cospargo il capo di cenere. Oggi la situazione si riassume con un titolo non apparso sui quotidiani: L’ITALIA DEI VINTI. Eh si’, si presenta un caso da prima repubblica, un Italia ingovernabile o quasi.

Una riflessione su tutto, la legge elettorale si e’ dimostrata per quel che si diceva: una mossa per far si’ che la sinistra vincitrice non potesse governare tranquillamente. Questo a gennaio, la campagna elettorale ha invece portato al ribaltamento delle parti, Prodi prima in vantaggio e’ passato in svantaggio negli ultimi giorni. Questo a dispetto dei sondaggi, che non intervistano coloro che “non vogliono rispondere ai sondaggi” e che per stessa ammissione di Berlusconi sono il suo elettorato. Come ha detto Follini la scorsa settimana: “la legge non garantira’ stabilita’ di governo”.

Ed ora? L’Italia ha la necessita’ di un governo stabile. Non credo in una grande coalizzazione come si e’ fatto in Germania, il ritorno al voto e’ improponibile perche’ si prospetta l’elezione del presidente della repubblica, l’attuale non puo’ sciogliere le camere.

Siamo tornati ai tempi della democrazia cristiana, ora ci sara’ l’acquista voti al senato… che tristezza.

Berlusconi lascia il Congresso nel dubbio

Buon Giorno a Tutti, penso che tutti voi avete ascoltato Dorian Gray [ndr nome in codice di Silvio Berlusconi visto il suo perenne aspetto fisico] delirante alla riunione di Confindustria, siamo alla frutta? Beh, vorrei fare un passo indietro per mostrarvi quanto la gran cassa mediatica distorce l’informazione.

Ricordate il discorso di Dorian Gray al Congresso degli USA? In Italia se ne è parlato molto, addirittura il telegiornale indipendente della rete indipendente Canale 5 gli dedicò uno speciale in diretta. Alla fine del discorso si vede una standing ovation ma è vera? Quanti deputati hanno assistito a quel discorso, e se era in Italiano cosa hanno capito? Negli Stati Uniti come è stato giudicata tale visita?
Se volete leggete la traduzione in italiano dell’articolo del Daily Nightly:
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Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto la maggior parte del suo discorso, mercoledì al Congresso, in italiano – una decisione che ha lasciato come al buio i membri del congresso che si erano presentati per ascoltare.

Poiché nessuno qui al Campidoglio aveva saputo, fino all’ultimo minuto, che Berlusconi non avrebbe parlato in inglese, non erano stati convocati interpreti per la traduzione audio simultanea. Questo significa che i relativamente pochi membri del Congresso che hanno assistito al discorso non avrebbero goduto del beneficio di quei piccoli auricolari che li aiutassero a capire che cosa si stava dicendo, a meno che, naturalmente, “capisce Italiano”. Sono stati provvisti, comunque, di una traduzione scritta in inglese per aiutarli a cercare di seguire il discorso.

Tipicamente, a questi discorsi dei dignitari stranieri ad una riunione congiunta del Congresso, partecipano scarsamente i nostri rappresentanti e senatori eletti, e il discorso di oggi non ha fatto eccezione. Un commesso della Camera che era nell’aula ha valutato che c’erano circa 100 membri del Congresso presenti, dei 533 attualmente in servizio. Guardate attentamente le inquadrature a campo largo stasera, quando vi precipiterete a casa per guardare la replica su C-Span, e vedrete un esercito di fattorini con le guance rosse in vestito blu e di dipendenti in tirocinio della Camera che riempiono le file posteriori dell’aula. I funzionari della Camera li mettono là per evitare l’imbarazzo internazionale di far vedere un’aula per la maggior parte vuota.

Alla domanda, “Quando il primo ministro ha preso la decisione di fare il suo discorso in italiano?”, un’addetta alla stampa dell’ambasciata italiana ha risposto, scrollando le spalle: “Soltanto Dio in persona sa la risposta”.

Ma, come la produttrice della NBC Deb Pettit fa notare, alla conclusione del suo discorso Berlusconi ha parlato in inglese, raccontando con emozione l’episodio di un padre che racconta al ragazzo dei coraggiosi soldati venuti da oltremare a portare la pace durante la seconda guerra mondiale. “Quel padre era mio padre e io sono il ragazzo… Non ho mai dimenticato i sacrifici… e mai li dimentichero'” ha detto il primo ministro italiano.

Sentendo e capendo questo, i membri del Congresso che erano presenti si sono alzati in piedi ed hanno applaudito.
Traduzione di Diego Frare, tratto da: http://dailynightly.msnbc.com/2006/03/berlusconi_leav.html

[ndr è ancora attivo]
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Per aggiungere un altro spunto di riflessione: il Corriere riporta che contemporaneamente al premier a Vicenza sono entrate circa 250 persone che si sono mischiate tra il pubblico, era queste le persone che applaudivano durante il suo discorso? Erano loro i formanti “la base” di imprenditori che si rivolta contro la confindustria?

CONFRONTING THE EVIDENCE

La rabbia e lo sgomento crebbe quando vidi il film di Michael Moore sull’undici settembre: Fahreneit 9/11. Iersera è tornata la stessa rabbia, la stessa indignazione per questo mondo di merda in cui i quattrini comandano sulla ragione.
Facevo zapping alla ricerca di un canale televisivo dove non apparisse il faccione sorridente del nano. E mi sono imbattuto con “Confronting the evidence” su Arcoiris.TV. (ndr ma che fine ha fatto?)
Un’eccezionale inchiesta proposta e finanziata da Jimmy Walter, un’individuo che ha dato il suo tempo, le sue ricerche e i suoi soldi per lavorare in una positiva e significativa causa: rimettere in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell’11 settembre 2001. Questo documentario, solo sottotitolato in italiano, getta una nuova luce sui drammatici eventi che sono seguiti a quel drammatico giorno e pone nuove ma evidenti domande a cui le fonti ufficiali e i media non hanno mai prestato troppa attenzione.

Ci sono dei giornalisti, degli scrittori, dei politici e degli scienzati in un teatro. Usano materiale audiovisivi e in maniera impressionante forniscono dati ed informazioni, senza dare risposte (per volonta degli autori), vuole porre soltanto domande, vuole far capire quante siano state le mancanze e quanto la commissione di inchiesta 9/11 sia stata una ignobile sceneggiata.

E’ terribile pensare alla modalità strana con cui le torri son cadute, come se ci fosse dell’esplosivo nelle cantine. Come crollano tutti i palazzi distrutti in modo controllato, nessuna flessione laterale per un palazzo altissimo… Quell’11 settembre erano in corso quattro simulazioni di dirottamento aereo, e due terzi dell’aeronautica militare US era impegnato in queste esercitazioni. Che coincidenza? L’acciaio alla base della struttura delle torri è stato distrutto, che si volesse coprire qualcosa? Le TV di tutto il mondo hanno fornito un elenco di 19 dirottatori, ma come mai 6 di essi sono ancora vivi? Quanti sanno che c’era una terza torre, il cosiddetto Building 7? E il pentagono, è stato veramente attaccato? Si parla della migliore contraerea automatica in quell’edificio, ma un Boing 757 ha comunque colpito una sua ala? Ma non esiste una immagine di tale aereo nella fiancata dell’edificio in nessuna delle foto scattate circa 30 minuti dopo l’impatto (ipotetico?). Un 757 pesa 60 tonnelate, è l’argo 129 piedi e alto 50.

Cosa c’è di più frustante di andare a letto senza risposte? Forse l’ultimo dubbio del documentario… un giornalista ha sollevato l’ipotesi che dietro l’attacco alla scuola in Cecenia ci sia la CIA che guadagnerebbe dallo scissionismo del ex-URSS. Si troverebbe a trattare con entità più piccole e maggiormente “manipolabili”. Eccheccazzo è meglio spegnere la TV e pensare che era meglio se mi assuppavo il nano e le sue stronzate su Retequattro.

Sondaggio di fine anno: 3 italiani su 4 vedono un 2006 nero

Un popolo di pessimisti a dispetto del premier, gli italiani uno su tre pensa che il 2006 sarà peggiore del 2005. Mentre nel mondo i più ottimisti si confermano ancora una volta gli asiatici. È quanto emerge dal tradizionale sondaggio di fine anno condotto in Italia dalla Doxa e dagli altri istituti dell’associazione Gallup International negli altri paesi del mondo. Il campione mondiale è fatto da 60.000 cittadini interpellati in 70 paesi. E gli italiani si confermano, dal 2002, tra quelli con aspettative più negative per l’anno che viene. Un anno tinto in nero sia dal punto di vista personale che per le attese di altri conflitti nel mondo, ma soprattutto nero per l’economia.

Nel Belpaese solo poco più di un cittadino su 4 (il 27%) prevede per la propria situazione personale un 2006 migliore di quest’anno. Il 32% degli intervistati, invece, si attende un anno peggiore e il restante 41% non prevede cambiamenti.

Ancora più pessimistiche sono le previsioni economiche e per la disoccupazione: per il 2006 solo il 9% degli italiani si attende una prosperità economica contro ben il 39% che prevede difficoltà. Del resto – e questo non è un sondaggio ma un dato del centro studi degli artigiani di Mestre in Italia una pensione su due non supera la soglia dei 500 euro al mese, sempre a dispetto di ciò che dice il premier in tv.
Anche per la disoccupazione, il pessimismo è dilagante, anche se con una leggera correzione rispetto all’anno scorso.
Quelli che prevedono un aumento dei senza lavoro sono il 54% e gli ottimisti che si attendono invece una diminuzione della disoccupazione sono appena il 12%, lo scorso anno i pessimisti erano il 58%, gli ottimisti il 9%. E sempre in tema di lavoro si aggravano poi anche i segni di scarsa tranquillità: anche se il 58% degli italiani considera infatti sicuro il proprio lavoro, il 32% (contro il 24% dello scorso anno) è convinto di essere esposto al rischio di disoccupazione e addirittura il 65% degli intervistati è convinto che, nel caso si trovasse senza lavoro, andrebbe incontro a tempi lunghi e a difficoltà a trovare subito un nuovo lavoro.

Quanto infine alle previsioni per i conflitti sindacali, che normalmente fanno registrare il maggior saldo negativo (prevalenza di pessimisti sugli ottimisti), il 45% degli italiani prevedono che nel 2006 le vertenze sindacali aumenteranno e solo il 7% si attende che diminuiranno. Risultato, questo, che tuttavia è il meno negativo degli ultimi anni visto che dal 2002 al 2004 lo scarto negativo raggiungeva o superava -45: pessimisti attorno al 50% e ottimisti al 5%.

Nel resto del mondo, gli asiatici sono i più ottimisti seguiti da africani, americani e abitanti del Medio Oriente, mentre gli europei, sia occidentali che dell’est, sono quelli che vedono più nero.

In Asia, oltre la metà della popolazione (il 54%) si attende un 2006 migliore del 2005 e solo il 16% lo prevede peggiore. In particolare in Cina 75% degli abitanti sono ottimisti contro appena il 5% di pessimisti, mentre in India i due gruppi si dividono tra il 61 e il 15%. Ottimisti e pessimisti sono poi il 52% e il 21% in Africa, il 51% e il 26% in America e il 47% e 20% in Medio Oriente il sondaggio è stato condotto per la prima volta anche in Iraq dove si sono registrati 49% di ottimisti e 11% di pessimisti.

Quelli che vedono meno rosa di tutti sono gli europei: nell’Europa occidentale gli ottimisti sono il 33% e i pessimisti pochi di meno (29%), in quella dell’Est sono meno numerosi gli ottimisti (29%) ma anche i pessimisti (23%).

Negli Stati Uniti in un altro recentissimo sondaggio Gallup per Cnn e Usa Today risulta che meno della metà degli americani ha un’opinione favorevole del presidente Bush, il quale resta però in cima alla graduatoria dei personaggi più amati, superato per altro dalla moglie Laura. La donna più ammirata negli Stati Uniti risulta essere l’ex first lady e oggi senatrice democratica di New York Hillary Clinton.