La nuova bolletta #Enel

Tutti abbiamo ricevuto la nuova bolletta Enel, ma quanti l’hanno letta un po’ più che svogliatamente?

Io l’ho fatto e non per pignoleria ma perché stupito dell’aumento del 25% rispetto all’ultimo bimestre con gli stessi consumi, kilowattora più kilowattora meno. E cosa ho scoperto?

Leggendola nulla, era pubblicizzata come “bolletta semplice” ma in realtà è vuota e non spiega alcun dettaglio di spesa tranne che … Se vuoi maggiori dettagli trovi la bolletta dettagliata online. È come se vai al supermarket e trovi il messaggio: “prendi tutto quel che vuoi e vai alla cassa”, sugli scaffali non ci sono i prezzi… E arrivi alla cassa e la cassiera vi chiede 94€, guardi il carrello e guardi la cassiera che comprende la tua faccia stupita che con voce candida ti dice: “se vuole lo scontrino dettagliato vada su internet, si registri al nostro sito web e avrà tutti i dettagli”.

Il paragone regge bene perché online comprenderai che è cambiato una cosa semplice: è stata annullata la proporzionalità ed è stata istituita la uguaglianza, mentre prima piu consumavi più pagavi oggi paghi il kilowattora allo stesso prezzo qualsiasi consumo ne fai! Quindi tutte le bollette più basse , a partire da quelle dei pensionati, vedono un rincaro e quelle più alte vedranno un risparmio… Se la somma farà sempre lo stesso totale ho i miei dubbi…

Il 2o16 è arrivato…

…da un bel po’. Come ogni anno la fine e il principio sono carichi di aspettative: il cambio del calendario sul muro o sulla scrivania ci porta a essere speranzosi… Ma è così?

Beh, i fatti dimostrano che ci illudevamo e ci hanno illuso, purtroppo non è una cifra nella data che cambia l’ordine delle cose, “il Paese è in ripresa” disse il Presidente del Consiglio durante il discorso di fine anno! Ma ci vuole altro che belle parole piene d’ottimismo per tornare ad una crescita organica del Sistema Paese. 

Ci vogliono soldi che facciano da volano per l’economia, ma chi li mette in circolo?

Ci vogliono spese oculate e non a pioggia? Chiaramente il clientelismo lo teniamo in vita dando 650€ al mese ai lavoratori socialmente utili, ai dipendenti delle cooperative, ai forestali… Ma non otteniamo alcun guadagno in prospettiva per il futuro dei nostri figli… Ci vuole innovazione, un’università più attenta ai bisogni degli studenti che ai baronati dei professori, ci vuole organizzazione negli enti pubblici e velocità di adempiere ad un dovere: aiutare il cittadino ad usufruire dei servizi e obbligarlo a pagare le tasse.

Caro Presidente Renzi dove sei? 

Mi vien voglia di scrivere sui muri delle periferie di Italia: da Lampedusa a Librino, dallo Zen a Scampia, … “Qui lo Stato è Assente”

I Forestali in Sicilia

In questi giorni le cronache siciliane raccontano di migliaia di forestali che manifestano a Palermo, a Catania, a Siracusa… 

A causa delle ristrettezze finanziarie i soldi (circa 700 milioni) stanziati dal Governo Nazionale e dirottati sugli stipendi dei forestali da Crocetta non bastano… E si prospetta di tagliargli lo stipendio!

Chi sono i forestali in Sicilia? Beh, semplice: gli addetti alla tutela dei boschi e dei parchi regionali: i Nebrodi, le Madonie, l’Etna… Però siamo forse la regione con il maggior numero di ettari bruciati dai piromani. Lo dimostra forse che le torrette antincendio d’osservazione per le Madonie altro non erano che un mezzuccio per generare tangenti per Dario Lo Bosco?

Ma perché servono tanti soldi? Per chi non lo sapesse in Sicilia abbiamo quasi 28000 (ventotto mila) forestali regionali! Costano alle nostre tasche 1,2 milioni di euro al giorno. Per confronto in Liguria ci sono 500 forestali dello Stato, per circa gli stessi ettari boschivi. Sono più dei forestali Canadesi che devono controllare un territorio vasto 5 fusi orari.

Per chi l’avesse notato ho differenziato: regionali e dello stato, eh sì, perché questa è l’ennesima dimostrazione di “clientelismo” generato dallo statuto d’autonomia regionale.

Sono madri e padri di famiglia e la colpa non è loro, ma di chi ha creato posti di lavoro inutili per “occupare” persone inutilmente, come gli articolisti… Se mi dai il voto ti do un posto di lavoro! 

Ma li paghiamo noi tutti, non il politico di turno dalla sua busta paga. Un po’ quello che succederebbe con il “redditto di cittadinanza”: uno stipendio minimo per donare 8 ore a settimana allo Stato per lavori socialmente utili!

Rinnovo Contratti Collettivi

Fra tre mesi scadranno i contratti collettivi per 7 milioni di lavoratori italiani appartenenti ai settori metalmeccanici, chimici ed alimentari. Confindustria sta già preparando la battaglia sull’entità dell’aumento monetario che i lavoratori si aspettano e gli industriali vogliono negare…

…le motivazioni di Confindustria, divulgate dalle pagine del Sole 24 Ore di ieri, sono prevalentemente due:

  • l’aumento degli ultimi anni è stato superiore all’inflazione reale perchè basato sull’inflazione programmatica di tre anni fa.
  • c’è forte richiesta di competitività ed un aumento di stipendio va in contrasto con questo.

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