Settimana eventi UILDM

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Dal 14 al 20 settembre in programma la raccolta fondi per finanziare le attività associative a sostegno delle persone con malattie neuromuscolari.

L’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), dal 14 al 20 settembre, è presente nelle piazze delle principali città italiane con i propri soci e volontari per la prima edizione della Settimana delle Sezioni. L’iniziativa dell’associazione, da oltre cinquant’anni uno dei punti di riferimento per le persone affette da distrofie e altre malattie neuromuscolari, si pone l’obiettivo di “far sentire la loro voce e valorizzarne l’impegno, frutto di azioni che si concretizzano quotidianamente per rispondere ai tanti e diversi bisogni, in un’ottica di solidarietà e sussidiarietà, e in stretta relazione con le comunità locali“.

Sui banchetti promossi dai volontari Uildm (qui la lista completa delle iniziative), onlus che conta 10mila associati e settanta sezioni provinciali, verranno offerte le Farfalle della solidarietà, il gadget di peluche che da anni caratterizza l’organizzazione e che sarà la compagna di viaggio in grado di “Mettere le ali ai nostri territori“, slogan scelto per l’iniziativa.

Mondiali di Calcio

Mondiali di Calcio Germany 2006

Le partite sono iniziate da un paio di giorni, le prime grandi sono scese in campo: Germania, Inghilterra, Argentina. Domani tocca all’Italia, che contro il Ghana dovrà buttare alle spalle le polemiche italiane su Calciopoli, triste nome per uno dei momenti più brutti del calcio italiano. Indelebili nella memoria le parole di Luciano Moggi che ha parlato a Bari dopo la festa scudetto: “Per favore non fatemi domande perchè mi manca l’anima, che mi è stata uccisa. Sono qui per informarvi che domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus. Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo e penserò solo a difendermi da tante cattiverie”. No Comment!

Domani l’urlo “Forza Italia” verrà fuori in modo strozzato? Oppure sarà un momento liberatorio per dimenticare in quei 90 minuti Calciopoli, la politica, il lavoro, la durezza della vita quotidiana?

L’ITALIA DEI VINTI

Ieri [ndr all’indomani delle elezioni il centro sinistra sembrava avere una maggioranza schiacciante] mi ero lanciato euforico sugli exit-poll, mi cospargo il capo di cenere. Oggi la situazione si riassume con un titolo non apparso sui quotidiani: L’ITALIA DEI VINTI. Eh si’, si presenta un caso da prima repubblica, un Italia ingovernabile o quasi.

Una riflessione su tutto, la legge elettorale si e’ dimostrata per quel che si diceva: una mossa per far si’ che la sinistra vincitrice non potesse governare tranquillamente. Questo a gennaio, la campagna elettorale ha invece portato al ribaltamento delle parti, Prodi prima in vantaggio e’ passato in svantaggio negli ultimi giorni. Questo a dispetto dei sondaggi, che non intervistano coloro che “non vogliono rispondere ai sondaggi” e che per stessa ammissione di Berlusconi sono il suo elettorato. Come ha detto Follini la scorsa settimana: “la legge non garantira’ stabilita’ di governo”.

Ed ora? L’Italia ha la necessita’ di un governo stabile. Non credo in una grande coalizzazione come si e’ fatto in Germania, il ritorno al voto e’ improponibile perche’ si prospetta l’elezione del presidente della repubblica, l’attuale non puo’ sciogliere le camere.

Siamo tornati ai tempi della democrazia cristiana, ora ci sara’ l’acquista voti al senato… che tristezza.

Sondaggio di fine anno: 3 italiani su 4 vedono un 2006 nero

Un popolo di pessimisti a dispetto del premier, gli italiani uno su tre pensa che il 2006 sarà peggiore del 2005. Mentre nel mondo i più ottimisti si confermano ancora una volta gli asiatici. È quanto emerge dal tradizionale sondaggio di fine anno condotto in Italia dalla Doxa e dagli altri istituti dell’associazione Gallup International negli altri paesi del mondo. Il campione mondiale è fatto da 60.000 cittadini interpellati in 70 paesi. E gli italiani si confermano, dal 2002, tra quelli con aspettative più negative per l’anno che viene. Un anno tinto in nero sia dal punto di vista personale che per le attese di altri conflitti nel mondo, ma soprattutto nero per l’economia.

Nel Belpaese solo poco più di un cittadino su 4 (il 27%) prevede per la propria situazione personale un 2006 migliore di quest’anno. Il 32% degli intervistati, invece, si attende un anno peggiore e il restante 41% non prevede cambiamenti.

Ancora più pessimistiche sono le previsioni economiche e per la disoccupazione: per il 2006 solo il 9% degli italiani si attende una prosperità economica contro ben il 39% che prevede difficoltà. Del resto – e questo non è un sondaggio ma un dato del centro studi degli artigiani di Mestre in Italia una pensione su due non supera la soglia dei 500 euro al mese, sempre a dispetto di ciò che dice il premier in tv.
Anche per la disoccupazione, il pessimismo è dilagante, anche se con una leggera correzione rispetto all’anno scorso.
Quelli che prevedono un aumento dei senza lavoro sono il 54% e gli ottimisti che si attendono invece una diminuzione della disoccupazione sono appena il 12%, lo scorso anno i pessimisti erano il 58%, gli ottimisti il 9%. E sempre in tema di lavoro si aggravano poi anche i segni di scarsa tranquillità: anche se il 58% degli italiani considera infatti sicuro il proprio lavoro, il 32% (contro il 24% dello scorso anno) è convinto di essere esposto al rischio di disoccupazione e addirittura il 65% degli intervistati è convinto che, nel caso si trovasse senza lavoro, andrebbe incontro a tempi lunghi e a difficoltà a trovare subito un nuovo lavoro.

Quanto infine alle previsioni per i conflitti sindacali, che normalmente fanno registrare il maggior saldo negativo (prevalenza di pessimisti sugli ottimisti), il 45% degli italiani prevedono che nel 2006 le vertenze sindacali aumenteranno e solo il 7% si attende che diminuiranno. Risultato, questo, che tuttavia è il meno negativo degli ultimi anni visto che dal 2002 al 2004 lo scarto negativo raggiungeva o superava -45: pessimisti attorno al 50% e ottimisti al 5%.

Nel resto del mondo, gli asiatici sono i più ottimisti seguiti da africani, americani e abitanti del Medio Oriente, mentre gli europei, sia occidentali che dell’est, sono quelli che vedono più nero.

In Asia, oltre la metà della popolazione (il 54%) si attende un 2006 migliore del 2005 e solo il 16% lo prevede peggiore. In particolare in Cina 75% degli abitanti sono ottimisti contro appena il 5% di pessimisti, mentre in India i due gruppi si dividono tra il 61 e il 15%. Ottimisti e pessimisti sono poi il 52% e il 21% in Africa, il 51% e il 26% in America e il 47% e 20% in Medio Oriente il sondaggio è stato condotto per la prima volta anche in Iraq dove si sono registrati 49% di ottimisti e 11% di pessimisti.

Quelli che vedono meno rosa di tutti sono gli europei: nell’Europa occidentale gli ottimisti sono il 33% e i pessimisti pochi di meno (29%), in quella dell’Est sono meno numerosi gli ottimisti (29%) ma anche i pessimisti (23%).

Negli Stati Uniti in un altro recentissimo sondaggio Gallup per Cnn e Usa Today risulta che meno della metà degli americani ha un’opinione favorevole del presidente Bush, il quale resta però in cima alla graduatoria dei personaggi più amati, superato per altro dalla moglie Laura. La donna più ammirata negli Stati Uniti risulta essere l’ex first lady e oggi senatrice democratica di New York Hillary Clinton.